mercoledì 17 settembre 2014

visite:

146.175.772

Aca, storni selvaggi, Circolo tennis: «noi siamo parte lesa»

PESCARA. Il Circolo di viale Marconi sostiene di essere parte lesa: «fu l'ex sindaco D'Alfonso a richiedere per noi l'applicazione della tariffa ''uso pubblico''». E l'Aca acconsentì.*L'INCHIESTA SUI CONTI DELL'ACA

PESCARA. Il Circolo di viale Marconi sostiene di essere parte lesa: «fu l'ex sindaco D'Alfonso a richiedere per noi l'applicazione della tariffa ''uso pubblico''». E l'Aca acconsentì.

*L'INCHIESTA SUI CONTI DELL'ACA

L'inchiesta sugli storni selvaggi partita più di un anno fa su impulso di una associazione di consumatori è al suo punto si svolta. Domani mattina i 4 principali indagati dovranno chiarire la loro posizione davanti al pm.

Saranno ascoltati dal gip del tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, Giancarlo Gennari, responsabile dell'ufficio commerciale dell'Aca e consigliere provinciale del Partito democratico a Pescara, il presidente dell'azienda consortile acquedottistica, Ezio Di Cristoforo, il direttore generale, Bartolomeo Di Giovanni, e un tecnico installatore, Giancarlo Ceci.

Loro dovranno spiegare come mai alcune aziende, così come alcuni privati, nel corso degli anni hanno beneficiato di 'agevolazioni'. Come mai qualcuno non ha pagato l'acqua per decine di migliaia di euro, (ci sono bollette stornate da 88 mila euro, 40 mila euro, ma anche 150 mila euro) o come mai venissero applicate tariffe commerciali per ditte agro alimentari (risparmio annuo di 5-6 mila euro), o tariffe pubbliche anche a società private.

Il meccanismo adoperato era sempre lo stesso in decine di casi analoghi scoperti dalla squadra mobile di Pescara, prima con il dirigente Nicola Zupo poi con Pierfrancesco Muriana. E secondo l'accusa,  gli amici degli amici chiamavano i piani alti dell'Aca e sollecitavano una visita urgente per sospetta perdita o mal funzionamento dei contatori. Niente di vero, dice sempre la procura, ma un escamotage per arrivare al maxi sconto in bolletta.

Così l’Aca si precipitava a mandare tecnici che riuscivano sempre a trovare perdite e contatori che funzionavano male e scattavano gli storni selvaggi. Si faceva una nuova fattura, dello stesso importo di quella emessa per il pagamento, ed il risultato era sempre che il totale dovuto era pari a zero. Come se nulla fosse, come se l’acqua non fosse mai stata erogata. Se il presidente Ezio Di Cristoforo ha ribadito più volte di non far parte del ''sistema'' ha ammesso in passato che conosceva questa situazione.

E pare che lo conoscesse talmente bene che il 16 gennaio 2009 aveva controfirmato un verbale, il primo dell'anno (un anno che poi si sarebbe chiuso con un passivo di 10 milioni di euro), che oggi potrebbe avvalorare la tesi della Procura: questi storni selvaggi erano all'ordine del giorno.

Un verbale che lo stesso presidente aveva già annunciato in una scorsa intervista con PrimaDaNoi.it, quasi come ad avvalorare la tesi che lui non fosse protagonista della partita nonostante si sia beccato un avviso di garanzia.

UNA RIUNIONE DECISIVA

Il 16 gennaio del 2009 in occasione della riunione del Cda dell'Aca erano presenti Ezio Di Cristoforo (allora 'solo' vicepresidente), il consigliere Giuseppe Di Michele, il collegio sindacale (ragioniere Gianfranco Stromei, ragioniere Edoardo Tumini e Alberto Cerratani), il revisore contabile Fabrizio Salusest, il direttore generale Bartolomeo Di Giovanni e la dirigente dell'ufficio legale Nicolina Pietromartire.

Cosa viene messo nero su bianco in occasione dell'incontro, tra i vari punti all'ordine del giorno? Pagina 2: «Argomento 8»: si legge: «normativa sgravi per perdite occulte post contatore». E di seguito la spiegazione:«illustra la proposta il vice presidente evidenziando l'opportunità di stabilire una regolamentazione per l'accettazione delle richieste di sgravio per perdite occulte post contatore». Si tratterà di casi isolati? Sporadici? Due episodi all'anno? Incidenti che possono capitare nelle tubature sotto terra, oltrepassato il contatore, magari vecchie e usurate dal tempo?

Pare proprio di no, perchè nello stesso verbale si ammette che «il fenomeno sta assumendo una valenza economica elevata per l'azienda» quindi un danno economico ma anche «la diffusione di un'immagine di superficialità non compatibile con gli indirizzi generali. Per tali ragioni», chiude laconico il verbale, «lo stesso (vicepresidente, ndr) propone che vengano interrotti gli sgravi».

Si dice chiaramente che «il fenomeno degli sgravi delle perdite occulte post contatore può rappresentare un pericolo elevato per l'Azienda, assumendo una valenza economica sempre più elevata».

Quindi: o fermarsi subito o sarà la fine. Poi arriva la mazzata finale: «Oggi», si legge ancora nel verbale, «è in uso all'interno dell'Aca l'abitudine di presentare una fattura di spiccioli di euro per vedere annullate fatture di migliaia di euro ed applicato un consumo storico per lo più minimo».

Una situazione che sarebbe sfuggita al controllo di chi doveva vigilare tanto che si chiarisce che «l'Aca non è messa minimamente in condizione di fare accertamenti anche per valutare i volumi delle perdite che determinano una elevata discrepanza tra acqua immessa in rete ed acqua fatturata».

Così il 16 gennaio 2009 si capisce che non è più aria per fare certe cose e si delibera: «per eventuali future richieste non si applicheranno più sgravi». Rubinetti (dei favori) chiusi?

Si chiarisce che non si applicheranno più sconti alle perdite «post contatore» mentre per quelle prima del contatore l'azienda è disposta ad assumersene l'onere.

IL CIRCOLO TENNIS: «NOI PARTE LESA»

Tutto questo accadeva nei mesi scorsi. Ma adesso l'inchiesta è arrivata ad un punto cruciale. Tra gli indagati non ci sono solo i vertici dell'azienda acquedottistica ma anche i beneficiari di questo sistema di sgravi, e tra i nomi ci sarebbero il balneatore Riccardo Padovano, ex assessore comunale al Mare nella giunta D'Alfonso, la casa di cura Villa Serena di Citta' Sant'Angelo, il circolo tennis di viale Marconi e un imprenditore, Giovanni Paglione.  Ma moltissimi altri imprenditori e ditte che sarebbero state beneficiate dal “bonus” grazie alle loro amicizie influenti in politica.

Ma proprio il Circolo tennis di Pescara esce dal silenzio e in una nota ufficiale si dichiara «parte lesa».

«Il Circolo Tennis Pescara - spiega un comunicato - è un'associazione sportiva dilettantistica senza fini di lucro che gestisce in convenzione una struttura comunale con l'obbligo e la vocazione di aprirsi alle esigenze del territorio e della cittadinanza».

Proprio dal Circolo si cerca di ricostruire quello che è accaduto negli ultimi anni: «in data 3 gennaio 2007- anche in vista dell'organizzazione dei Giochi del Mediterraneo (che si sarebbero svolti a Pescara nel 2009)- il sindaco Luciano D'Alfonso richiese ai presidenti dell'Ato e dell'Aca di riconoscerci l'inquadramento tariffario nella categoria "Uso Pubblico"».

Tutto partì per iniziativa dell'ex primo cittadino? Così dicono da viale Marconi.

«L'allora presidente dell'Aca, Bruno Catena», confermano dal Circolo, «rispose, in data 23 gennaio 2007, al sindaco di Pescara che: ''condividendo lo scopo sociale dell'associazione dilettantistica tendente alla promozione dello sport tra i giovani; preso atto che l'associazione e' senza scopo di lucro; visto che il Complesso sportivo e' di proprieta' comunale'', procedeva all'applicazione della tariffa "uso pubblico" al C.T.Pescara perche' ne "ricorrono tutti i presupposti"».

«Tale trariffa - dice il Circolo Tennis - ci e' ancora applicata, anche se e' in corso un contenzioso tra il Circolo e l'Aca perche' circa dieci mesi fa (praticamente poco dopo le perquisizioni) ci ha modificato d'imperio - con comunicazione a firma Giancarlo Gennari - il tipo di tariffa, applicandoci retroattivamente a titolo di conguaglio la somma di 40.000 euro circa, contraddicendo clamorosamente la precedente decisione del Presidente Catena. In conclusione in questa vicenda il Circolo Tennis Pescara si ritiene parte lesa ed e' pronto ad agire in via giudiziaria per la tutela dei propri diritti». 

Perché Gennari dieci mesi fa cambiò «d’imperio» il tipo di tariffa?

08/03/2011 8.33

* ...E NESSUNO COMBATTE IL CLIENTELISMO...

* ANARCHIA ACA: BILANCIO APPROVATO ALL'INSAPUTA DEL COMMISSARIO

* ATO: SITO INATTIVO DA 8 MESI PER RISPARMIARE

* ACA: MIRACOLI NEL BILANCIO, DA -10MILIONI A +506.000 IN UN ANNO

* L'INTERVISTA AL PRESIDENTE ACA DI CRISTOFORO

* LA SECONDA INTERVISTA DOPO L'AVVISO DI GARANZIA

* STORNI SELVAGGI: L'ACA SAPEVA ECCO IL DOCUMENTO

* TUTTO SUGLI "STORNI SELVAGGI"

Letture

4235

08/03/2011 - 12:10

Commenti

1

Re: Aca, storni selvaggi, Circolo tennis: «noi siamo par...

09/03/2011 00:00

Postato da Roberto77

Ma perchè a me non lede mai nessuno??? O meglio se mi ledono mi fanno un danno, non mi regalano mica gioielli e soldi (come Ruby), e non mi tagliano mica la bolletta (come al circolo tennis)...poveracci, sfruttati e oltraggiati!!! VOGLIO ESSERE OLTRAGGIATO ANCHE IO COME LORO!!!!!!!

2

Re: Aca, Storni selvaggi, Circolo tennis: «noi siamo par...

08/03/2011 00:00

Postato da master

Chissà se i Conti apprezzano le barzellette... http://www.youtube.com/watch?v=l4tFRA9lvC4 oppure preferiscono le 'sceneggiate napoletane'... http://www.youtube.com/watch?v=a85ss7JI9hU W W san Gennaro

La Redazione

Tel: 328 329 0550

Fax: 06 233 125 63

Skype: Donlisander