San Valentino, l’ex ospedale diventa residenza protetta per disabili

Alessandro Biancardi

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SAN VALENTINO IN ABRUZZO CITERIORE. L’ex ospedale di San Valentino sarà trasformato in “Residenza protetta per disabili adulti”.

Il sindaco del Comune, Angelo D’Ottavio, annuncia con soddisfazione la nascita del progetto elaborato in collaborazione con i vertici della Asl pescarese.

Il progetto prevede l’attivazione di circa trenta posti letto per utenti disabili in condizioni di difficoltà anche sociale, con particolari esigenze di riabilitazione. In più verrano predisposte attività di terapia occupazionale in collaborazione con l’Università.

«Il progetto di riconversione – afferma il sindaco D’Ottavio - valorizzerà le professionalità che negli anni si sono formate nella struttura, nello specifico ambito della riabilitazione, ma, al tempo stesso, tiene conto delle esigenze di residenzialità che ha il nostro territorio”.

Gli utenti saranno sottoposti, preventivamente, alla valutazione di un’apposita commissione medica prima del ricovero e una volta all’interno della struttura parteciperanno a un programma riabilitativo non soltanto di carattere più propriamente ‘medico’, ma anche assistenziale e sociale.

Il progetto è ‘figlio’ del Piano di riordino della sanità elaborato dal commissario Gianni Chiodi per far fronte al deficit della Regione Abruzzo. Il Piano ha comportato, tra l’altro, la chiusura di diversi ospedali ‘minori’ e si è posto il problema di come riconvertire e riqualificare le strutture.

Nel caso di San Valentino l’amministrazione comunale, di concerto con il direttore generale della Asl, Claudio D’Amario e il suo staff tecnico, anche alla luce delle indicazioni che venivano dal commissario Gianni Chiodi e dal sub commissario Giovanna Baraldi, ha predisposto la trasformazione dell’ex ospedale in residenza per disabili.

Una decisione basata sulle esigenze di residenzialità del territorio dell’alta Val Pescara, la cui valutazione ha reso necessaria una struttura di questo tipo.

Da parte del sindaco, dunque, un plauso al progetto e anche una piccata replica a chi l’aveva criticato: «Ringrazio tutte le persone che hanno collaborato alla riuscita di questo progetto di riconversione, in primis il direttore generale, e ribadisco che la struttura di San Valentino non ha mai chiuso, nonostante le fantasiosi dichiarazioni di qualcuno, e che la struttura fu sclassificata da altri direttori generali e da altri governi comunali e regionali. Ma questa è storia – conclude Angelo D’Ottavio - a noi interessa il futuro che ci consegna un progetto organico a tutto il territorio di integrazione socio-sanitaria».

10/03/11 11.24