Imprenditore usuraio arrestato per tassi del 120%. Gdf:«decine di vittime»

Alessandro Biancardi

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Imprenditore usuraio arrestato per tassi del 120%. Gdf:«decine di vittime»
PESCARA.  Un noto imprenditore nel settore dell'intrattenimento è stato arrestato due giorni fa e ieri il suo arresto è stato convalidato dal gip di Pescara.

La notizia è stata data solo oggi dalla guardia di finanza che questa mattina terrà una conferenza stampa per illustrare gli esiti delle indagini.

Il presunto usuraio, settantenne di Cepagatti, sarebbe stato artefice di diversi episodi nella provincia di Pescara.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, guidati dal colonnello Mauro Odorisio, sono intervenuti proprio mentre l’uomo intascava del denaro da una delle sue vittime ad un tasso del circa 120%. A fronte di un prestito di 15.000 euro, l’uomo aveva chiesto interessi fino a 13.000 euro oltre che il rimborso della intero importo.

Nei suoi confronti è scattato l’arresto da parte delle Fiamme Gialle e quindi la convalida e l’applicazione della misura degli arresti domiciliari da parte del gip del Tribunale di Pescara.

Maggiori dettagli in tarda mattinata.

12/03/2011 9.10

«USURAIO DA ANNI»

 L’hanno arrestato nel negozio della vittima mentre contava le tre mila euro appena ritirate dalla vittima come quota di interessi del periodo. Una telecamera nascosta delle Fiamme Gialle ha ripreso tutte le scene.

I finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria, guidati dal colonnello Mauro Odorisio, dopo qualche mese di indagine coordinati dal pm Giampiero Di Florio, con l’aiuto di video camere nascoste e intercettazioni telefoniche sono riusciti a fermare l’uomo in flagranza di reato.

E’ così finito agli arresti domiciliari, disposti dal gip Gianluca Sarandrea, l’imprenditore settantenne di Cepagatti, proprietario di una grande sala da ballo e di una agenzia immobiliare. Le generalità complete però i finanzieri non le hanno divulgate.

Una persona considerata nell’ambiente «molto potente» e facoltosa. Ma anche affidabile, tanto da poter contare per  propria attività di usuraio sul passaparola tra amici. Già conosciuta alle forze dell’ordine ma non per reati di usura.

Le indagini per l’operazione denominata“My friend” andavano avanti da gennaio mentre l’analisi delle prove sequestrate potrà svelare agli inquirenti da quanti anni il famoso imprenditore fosse dedito a prestare soldi a tassi usurari.

Sarebbero stati trovati elementi, secondo gli inquirenti, per dimostrare che l’imprenditore svolgesse questa attività collaterale già dal 2000.

Le indagini sono iniziate in seguito alla denuncia di un padre ed un figlio di Spoltore, gestori di un piccolo negozio spaventati dalle minacce fisiche subite dal figlio ad opera di un soggetto assoldato dall’usuraio. Non sono infatti mancati episodi di intimidazioni, minacce ed aggressioni.

Per far fronte ai debiti accumulati, i due si erano rivolti all’usuraio  ottenendo un prestito, nel giugno 2009, di 15 mila euro diviso in tre tranches.

A fronte di questo, l’usuraio tratteneva immediatamente 500 euro per tranche. Inoltre richiedeva un assegno di importo pari a quello consegnato in garanzia e mensilmente interessi pari a 500 euro sino alla restituzione del capitale iniziale.

Tra settembre 2009 e novembre 2010, l’usuraio avrebbe preteso la complessiva somma di 13 mila euro a titolo di soli interessi oltre alla restituzione del capitale iniziale, cui poi si sarebbero aggiunti ulteriori 3mila euro quali interessi per dicembre 2010 e gennaio 2011.

Tra i documenti sequestrati, numerosi assegni non datati con firme di persone diverse e circa cinquantamila euro in contanti. Ma anche un “tirapugni”.

«Tutto ci ha fatto pensare a dei soggetti pericolosi», ha detto il Comandante provinciale, Maurizio Favia, «infatti il soggetto non era sconosciuto alle forze dell’ordine, ma mai per usura».

Il sospetto, corroborato dal ritrovamento di tanti assegni a firme diverse, degli inquirenti è che le vittime siano ancora molte.

«Speriamo che qualcuno venga a raccontare di propria sponte», ha detto il colonnello Odorisio, «così come accade spesso dopo gli arresti, anche se molte vittime rimangono sempre nascoste».

La difficoltà per i finanzieri ora sarà quella di differenziare- e quindi dimostrare- il flusso di denaro (soldi, assegni, bonifici) derivante dalle attività lecite dell’imprenditore e quello frutto dell'attività di usuraio.

 m.r.  12/03/2011 12.32