Pescara capoluogo d'Abruzzo? La provocazione è on line

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Ti piacerebbe se un giorno Pescara diventasse il Capoluogo d'Abruzzo?».

E' questa la domanda al centro del movimento politico 'Pescara capoluogo d'Abruzzo' che si pone l'obiettivo di «rimettere al centro il rilancio dell'economia del capoluogo adriatico», «spostando le risorse mal utilizzate da L'Aquila verso la costa».
Ideato da Roberto Santuccione, il movimento conta già simpatizzanti su Facebook (180 al momento) e riapre una vecchia questione affrontata ciclicamente nel corso degli anni. Qual è il capoluogo di regione?

Prima del sisma aquilano del 6 aprile 2009 l'argomento teneva banco anche tra i politici regionali e ad ottobre del 2008 l'inaugurazione della nuova sede del Consiglio regionale a Pescara creò diverse tensioni. Il sindaco Massimo Cialente e la ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, parlarono di «scippo» e un «inutile doppione» che avrebbe danneggiato la loro città.

Proprio l'ex presidente parlò di «offesa al capoluogo istituzionale e alla sua popolazione, già umiliata da un depauperamento senza precedenti nella storia».
E non mancarono colpi di scena: il consiglio comunale dell'Aquila approvò a maggioranza un ordine del giorno in cui si impegnava il sindaco «a intraprendere tutte le iniziative, comprese quelle giudiziarie, per difendere i diritti lesi della città».

Insomma, l'argomento creò malumori. Poi il terremoto ha sepolto completamente la polemica che adesso, con la presentazione di questo nuovo gruppo, potrebbe rinnovarsi.

Il movimentao «è nato un pò per caso e un pò per sfida», ammette il fondatore, «con l'intento di scuotere le coscienze e provocare gli eventi del futuro. "Pescara Capoluogo d'Abruzzo è il sogno di molti 
pescaresi che amano la citta', perfino di quei pescaresi che risiedono ormai stabilmente all'estero e che amano la terra d'origine come non mai, ma  che oggi la vivono come una identita' spezzata e senza prospettive».
«Il comparto commerciale e imprenditoriale», sostiene Santuccione, «deve rilanciarsi attraverso gli strumenti tecnologici di ultima generazione che possono contribuire a diminuire il fardello delle spese e incrementare i guadagni attraverso il mondo virtuale di internet. Favorire l'accesso al credito per imprese e famiglie e' un altro obiettivo dell'associazione. Le banche - spiega Santuccione - altro non sono che dei forzieri stracolmi, molto spesso a disposizione di pochi intimi. Inoltre l'istituto del microcredito e' del tutto inesistente a tutti i livelli».

L'ideatore chiede inoltre l'utilizzo di fonti energetiche a basso impatto ambientale, raccolta differenziata, sfruttamento economico dei rifiuti, con conseguente, possibile abolizione della Tarsu. Ma anche promuovere una miglior sorveglianza del territorio «senza penalizzare la  privacy, con l'utilizzo della Polzia Municipale non in funzione punitiva ma  preventiva, tra gli altri scopi dell'associazione».
15/03/2011 10.00