Provincia Pescara. I misteri degli immobili in affitto

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Dietro una semplice tabella di immobili della Provincia in affitto si celano storie di burocrazia sospesa, di contenziosi, di silenzi e di contratti decennali.

PESCARA. Dietro una semplice tabella di immobili della Provincia in affitto si celano storie di burocrazia sospesa, di contenziosi, di silenzi e di contratti decennali.

In pochi sanno che da anni la Provincia affitta immobili e terreni a privati, ditte, associazioni ed enti pubblici talvolta senza bandi. Presto qualche edificio sarà messo in vendita prevedendo di realizzarci 5,5 milioni di euro.

Scorrendo una lunga tabella di immobili di proprietà della Provincia, allegata al bilancio di previsione 2011, balzano agli occhi dei canoni annui molto bassi pagati da singoli cittadini, da associazioni, da attività presenti nella stazione marittima di Pescara e altri terreni sparsi in tutto il territorio in uso a privati o a centri commerciali.

Su 14 abitazioni private, 8 sono affittate- stando alla tabella- gratuitamente (0,00 euro), le altre invece hanno un canone annuo che varia dai 2.820 euro (il più caro) ai 1.069 euro. Molte sono situate in via Ugo Foscolo, altre in via Caboto, una a Farindola e un’altra a Catignano (casa cantoniera). Per alcune di queste abitazioni, nella tabella, sono riportati gli estremi del contratto, in altri casi la casella è in bianco. Alcuni contratti sono scaduti nel 1998 ma presumibilmente producono ancora effetti, visto che “si prevede” di incassare il canone nel 2011 e si mette a bilancio. Anche per quelli per cui non è previsto incasso, dal settore patrimonio spiegano che «pagano anche quelli, solo che per il fatto i contratti non sono più validi conteggiamo zero, ma pagano anche quelli».

Vengono fatti dei bandi per avere queste case, terreni, stanze per associazioni?

«Per gli appartamenti credo di no, sono contratti vecchissimi: ci abitano dei dipendenti in virtù di un bando degli anni '50», ha precisato con disponibilità il direttore del servizio Patrimonio della Provincia, Mario Lattanzio, «infatti le palazzine di via Caboto e via Foscolo furono costruite con dei finanziamenti ad hoc dalla Provincia per i dipendenti virtuosi ed in particolari condizioni».

E’ vero che ci sono stati contenziosi che hanno visto soccombere la Provincia in giudizio presso la Corte dei Conti per quanto riguarda degli appartamenti?

«Sì, abbiamo perso 3 appartamenti ovvero gli inquilini ne hanno acquisito la proprietà ma non so di più: chieda all’ufficio contenzioso», ha risposto Mario Lattanzio.

L’ufficio contenzioso della Provincia avrebbe potuto spiegarci come e perché ma hanno ritenuto opportuno non rispondere alle domande opponendo lungaggini burocratiche («dovrebbe fare richiesta») e preferendo lo scarica barile («le può rispondere anche l’ufficio patrimonio, hanno le sentenze»).

«Non c’è più un contenzioso in atto, la situazione è definita quindi confermiamo che questi appartamenti non sono più della Provincia», è stato l’unico dettaglio aggiunto dall’ufficio.

 LE ASSOCIAZIONI

 Ci sono poi i locali concessi in affitto alle associazioni.

Cinque associazioni ( Intercral Abruzzo, Combattenti e reduci, Eriberto, Telefono Azzurro, associazione Nazionale Carabinieri) su 6 corrispondono alla Provincia canone che va dai 1.800 euro ai 540 euro all’anno. L’associazione “Porto di Spoltore” (quello fluviale, si immagina) invece non paga nulla (0,00 euro). Tutte le associazioni hanno le proprie sedi in via Ugo Foscolo.

C’è stato un bando?

«Quando questi locali si sono resi liberi, alcuni sono stati concessi in uso alle associazioni no profit che ne facevano richiesta seguendo le prescrizioni di una legge regionale», ha risposto il direttore Lattanzio. Invece altri locali, secondo altre fonti interne alla Provincia, sarebbero stati dati in uso in maniera del tutto arbitraria.

 LE ATTIVITA’ COMMERCIALI PIU’ FORTUNATE

 Di solito, per gli esercizi commerciali, la spesa più gravosa da inserire in bilancio è l’affitto. Non è così per tutti però. Infatti, per un servizio ristoro sul Belvedere di Colle Renazzo, la Grel srl paga all’anno 2.500 euro dal 2006 (scadenza contratto 20 aprile 2012). La cooperativa Family arl che gestisce il bar all’interno del palazzo della Provincia, situato in via Passolanciano, paga 7.134 euro annui. Poi ci sono 4 società operanti nel settore turistico e portuale i cui uffici sono nella stazione marittima di Pescara: la Sanmar srl (con canone annuo di 9.513,50), la Jetline srl (2.332,51 euro), la Del Nunzio snc (2.732,11 euro), la Pentatur Atiner srl (2.227,68 euro).

La Wind Telecomunicazioni per “l’istallazione di una stazione radio” nell’edificio di via Passolanciano paga (fino al 2013) 8.595 euro.

Tra le attività commerciali c’è anche la Total italiana spa che, dal 2004 fino al 2023, pagherà 1.733,04 euro all’anno per un sito a Pescara. Una porzione di terreno, a Città Sant’Angelo, è affittata all’Iper Pescara che paga 2.768 euro. «In cambio però, l’ipermercato si prese l’onore dei lavori della rotatoria realizzata lì davanti», ha chiarito Lattanzio.

I fratelli Crescia che, a Cappelle sul Tavo, hanno un circuito di Go Kart pagano alla Provincia- «con un contratto di trent’anni fa» (ha specificato Lattanzio) - 7.551 per un terreno di cui dalla tabella non si evince l’estensione (come accade in tutti i casi esposti). Altri terreni sono poi affittati a singoli cittadini: Radwan Aly (2.227 euro, Cappelle sul Tavo), Dino Blasioli (100 euro, Manoppello), Elga Mariotti (620 euro, Montesilvano). Per il “mercato del fiore” di Città Sant’Angelo, la ditta “Futura”, intestataria di due contratti diversi, versa alla Provincia in totale 30 mila euro ogni anno.

 QUELL’AFFITTO SPARITO…

 Nella tabella è contenuta poi una serie di case cantoniere (a Santa Teresa di Spoltore, Forca di Penne, Popoli, Pescara) affittate a diversi Comuni, parrocchie e privati a canoni che vanno dai 690 euro ai 2100 euro. Decisamente più cospicui invece sono gli affitti pagati dagli altri enti pubblici. Il Ministero dell’Interno per gli uffici della Prefettura, situata in Piazza Italia, paga 140.453,56 euro all’anno, per la caserma dei Vigili del Fuoco (viale Pindaro) 24.735,48 euro e 38.892 euro per la caserma dei Carabinieri di via Botticelli. Per due piani dell’immobile di via Passolanciano, la Regione paga 330.924,91 euro. L’Italia Lavoro, per il piano terra di via Passolanciano 75, corrisponde un canone annuo di 34.860 euro. Per la propria sede, la Croce Rossa di Pescara versa alla Provincia 9.440 euro all’anno.

Ci sono poi dei locali, al terzo piano dell’edificio di via Passolanciano di proprietà della Provincia, in uso al centro per l’impiego. La normativa (art.3, l. n.56 del 1987) pone a carico dei Comuni l’onere di fornire i locali per questi centri mettendone a disposizione uno proprio o prendendolo in affitto. Per i locali del centro per l’impiego di Pescara, però, non risulta che la Provincia incassi soldi dal Comune. Negli anni passati veniva corrisposto un affitto di circa 100 milioni di lire all’anno. Fatta salva la possibilità che ci sia un accordo tra i due enti, non si capisce perché da 8 anni la Provincia non riceve più soldi dal Comune.

 Manuela Rosa 18/03/2011 9.50

 

PROVINCIA DI PESCARA: GLI AFFITTI ATTIVI