Pescara, «il tribunale rischia la paralisi», avvocati in agitazione

Alessandro Biancardi

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    Pescara, «il tribunale rischia la paralisi», avvocati in agitazione
PESCARA. «Il Tribunale di Pescara vive oggi la fase più critica dai giorni della sua istituzione».

Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Pescara, Lucio Stenio De Benedictis, lancia l’allarme per le lentezze croniche che stanno soffocando i processi.

«A seguito della progressiva contrazione del numero dei magistrati addetti alla sezione civile», dice il presidente dell’Ordine, «si sta determinando una situazione tale da non potersi escludere, di qui ai prossimi mesi, il congelamento di fatto di un elevato numero di procedimenti, ovvero la paralisi delle attività del settore civile. Ciò, ovviamente, comporterà gravissime ripercussioni sul piano sociale ed economico a danno dell'intera collettività».

Un danno dalle proporzioni inestimabili che potrebbe colpire indistintamente tutti coloro che sono chiamati a vario titolo in tribunale: attori ma anche convenuti. Il che significherebbe risolvere tra moltissimi anni controversie più o meno importanti e dunque ottenere giustizia diventa una utopia.

La classe forense per bocca del suo presidente locale fa sapere che «è fermamente determinata ad apportare un contributo propositivo alla  risoluzione del problema, consapevole del suo fondamentale ruolo di cerniera tra le istituzioni e la cittadinanza».

            A tal fine il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Pescara, dopo avere deliberato lo stato di agitazione del Foro sin dal 13 gennaio scorso, ha indetto un'assemblea straordinaria degli iscritti per domani 23 febbraio alle ore 11,00 presso l'Aula Alessandrini del Palazzo di Giustizia, alla quale parteciperanno anche rappresentanti della magistratura.

            «Sarà l'occasione per un confronto aperto e costruttivo sui problemi relativi all'organizzazione del Tribunale», ha concluso De Benedictis, «nel corso del quale gli avvocati avranno la possibilità di esprimersi sulle varie possibili soluzioni che saranno preliminarmente illustrate.      Un'opportunità unica, dunque, per consentire a chi opera quotidianamente nelle aule di giustizia di fare ascoltare la propria voce ai soggetti istituzionalmente preposti alla gestione degli Uffici Giudiziari».

Questo per quanto riguarda il rito civile.

Non se la passano meglio però nell’altra ala di palazzo di giustizia, quella dedicata al penale, dove i carichi di lavoro sono aumentati a dismisura, e, se fino a qualche mese fa la procura era al di sotto dell’organico previsto (12 magistrati), ora si è al completo. Questo però, per assurdo, ha creato una maggiore produzione di fascicoli che si vanno ad accumulare nell’ufficio gip, dove le cinque unità non riescono a smaltire la produzione dei pm.

Il risultato è che se nella migliore delle ipotesi i pm sono veloci nelle loro indagini poi il tempo si perde perché i giudici per le udienze preliminari non riescono a decidere, magari archiviare e decretare la morte del fascicolo.

Problemi anche qui dovuti alla carenza di organico anche amministrativo al quale si aggiunge il fatto che i gip sono anche egli stessi che svolgono funzioni di gup e con l’arrivo dei processi importanti e delle megainchieste nella fase preliminare questo ha contribuito non poco al rallentamento della macchina della giustizia.

Il risultato sono centinaia di inchieste bloccate, archiviazioni che non arrivano in tempi utili, magari richieste di arresti sulle quali non si decide, rischiando di compromettere situazioni di fatto (visto che gli arresti servirebbero per interrompere azioni delittuose). Secondo alcune fonti fascicoli anche molto delicati su inchieste importanti stazionerebbero presso i gip anche da oltre un anno e questo come detto per problemi strutturali di organico dei magistrati e di personale ausiliario.

Vista la buona volontà è probabile che si riescano a trovare soluzioni tampone e momentanee mentre le proteste  di cittadini e legali sono all’ordine del giorno.

22/02/2011 15.55

DOPO L’ASSEMBLEA SOTTOSCRITTO DOCUMENTO

 Nella riunione tenutasi oggi gli avvocati iscritti all’Albo tenuto dall’Ordine Forense di Pescara, hanno demandato all’Ordine stesso a «manifestare nelle sedi competenti la contrarietà della Classe Forense all’attribuzione ai GOT dei ruoli vacanti dei Giudici togati, sollecitando l’arrivo di nuovi Magistrati in sostituzione di quelli trasferiti ed auspicando medio tempore l’utilizzazione dei GOT solo per lo svolgimento delle udienze interlocutorie ed istruttorie, con esclusione dei poteri in ordine alla ammissione dei mezzi di prova e di ogni altro provvedimento decisorio».

Gli avvocati hanno chiesto anche «il trasferimento dei ruoli civili dalle sezioni distaccate di Penne e San Valentino alla sede centrale, assegnandoli agli stessi Magistrati attualmente in servizio presso le stesse sezioni».

In ultimo gli avvocati hanno chiesto ai magistrati applicati alla Corte di Appello di L’Aquila di revocare la propria disponibilità.

 23/02/2011 14.57