Spoltore, nella frazione Caprara prima classe elementare a rischio

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. In questi giorni c’è molta preoccupazione da parte delle mamme di Caprara per il rischio che la prima classe non verrà formata il prossimo anno per mancanza del numero minimo di iscritti.

I pochi bambini saranno aggregati alla scuola di Santa Teresa creando non pochi disagi e preoccupazioni alle famiglie. Sulla questione il consigliere dell'Udc, Massimo Di Felice, ha presentato una interrogazione al sindaco Franco Ranghelli.

«Questo fatto», spiega Di Felice, «riporta alla luce il problema dell’invecchiamento del paese che non ha un ricambio generazionale e a mio avviso bisognerebbe  intervenire con due piani: il primo, immediato, per fronteggiare il rischio chiusura della prima classe il prossimo settembre, il secondo, a medio-lungo periodo, per ridare vitalità ad un paese che rischia di morire, come una candela che lentamente si spegne».

L’intervento immediato deve consistere, secondo l'esponente dell'Udc, in incentivi affinché i cittadini delle zone limitrofe a Caprara siano incoraggiati ad iscrivere i loro bimbi alla scuola della frazione. «Vorrei ricordare che fino a qualche anno fa tutti gli abitanti delle contrade del comune di Moscufo e Pianella (oggettivamente più vicine a Caprara che ai rispettivi Comuni) iscrivevano i loro figli alla scuola di Caprara, se ciò non avviene più ci sarà un motivo e il problema va affrontato».

L’intervento di medio periodo, per riaccendere la fiammella di Caprara, invece, sostiene sempre il consigliere, «richiede un nuovo piano regolatore che permetta la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi. Questo problema è stato da me sollevato sia in Consiglio che sulla stampa nel 2008, quasi 3 anni fa nell’assoluta indifferenza della giunta, del sindaco e purtroppo, anche dei colleghi consiglieri di Caprara. Invito l’amministrazione guidata daRanghelli a non sottovalutare il problema che dovrebbe essere affrontato con efficacia e rapidamente per evitare di innescare una reazione a catena come la chiusura di una scuola, dell’ufficio postale e a seguire delle piccole attività produttive».

26/02/2011 9.20