«Riserva Capo di Pescara, gestione poco trasparente e irregolare»

Alessandro Biancardi

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POPOLI. Il Comitato “Trasparenza e legalità” di Popoli chiede che si faccia chiarezza sulla gestione della Riserva di Capo Pescara.

Giovanni Natale, presidente del Comitato, denuncia infatti presunte irregolarità nella gestione soprattutto in termini di mancata trasparenza amministrativa. In particolare Natale riferisce di di diversi «problemi che vanno chiariti», compresa la situazione occupazionale e di precariato.

Della situazione si occuperà domani anche il Consiglio comunale di Popoli, chiamato a discutere un’interrogazione sul tema presentata da Artemio Laratta, esponente del Gruppo Misto.

Inoltre è stata interesstaa anche la Regione Abruzzo, ovvero l'assessore competente Giuliante, nonchè l'assessore Provinciale Mario Lattanzio.

Fari puntati, dunque, sulla trasparenza della gestione amministrativa.

Secondo la denuncia del Comitato “Trasparenza e legalità”, infatti, l’ente gestore, il Comune di Popoli, in assenza di un Comitato tecnico scientifico previsto dalla legge istitutiva, affida la Riserva, e quindi i fondi regionali, all’Istituto abruzzese aree protette Wwf.

«Si è venuta così a creare una situazione – denuncia Natale - per cui si usa la Riserva come vetrina per apparire nei media, senza curarsi minimamente di azioni concrete a favore della protezione e conservazione della stessa. Pare anche che arrivino i soldi – continua il presidente dell’associazione - e questo, anziché corrispondere a uno sviluppo, produce anche la cassa integrazione dell'addetto. Pare anche che l'ex direttore della Riserva, Marco Palumbo (Dottore in Scienze Forestali), in qualità di presidente della Cooperativa Geoilex, su richiesta del Comune di Popoli, ha formulato nell’ottobre 2006 una offerta per la gestione dei servizi all’interno della Riserva di cui non si è tenuto conto».

Il rischio è che «la cattiva gestione della Riserva (che conta 40mila presenze l’anno) ne comprometta il rilancio in termini di sviluppo e promozione».

«Pare che i "modus operandi" adottati nel tempo e di recente – spiega al proposito Natale - abbiano compromesso l’accoglienza ai visitatori, la vigilanza, la manutenzione, i monitoraggi ambientali e, in definitiva, la protezione della Riserva stessa. Insomma ce n'è di che preoccuparsi in termini di trasparenza – conclude il presidente del Comitato - e per questo siamo qui a chiedere alle forze politiche, ai consiglieri, agli amministratori di intervenire ed aprire una discussione pubblica sull'argomento, affinché venga fatta chiarezza e la Riserva si rilanci».

 21/02/2011 12.53

 * LE ACCUSE DEL DIPENDENTE E LA POSIZIONE DEL WWF