Società partecipate, «nuovo regolamento per il rispetto dei valori etici»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Le società partecipate dal Comune dovranno avere al loro interno un organo di Vigilanza per effettuare controlli a campione sui provvedimenti adottati.

Inoltre sarà necessario il decentramento delle funzioni, che non devono restare completamente nelle mani di un’unica figura apicale, per garantire la trasparenza delle azioni.

Sono alcune delle misure previste nella delibera adottata all’unanimità dal Consiglio comunale di Pescara su proposta della Commissione consiliare finanze, «una delibera che punta a garantire il rispetto dei valori etici all’interno delle società stesse», ha spiegato il presidente della Commissione consiliare Finanze Renato Ranieri.

«La Costituzione, all’articolo 27, stabilisce che la responsabilità penale è sempre personale, dunque se un amministratore di una società compie un reato ne risponde personalmente. Nel 2001, però – ha ricordato il presidente Ranieri -, a seguito delle richieste giunte dalla Comunità Europea, per frenare i ‘crimini economici’ registrati tra gli anni ’70 e ’90, come il crack Cirio o Parmalat, la Comunità ha chiesto agli Enti di introdurre la responsabilità soggettiva, ossia anche le società devono rispondere dei reati compiuti dalle figure apicali. Un provvedimento che l’Italia ha adottato modificando il Decreto legislativo 231, e che inevitabilmente riguarda anche le società che hanno un rapporto con le pubbliche amministrazioni o che sono costituite dai Comuni stessi, come, nel caso di Pescara Gas, Attiva Spa o Pescara Parcheggi». Ma in questo caso la situazione si è complicata perché una società chiamata a rispondere per un eventuale reato compiuto da una figura apicale potrebbe anche essere condannata a non avere più rapporti con le pubbliche amministrazioni, creando un danno nel caso di erogazione di servizi che dovrebbero essere sospesi con evidenti contraccolpi per il Comune.

Per compensare la norma, il legislatore ha allora previsto l’articolo 6, ossia se una società dimostra di avere adottato tutte le misure idonee per evitare che le figure apicali commettessero reati, la società stessa non risponde più degli eventuali reati stessi. «E il Comune di Pescara», ha spiegato Ranieri, «è oggi il primo in Italia ad aver adottato tale misura attraverso un atto di indirizzo che ora verrà adottato anche dalla Regione Abruzzo».

Approvata la delibera tutte le società partecipate del Comune saranno invitate ad adottare tali modelli organizzativi che rivestono l’eticità e la trasparenza della gestione delle nostre aziende.

 04/03/2011 10.24