Storni selvaggi, gli arresti sfumati all’Aca

Alessandro Biancardi

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Storni selvaggi, gli arresti sfumati all’Aca
PESCARA. Niente arresti per gli indagati nell’inchiesta degli storni selvaggi operati dall’Aca agli amici dei politici: maxi bonus sulle bollette dell’acqua di cui potevano beneficiare decine di ditte e imprenditori.

Il gip Gianluca Sarandrea ha firmato pochi giorni fa l’atto con cui ha negato le misure cautelari chieste quasi 10 mesi fa dal pm Gennaro Varone ed ha disposto per oggi gli interrogatori di quattro indagati sui quali lo stesso gip potrebbe applicare pene interdittive minori.

Serviranno a questo gli interrogatori in corso di Ezio Di Cristoforo, presidente dell’Aca, Giancarlo Gennari, addetto alla fatturazione, Bartolomeo Di Giovanni, direttore generale, e del tecnico installatore, Giancarlo Ceci. In totale però gli indagati sono 14.

Questa mattina i quattro hanno confermato, prima di sfilare uno per volta davanti al gip e rispondere alle sue domande, di essere tranquilli ma la tensione era palpabile e qualche tic ha tradito del nervosismo. All’uscita avvocati e indagati hanno detto poco e tutti la medesima cosa: «abbiamo chiarito tutto».

«Abbiamo chiarito tutto quello c' era da chiarire», ha detto anche Di Cristoforo che è stato davanti al giudice per 45 minuti. Lui è accusato di peculato, abuso d'ufficio e furto. Ai cronisti ha anche detto di sentirsi sollevato e di aver fiducia nella magistratura. Il suo difensore, l'avvocato Giuliano Milia, ha spiegato di aver presentato dei documenti che dimostrano l'inconsistenza dei fatti contestati. Dopo Di Cristoforo è stata la volta di Di Giovanni che è rimasto dentro l’aula blindata per circa 10 minuti.

Uno dei suoi difensori, l'avvocato Di Carlo, ha detto ai giornalisti che il suo assistito ha chiarito la sua posizione.

L'altro difensore di Di Giovanni ha sostenuto che alla base dei fatti contestati, vale a dire, sgravi sulle bollette idriche, ci sarebbe un disguido. Anche per Di Giovanni il gip dovrà decidere sulla richiesta di sospensione dai pubblici uffici.

DI CRISTOFORO: «TUTTA COLPA DELLA POLITICA»

Erano in tanti ad aspettarsi qualcosa di più da questa inchiesta. Forse per primi gli stessi interessati, politici e un vasto gruppo di persone che a vario titolo gravita ed ha gravitato intorno all’Aca. La tensione dei mesi scorsi (circa 12 mesi fa) era palpabile negli uffici della spa e dopo le notizie fuoriuscite di una inchiesta in corso sono cambiati molti atteggiamenti e tutti sono diventati più guardinghi. Anche la linea della società per azioni, che gestisce l’acquedotto in 50 comuni del Pescarese e non solo, è leggermente cambiata. Lo stesso Di Cristoforo ha firmato alcuni importanti documenti che bloccavano quello che sembra essere stato un pericoloso e indegno andazzo: quello di fare sconti a chi non ne aveva diritto ma poteva vantare una raccomandazione o una amicizia politica.

Una situazione che lo stesso presidente dell’Aca ha ammesso più volte di aver ereditato e nelle intercettazioni telefoniche messe in atto dalla squadra mobile di Pescara ci sarebbero diverse conferme.

In una per esempio Di Cristoforo al telefono sbotta con il suo interlocutore e si sfoga e ne dice tante sulla politica che sarebbe la causa principale di una serie di situazioni gravose che però ora pesano su di lui. Parla di politica come di qualcosa di diverso ed estraneo al suo mondo dimenticando che anche lui è un politico in piena regola ed amministratore (assessore e consigliere fino allo scorso dicembre quando si è dimesso) del suo paese, Popoli, nelle file del centrosinistra.

Ma la politica sarebbe responsabile di cosa? Di una serie di situazioni che avrebbero pesato sui bilanci della società e probabilmente proprio a causa degli storni selvaggi certificati in oltre 150mila euro dalla procura ma che potrebbero essere molti di più.

INDAGINE MIRATA E SELETTIVA

Quella sull’Aca è però una indagine esemplare non per i risultati ottenuti, che sono oggettivamente scarsi ed esigui, ma di una serie di carenze che pure gravano su chi deve indagare. Intanto le forze investigative che sono state messe in campo sono state poche unità impegnate per sei mesi nello studio della ipotesi accusatoria. Un certo ritardo e oggettive difficoltà reali nel reperire prove della presunta truffa hanno di fatto ridimensionato una inchiesta che forse poteva chiarire moltissimi aspetti rimasti ignoti della vita della società.

Sembrerebbe che da alcune segnalazioni gli investigatori si siano mossi per provare una truffa legata agli sgravi conoscendo precisamente importi e beneficiari. Una lista molto lunga. L’obiettivo era quello di trovare la prova che i bonus non erano dovuti ma gli inquirenti si sono scontrati con la difficoltà di provare che le perdite, magari lontane nel tempo, non si erano mai verificate. Cosa difficile di per sé e dispendiosa. La verifica di fatto è stata compiuta su un campione minimo rispetto a tutte le segnalazioni di presunti storni indebiti da verificare.

Di collaborazione da parte dei cittadini o dipendenti nemmeno a parlarne ed anche in questo caso l’omertà ha avuto la meglio. Il risultato è stato che grazie ad un solo testimone si è potuto appurare che il regalo dell’Aca all’impresa balneare del consigliere Riccardo Padovano era in effetti non dovuta per la procura ma un favore da fare nel buon nome della politica comune e nell’ottica di fare squadra.

In altri casi, invece, sono state presunte irregolarità delle carte a fornire la prova alla procura di una procedura quantomeno sospetta. Lo stato della contabilità e veri e propri buchi nello “storico” delle letture di moltissimi utenti (alcune inesistenti) non ha aiutato l'indagine e in alcuni casi proprio per questo motivo non è stato possibile appurare nemmeno la truffa.

I casi circoscritti dalla Procura sono quindi pochissimi, una decina in tutto, che si potrebbero anche ridimensionare ulteriormente al momento della chiusura delle indagini. I mancati arresti non concessi hanno smorzato definitivamente l'inchiesta sulla quale pesa anche il lungo tempo d'attesa della decisione del gip. La carenza strutturale e di organico che coinvolge i giudici per le udienze preliminari al Tribunale di Pescara è ormai un fatto conclamato e più volte denunciato.

Quello che emerge però dall'inchiesta è una parte di realtà amministrativa compromessa e una generale approssimazione della gestione di un bene prezioso come l’acqua.

Un altro minimo tassello che si va ad inserire nell’ambito del più ampio puzzle dello scandalo legato ad Ato e Aca ed in generale alla gestione della risorsa e che può vantare inchieste e scandali enormi come la distribuzione di acqua contaminata a causa della discarica di Bussi, le varie inchieste sul depuratore di Pescara, la gestione dell’Ato nell’era di Giorgio D’Ambrosio ed altre inchieste di cui pure molto poco si è saputo.

Ora si attende la decisione del gip su eventuali misure interdittive che probabilmente non arriveranno.

a.b. 09/03/2011 13.39

UN’ORA DI INTERROGATORIO PER GENNARI

Un’ora è durato l’interrogatorio di Gennari che ha risposto a tutte le domande del gip sostenendo di aver agito in modo corretto. Non sono mancati momenti di tensione emotiva.

Gennari da oggi è in aspettativa dal suo lavoro all'Aca, «per il momento», ha detto lo stesso Gennari, «preferisco assentarmi da quel luogo che oggi non mi sta regalando belle giornate».

 Il difensore di Gennari, l'avvocato Vincenzo Di Girolamo, ha depositato una memoria e alcuni documenti. «Si tratta - ha spiegato l'avvocato Di Girolamo- di una memoria analitica e funzionale a dimostrare che su tutte le pratiche non c' e' stato abuso e non c' e' stata falsificazione ne' tantomeno intento di favorire illecitamente l'utente».

 Dopo Gennari il gip ha interrogato Giancarlo Ceci, tecnico installatore, che ha risposto a tutte le domande. Il suo legale, l'avvocato Gianluigi Tucci, ha presentato una memoria per provare la regolare installazione dei contatori dell'acqua.

09/03/2011 15.53

* ...E NESSUNO COMBATTE IL CLIENTELISMO...

* ANARCHIA ACA: BILANCIO APPROVATO ALL'INSAPUTA DEL COMMISSARIO

* ATO: SITO INATTIVO DA 8 MESI PER RISPARMIARE

* ACA: MIRACOLI NEL BILANCIO, DA -10MILIONI A +506.000 IN UN ANNO

* L'INTERVISTA AL PRESIDENTE ACA DI CRISTOFORO

* LA SECONDA INTERVISTA DOPO L'AVVISO DI GARANZIA

* STORNI SELVAGGI: L'ACA SAPEVA ECCO IL DOCUMENTO

* TUTTO SUGLI "STORNI SELVAGGI"