Deco, «ma quale discarica a Spoltore, solo uffici e capannoni»

Alessandro Biancardi

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DISCARICA FOSSO GRANDE SPOLTORE

DISCARICA FOSSO GRANDE SPOLTORE

SPOLTORE. Dopo settimane di polemiche, un comitato nato ad hoc per contrastare la nascita di una discarica sul territorio di Spoltore, la Deco Spa interviene spiazzando tutti: «mai presentato alcun progetto».*IL COMITATO: «LE AZIONI LEGALI NON CI SPAVENTANO»

Se la ditta -dice oggi- non ha mai parlato prima d'ora, è perchè si aspettava che nella campagna di stampa agostana prima o poi la verità saltasse fuori. Di certo, assicurano, non c'è alcun rischio e lo stesso comitato avrebbe mal interpretato i documenti che PrimaDaNoi.it ha già pubblicato da alcuni giorni.

Ma oggi la Deco spa prende la parola è annuncia: «è bene che si sappia, una volta per tutte, la nostra società non si propone e non ha mai presentato alcun progetto per realizzare una discarica in territorio di Spoltore e nell’area oggetto delle citate notizie giornalistiche. Dunque, non vi è alcuna discarica in corso di progettazione o realizzazione in quell’area». Un progetto ci sarebbe, così come denunciato dal comitato che si oppone alla discarica, ma è inerente alla realizzazione della nuova sede della S.p.A.

«Il progetto prevede», dicono dalla società, «attraverso il recupero e la riconversione del patrimonio edilizio esistente, e mediante demolizione e ricostruzione in ampliamento di esistenti manufatti edilizi vetusti e fatiscenti, la realizzazione di una palazzina di quattro piani destinata ad ospitare gli uffici tecnici ed amministrativi della Deco S.p.A. nonché di capannoni produttivi destinati in parte alla manutenzione ed al lavaggio degli automezzi e, per altra parte, ad un moderno impianto di selezione di rifiuti provenienti esclusivamente dalla raccolta differenziata, con esclusione, cioè, di ogni forma di trattamento di rifiuti organici ed indifferenziati».

CHE COSA SORGERA'

Più specificatamente, si intende realizzare: una palazzina uffici di quattro piani, per una superficie edificabile complessiva di 2.850 metri quadri. La palazzina dovrà ospitare il centro direzionale dell’attività del Gruppo Deco, capannoni produttivi per una superficie edificabile produttiva di 11.250 metri quadri; piazzali, parcheggi privati, viabilità interna e verde privato.

Ci sarà anche un'area destinata a verde pubblico attrezzato su 5.945 metri quadri, parcheggi pubblici su 1.961 metri quadrati.

Le attività che saranno svolte all’interno dei capannoni, spiegano ancora dalla società della famiglia Di Zio, saranno «manutenzione automezzi e attrezzature, lavaggio mezzi, lavorazione e selezione di rifiuti non organici (e pertanto privi di ogni sorta di emissione quali percolato, gas e odori molesti) provenienti esclusivamente dalla raccolta differenziata, al fine di separarne le diverse componenti da avviare come materie prime secondarie ai rispettivi cicli di lavorazione in impianti esterni».

«NESSUN RISCHIO»

E sempre dalla Deco assicurano che la natura dei rifiuti che saranno oggetto di trattamento «costituisce di per sé garanzia di assenza di qualunque impatto ambientale negativo: trattasi, infatti, del trattamento del cosiddetto “multi materiale” proveniente dalla raccolta differenziata (plastica, alluminio, ferro, vetro). L’assenza di sostanza organica putrescibile, responsabile dell’emissione di cattivi odori, consente di salvaguardare l’ambiente circostante da qualsivoglia emissione nociva o anche solo sgradevole».

Le lavorazioni, inoltre, vengono effettuate all’interno di un apposito capannone «e, dunque», si spiega ancora, «in area confinata e controllata ed in condizioni tali da evitare qualunque emissione fastidiosa nell’ambiente circostante». I rifiuti oggetto di trattamento e selezione sono quindi quelli che, sino al giorno prima, si trovavano tranquillamente all’interno delle case: «gli stessi non saranno in alcun modo smaltiti all’interno dell’insediamento ma saranno avviati alle loro destinazioni finali, e cioè agli impianti specializzati nel recupero delle materie prime, ovvero, per la parte non recuperabile, agli impianti di smaltimento».

«Trattasi, dunque», chiude la società, «di attività del tutto compatibile con il contesto territoriale circostante, che non interferisce minimamente con la diversa destinazione delle aree limitrofe. Prova ne è che all’interno del previsto insediamento sarà realizzato il centro direzionale della stessa Deco S.p.A.». L’insediamento comporta un investimento di circa nove milioni di euro, «finanziato esclusivamente con capitali privati, che comporterà notevoli ricadute positive», assicurano, «sia in termini economici e finanziari che in termini occupazionali, su di un territorio che al pari del resto del Paese è colpito da quella che è stata definita la più grave crisi economica mondiale dopo la grande crisi del 1929». 

IL WWF:«SITO SBAGLIATO GLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO VANNO ALTROVE» 

Anche il wwf interviene oggi e sostiene che gli «impianto di trattamento» debbano essere ubicati in aree più idonee. «E’ del tutto evidente, però», scrive il Wwf, «che l’installazione di un simile impianto  comporta inevitabilmente la modifica del territorio e la perdita delle sue caratteristiche ambientali, urbanistiche e  paesaggistiche.   Pur rispettando il legittimo diritto di un privato a presentare una simile proposta, la scelta localizzativa  non può che essere compiuta da un ente pubblico a rilevanza territoriale in grado di avere  una visione complessiva delle dinamiche in atto e titolare di strumenti di pianificazione  e programmazione  territoriale. Purtroppo  il ricorso alle norme di cui al DPR 447/98 (Sportello Attività Produttive) di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione degli impianti produttivi, di fatto sta determinando una perdita dell’efficacia dello strumento urbanistico comunale deputato ad  individuare le aree destinate alle attività produttive. Strumento urbanistico che, attraverso  un processo di adozione e pubblicazione, è in grado di garantire la partecipazione dei cittadini alla costruzione del futuro del proprio  territorio».

14/09/2010 11.35

 


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IL COMITATO: «LE AZIONI LEGALI NON CI SPAVENTANO»

 Il Comitato contro la discarica di Spoltore, nonostante le spiegazioni della Deco, non indietreggia. «Le minacce di azioni legali, civili e penali non ci spaventano», si legge in una nota nella quale si continua a sostenere che questa attività non sia «del tutto compatibile con il contesto territoriale circostante e che non interferisce minimamente con la diversa destinazione delle aree limitrofe».

«E’ inevitabile», si legge ancora, «che un insediamento quale quello in esame vada realizzato, previo adeguamento formale dello strumento urbanistico e previa riqualificazione dell’area interessata, in zona agricola». L’insediamento produttivo, sostiene ancora il comitato «deve essere ubicato in zona artigianale o industriale».

E pare evidente che ai residenti della zona non bastino le rassicurazioni della società: «la viabilità della zona subirà un pesante incremento di traffico con il via vai dei camion e non si tratterà solo di

un “ipotetico impatto negativo”. Da mesi abbiamo chiesto gli atti amministrativi previsti dal codice ambientale e non ci sono stati forniti».

Il comitato rinnova l’invito al privato ad essere presente alla riunione pubblica che si svolgerà venerdì 17 settembre alle 19,30 presso la sala del Consiglio della circoscrizione Colli in Via di Sotto, davanti tutta la cittadinanza «in modo da chiarire, una volta per tutte, la regolarità e la correttezza delle procedure rispetto la materia della normativa ambientale».

L'unione dei consumatori Consab a nome del presidente Lorenzo Cesarone si unisce all'invito del Comitato e parla di «puntualità e l’assoluta serietà e buona fede con la quale il Comitato ha esaminato e diffuso gli atti ed i progetti pubblici presentati al Comune di Spoltore».

14/09/2010 14.36