Raccolta rifiuti, la Ecoemme contro il Comune davanti al Tar

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. La notizia era nell'aria e per questo non sorprende più di tanto. Dopo la votazione delle settimane scorse il Cda della Ecoemme Spa ha ufficialmente presentato ricorso contro il bando del Comune di Montesilvano per l'affidamento del servizio di raccolta rifiuti.

Non una cosa di tutti i giorni ma una specie di guerra in casa.

Infatti la partecipata del Comune (maggioranza pubblica con socio privato minoritario) sostiene di essere l'unica titolata a svolgere il servizio fino al 2024 e chiede di annullare il bando da 35 milioni di euro pubblicato agli inizi di gennaio dal Comune.

Il Comune di Montesilvano come detto è socio di maggioranza della Ecoemme Spa (con gergo tecnico si direbbe “società controllata”) e ne esprime il presidente e 2 consiglieri di amministrazione, cioè tre membri su 5 del cda. Secondo logica dunque i tre membri nominati dagli enti pubblici (c’è anche la Comunità montana Vestina) avrebbero dovuto seguire le direttive politiche degli enti che rappresentano e difficilmente si comprende un membro che rappresenta il Comune votare per impugnare un atto dello stesso Comune.

Nonostante questo, però, ora Ecoemme e Comune di Montesilvano si troveranno faccia a faccia di fronte ad un giudice che dovrà prendere una decisione. E' valida quella gara? Chi dovrà raccogliere i rifiuti in città? C'è qualcuno che ha sbagliato?

Il Comune di Montesilvano ha deciso, con la delibera di giunta numero 36 dell'8 febbraio scorso, di difendersi dal ricorso presentato dalla Ecoemme, ovvero da se stesso.

Sono stati nominati come difensori dell'ente l'avvocato Marina De Martinis, legale interno del Comune e vice segretario comunale, e l'avvocato Carlo Montanino, «già a conoscenza della questione avendo espresso parere in merito».

Ovviamente questo comporterà anche una spesa per l'amministrazione comunale che per il momento impegna 5 mila euro. Per certi versi il Comune, in quanto socio di maggioranza della Ecoemme, poi si troverà a dover pagare anche le spese legali della Ecoemme… insomma un paradosso che affossa le casse pubbliche e rischia di ingarbugliare ancora di più la questione rifiuti a Montesilvano.

CINQUE DOCUMENTI NEL MIRINO DELL'ECOEMME

La Ecoemme e la Deco hanno chiesto al Tar l’annullamento, previa sospensiva, di due determine dirigenziali (la numero 1539/2010 “Provvedimento per la raccolta dei rifiuti solidi urbani a seguito di indizione di gara europea” e la numero 1530/2010 “Servizio di igiene urbana e ambientale e servizi complementari del Comune di Montesilvano. Determina a contrattare), di una delibera di Consiglio (la numero 193/2010 avente ad oggetto “Servizio integrato di gestione rifiuti. Atto di indirizzo”), del Bando di gara inviato dal Comune alla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea e del disciplinare di gara.

La vicenda era emersa nelle scorse settimane quando la notizia si era diffusa e soprattutto il presidente Ecoemme, Mancioppi, disse di aver avvertito delle intenzioni di trascinare il Comune davanti al Tar il sindaco Pasquale Cordoma «qualche giorno prima della riunione del cda».

Nessuno, invece, aveva avvertito del caso l'assessore D'Emanuele che scoprì tutto dai giornali.

E nemmeno il sindaco gli riferì niente perchè, come spiegò a PrimaDaNoi.it «non ero tenuto a informare nessuno anche perchè questa cosa l'ho saputa in modo informale, ho glissato perchè non avevo interesse alcuno ad intervenire».

Lo stesso sindaco confermò anche di non aver dato nessuna indicazione politica ai rappresentanti del Comune nel Cda perchè c'è «libertà di coscienza. E poi non interessandomi di Ecoemme, dal momento che c'è un assessore delegato, ho solo preso atto di questo provvedimento».

«In questa girandola», commenta il consigliere di Rifondazione Comunista, Cristian Odoardi, che sulla questione ha indetto una conferenza stampa prevista per domani mattina insieme agli esponenti del suo partito, «c'è una sola certezza: la Deco continuerà tramite Ecoemme a gestire la raccolta dei rifiuti urbani a Montesilvano e ad incassare i proventi della Tarsu».

Alessandra Lotti 17/02/2011 17.10