Emergenza dragaggio, per il commissario Goio nuovi poteri speciali

Alessandro Biancardi

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Emergenza dragaggio, per il commissario Goio nuovi poteri speciali
PESCARA. Da oggi l’assessore ai Trasporti della Regione, Morra, con il commissario Adriano Goio e la direzione Marittima elaboreranno un elenco di richieste di poteri straordinari.

Questi saranno necessari come estensione di quelli già attribuiti allo stesso Goio quale delegato nominato per l’emergenza dragaggio del porto canale di Pescara del 2006.

Poteri che potrebbero riguardare l’ulteriore caratterizzazione dei fanghi dragati o le procedure negoziali per l' utilizzo del primo fondo pari a 1milione 900mila euro messo a disposizione dal Provveditorato alle Opere pubbliche Interregionale per dare continuità all’escavazione del nostro scalo portuale.

Le nuove mosse sono state decise ieri sera nel corso del vertice svoltosi a Roma, presso la sede della Protezione civile, convocato in seguito alla richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza del porto canale presentato dalla Regione Abruzzo su richiesta dell’amministrazione comunale di Pescara. La parola d’ordine a questo punto è «far presto» e già dalla prossima settimana il Comune potrebbe essere operativo.

Nel porto di Pescara attualmente ci sono punti in cui i fondali non superano i 30 centimetri di profondità, tanto da aver costretto la stessa Direzione Marittima a emanare un’ordinanza opportuna per limitare la navigabilità dello scalo, individuando un percorso preciso in cui consentire il transito di navi merci e pescherecci senza riportare eccessivi danni agli scafi e alle eliche.

«E’ evidente che il porto canale non può attendere oltre», ha spiegato il sindaco Mascia, «e che soprattutto occorre dare continuità al primo limitato intervento di dragaggio, iniziato lo scorso 11 febbraio, che però si limiterà all’escavazione di appena 2mila metri cubi di sabbia e fanghi».

A presiedere l’incontro di ieri è stato il direttore dell’Ufficio Previsione, Prevenzione e Mitigazione dei rischi naturali, Nicola Dell’Acqua, uno dei più stretti collaboratori del capo della Protezione civile Franco Gabrielli presso la presidenza del Consiglio dei Ministri-Protezione civile, ed erano presenti il comandante della direzione Marittima Pietro Verna, il commissario delegato ex Opcm l’architetto Adriano Goio, l’ingegner Luigi Minenza per il provveditorato alle Opere pubbliche Interregionale, l’assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra in rappresentanza della Regione Abruzzo con la Dirigente regionale ai Trasporti Carla Mannetti, Marco Lupo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e il Direttore generale del Comune di Pescara avvocato Stefano Ilari.

 25/02/2011 9.54

 LE PROTESTE DEL PD E DEGLI AMBIENTALISTI

«Destano grande preoccupazione le dichiarazioni del Sindaco Mascia che avanza dubbi sui costi e sulle procedure seguite per l’appalto del raggio di 2.000 metri cubi di materiali», denunciano i consiglieri del Pd Enzo Del Vecchio, Florio Corneli e Giuliano Diodati.

«Abbiamo denunciato molti mesi addietro la follia di una operazione di dragaggio il cui costo unitario si sarebbe aggirato intorno ai 250 €/mc e che il materiale oggetto dell’escavo avrebbe apportato minimi benefici  alle attività dei natanti all’interno del porto. A quel tempo né Mascia né altri ritennero di dover approfondire politicamente e tecnicamente quelle procedure e quei costi ed oggi, dopo che sono stati, a nostro avviso, buttati letteralmente a mare 500.000 euro per rimuovere appena 2.000 metri cubi di sedimi apprendiamo che il Sindaco di Pescara avanza dubbi su quegli stessi argomenti».

Italia Nostra, Mare Vivo e Mila Donnambiente puntano l'attenzione sul fatto che il Commissario governativo e di protezione civile  è ancora una volta l’architetto Goio, «nostra vecchia conoscenza, da cui stiamo ancora attendendo la messa in sicurezza totale dalla discarica di Bussi».

«Se non abbiamo sbagliato i conti», dicono le associazioni, «è il ventinovesimo commissariamento in questa Regione. Invocare un commissario per un’ emergenza, prevedibile e prevista, quindi evitabile… e in più per fare cose normalmente fattibili all’interno dell’ordinamento legislativo e normativo esistente….e che non richiedono poteri speciali di sorta…..è una dichiarazione di incapacità.  Non è molto bello», dicono a sindaco e amministratori.

«Non piacciono le analisi Arta», domandano ancora gli ambientalisti. «Esistono valutatori esterni, basta chiamarli e confrontare i dati».

25/02/11 16.06