Filovia, «i dubbi sono ancora tutti in piedi»

Alessandro Biancardi

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Filovia, «i dubbi sono ancora tutti in piedi»
PESCARA. Nei giorni scorsi il presidente della Gtm Michele Russo aveva festeggiato il parere dell'Autorità di Vigilanza sulla filovia. Ma D'Intino frena: «nessuna vittoria, restano tutti i dubbi».

Il rappresentante della Gtm aveva spiegato che secondo l'Authoruty le procedure di appalto e di realizzazione dell’opera «non presentano criticità o discrasie» come invece rilevava il signor Gianni D’Intino, in due distinti esposti, e che dal punto di vista ambientale, non c'era «nulla da eccepire».

Ma oggi proprio D'Intino chiede di frenare gli entusiasmi. «L'Autorità non ha affermato che l'appalto è regolare ma si è limitata a  ripercorrere tutto l'iter procedurale senza entrare nel merito delle valutazioni delle Istituzioni interessate in quanto non è nelle finalità dell'Autorità emettere giudizi. Le doglianze da me rappresentate nell'esposto sono tutte ancora senza risposta».

«In nessuna parte del documento», sostiene ancora D'Intino, «si afferma che l’appalto è regolare e conforme alle leggi e che il progetto dovesse essere escluso dalla Via». Il problema sarebbe quindi, secondo il ricorrente, legato ai poteri dell’Avcp che – per intervenire – deve rilevare situazioni di macroscopica violazione di legge.

«Ora stupisce che la Gtm affermi che con il parere sia stata consacrata la regolarità della procedura seguita, perché così non è. Restano  infatti  insolute nel merito, le risposte alle istanze avanzate».

Nei mesi scorsi la Commissione di Alta Vigilanza presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, «pur considerando il progetto alquanto carente nei riguardi degli studi ambientali nonché nella    valutazione degli aspetti finanziari dell'opera», ha assegnato 2 punti per l'impatto ambientale («non avendo mai esaminato alcun elaborato») ed 1 punto per il piano economico-finanziario («inesistente»), pena la decadenza dal finanziamento. Il progetto stesso è stato quindi approvato, spiega D'Intino, solo  in quanto «risultava utile alla risoluzione delle problematiche di mobilità dell'area interessata».

La Commissione tecnica regionale competente sulla VIA, invece, pur sostenendo che bisognava sottoporre a screening di valutazione di impatto ambientale l’opera, anche sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero dell’Ambiente, ha  statuito nel suo parere che tale tipo di opera era escluso dalla verifica di assoggettabilità. «C'è quindi una contraddizione fra motivazione e decisione. Non si comprende, pertanto, come non sia stata considerata da parte dell’Avcp una siffatta macroscopica violazione di legge», continua D'Intino.

«In base a quali considerazioni o quali documenti», interviene Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada Parco, «la filovia risolverebbe i problemi del traffico e dell’inquinamento, dal momento che non esiste uno studio di fattibilità, una sperimentazione, un rilievo, una indagine di qualche natura, un piano della mobilità urbana e metropolitana? Stiamo parlando di un tronco di soli 5 km, con un modesto bacino di utenza, doppione della linea 38 e della 2, senza parcheggi di scambio. E’ chiaro, quindi, che in caso di malaugurato fallimento, gran parte delle responsabilità
ricadrebbe sulla Gtm, oltretutto sorda ad ogni richiesta di confronto, serio e non di facciata, che proveniva dai cittadini».

28/02/2011 9.55