Dietrofront del Governo: impugnata anche la legge regionale sulla riserva dannunziana

Alessandro Biancardi

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Dietrofront del Governo: impugnata anche la legge regionale sulla riserva dannunziana
PESCARA. Colpo di scena per la riperimetrazione della Pineta dannunziana. Dopo i festeggiamenti di Pdl e Rifondazione per una mancata impugnativa da parte del Consiglio dei ministri, arriva la doccia fredda.

Anche questo provvedimento è stato infatti impugnato. Nelle ultime ore sul sito del ministro per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale è stata aggiunta la notizia con tanto di motivazione. Un ritardo nella pubblicazione? Un ripensamento? Sembra più plausibile il primo motivo.

«La legge regionale», si spiega, «è censurabile relativamente all'articolo 1, che prevede l' ampliamento dei confini. La nuova cartografia allegata alla legge evidenzia infatti che la riperimetrazione dell'area protetta determina l'istituzione di un' ulteriore porzione di riserva naturale attuata senza che sussistano i presupposti richiesti dalla legge quadro nazionale in materia n. 394/1991 (legge quadro sulle aree protette)».

Secondo la legge, si spiega ancora, «costituiscono principi fondamentali per la disciplina delle aree naturali protette regionali, la partecipazione delle province, delle comunità montane e dei comuni al procedimento di istituzione dell'area protetta e la pubblicità degli atti relativi all'istituzione dell'area protetta. Anche la Corte Costituzionale, con sentenza n. 282/2000 ha ribadito la necessaria partecipazione al procedimento di istituzione delle aree protette regionali dei singoli enti locali il cui territorio sia destinato a far parte dell'istituenda area protetta».

«Poiché nella istituzione della nuova area protetta regionale oggetto della legge in esame, non risultano essere state osservate tali prescrizioni», scrive il ministro, «la norma regionale determina la violazione di principi fondamentali in materia di valorizzazione dei beni ambientali, in contrasto con l'articolo 117, comma 3, Cost. Per questo motivo la legge deve essere impugnata davanti alla Corte Costituzionale, ai sensi dell'art. 127 della Costituzione».

«Probabilmente», commenta il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, «l'orientamento del ministero competente è stato rivisto nella seduta del Consiglio dei Ministri e il comunicato ufficiale è stato emanato prima della "svolta". I costruttori pescaresi hanno trovato sostenitori ai livelli nazionali del Pdl», continua il consigliere. «Comunque non demordiamo. La legge rimane in vigore ed era già previsto di avviare un nuovo iter legislativo sperando che i potenti interessi che si stanno mobilitando non riescano a modificare l'orientamento della politica cittadina e regionale».

12/03/2011 8.38

*LE ALTRE LEGGI IMPUGNATE