Paralisi Tribunale di Pescara, Tenaglia (Pd) interroga il ministro Alfano

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2585

Paralisi Tribunale di Pescara, Tenaglia (Pd) interroga il ministro Alfano
PESCARA. Nei giorni scorsi a lanciare l'allarme erano stati gli avvocati pescaresi.

Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Pescara, Lucio Stenio De Benedictis, aveva lanciato l’allarme per le lentezze croniche che stanno soffocando i processi. Adesso la questione approda in Parlamento grazie ad una interrogazione urgente del deputato del Pd Lanfranco Tenaglia al ministro della Giustizia Angelino Alfano.

«L'allarme dell'avvocatura pescarese va raccolto immediatamente dalle istituzioni, a partire dal Ministro e dal Consiglio superiore della Magistratura», dice Tenaglia. «La giustizia a Pescara rischia la paralisi completa in assenza di provvedimenti anche straordinari di copertura degli organici e di applicazione di magistrati e personale dagli altri uffici giudiziari abruzzesi. Sono convinto che anche la magistratura, che è ben consapevole della situazione, farà in pieno la sua parte per risolvere i problemi».

«La situazione organizzativa e del funzionamento del Tribunale di Pescara è drammatica» si legge nell’interrogazione, «l’Avvocatura di Pescara, attraverso il Consiglio dell’Ordine, negli ultimi giorni ha lanciato un grido di allarme per le lentezze croniche che stanno soffocando i processi. In particolare il Presidente del Consiglio dell’ordine avv. De Benedictis ha denunciato la situazione del settore civile che: “A seguito della progressiva contrazione del numero dei magistrati addetti alla sezione civile si sta determinando una situazione tale da non potersi escludere, di qui ai prossimi mesi, il congelamento di fatto di un elevato numero di procedimenti, ovvero la paralisi delle attività del settore civile. Ciò, ovviamente, comporterà gravissime ripercussioni sul piano sociale ed economico a danno dell'intera collettività”. Anche il settore penale versa nella stessa situazione a causa di carichi di lavoro aumentati a dismisura, con il risultato di centinaia di inchieste bloccate e processi che non si celebrano in tempi ragionevoli».

Nell’assemblea dell’avvocatura del 24 febbraio è stato deliberato di “manifestare nelle sedi competenti la contrarietà della Classe Forense all’attribuzione ai GOT dei ruoli vacanti dei Giudici togati, sollecitando l’arrivo di nuovi Magistrati in sostituzione di quelli trasferiti ed auspicando medio tempore l’utilizzazione dei GOT solo per lo svolgimento delle udienze interlocutorie ed istruttorie, con esclusione dei poteri in ordine alla ammissione dei mezzi di prova e di ogni altro provvedimento decisorio”.

Gli avvocati hanno chiesto anche “il trasferimento dei ruoli civili dalle sezioni distaccate di Penne e San Valentino alla sede centrale, assegnandoli agli stessi Magistrati attualmente in servizio presso le stesse sezioni”, nonché di revocare l’applicazione di magistrati dal Tribunale di Pescara alla Corte di Appello de L’Aquila.

«Occorre raccogliere il grido di allarme della classe forense e il suo contributo propositivo alla  risoluzione del problema», chiude Tenaglia.

25/02/11 12.25