Rotazione degli infermieri di geriatria a Pescara, protestano i sindacati

Alessandro Biancardi

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Rotazione degli infermieri di geriatria a Pescara, protestano i sindacati
PESCARA. Personale infermieristico ridotto e pazienti in aumento. Ancora una segnalazione delle condizioni in cui sono costretti a operare gli operatori sanitari negli ospedali della regione.

La denuncia questa volta arriva da Antonio  Argentini, segretario  provinciale  del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche della Provincia di Pescara, che pone sotto i riflettori il malessere e la disperazione in cui versa il personale infermieristico dell’unità operativa di Geriatria.

Un reparto che già nelle scorse settimane era finito nel mirino delle critiche e che ora torna alla ribalta per un provvedimento della Asl pescarese che avrebbe imposto la rotazione dei turni di lavoro.

Nel reparto dell’ospedale pescarese, infatti, un numero di personale ridotto è chiamato continuamente a prestare assistenza a una quantità di pazienti superiore ai posti letto disponibili nel reparto.

Vi sono situazioni, secondo la denuncia del NurSind, di corridoi in cui vengono sistemati fino a 16 pazienti, con gli infermieri costretti a fare la spola e a coprire turni molto più lunghi di quelli che spetterebbero loro.

Ultimamente su disposizione della responsabile del reparto è stata inoltre decisa la rotazione periodica del personale infermieristico fra la Geriatria Sud e quella Nord.

«Come succede di solito in quest’Asl – denuncia Argentini - non si procede in modo democratico ma le decisioni sono imposte senza informare il personale se non solo a cose avvenute. Questa decisione non può essere accettata passivamente dal personale – aggiunge il sindacalista - in quanto, oltre a svolgere un turno di lavoro massacrante, si vuole ancora inveire su di esso invece che premiarlo».

Tutto il personale infermieristico del reparto di Geriatria Ala Nord del presidio ospedaliero di Pescara ha espresso il proprio disappunto dopo aver appreso la disposizione del responsabile della Asl.

Secondo il sindacato si pone dunque, oltre a un problema di sovraccarico di lavoro, anche un problema che riguarda la qualità delle giornate lavorative degli infermieri e le relazioni interpersonali che si creano tra di loro.

«Bisogna considerare – sottolinea infatti il NurSind - che è un gruppo ben integrato, affiatato ed estremamente collaborativo che deriva da tanti anni di lavoro insieme e di aver raggiunto un’intesa e un’armonia tale che sicuramente rappresentano un valido ausilio nello svolgimento di un lavoro particolare in continuo contatto con le problematiche di salute dei degenti, con la carenza cronica del personale, consentendogli in più di un’occasione di affrontare situazioni di difficoltà ed emergenza. L’imposizione della rotazione del personale infermieristico – spiega ancora il sindacato - non crea presupposti per il buon andamento dell’assistenza in quanto, la disgregazione del gruppo infermieristico formatosi può innescare meccanismi di disagio con conseguenze che si possono ripercuotere sulla qualità assistenziale verso gli utenti».

Per questo il personale infermieristico chiede di esaminare la possibilità di un ripensamento, evitando tensioni inutili che possono compromettere l’armonia e la serenità acquisita in tanti anni, garantendo in questo modo una stabilità dell’equipe con lo scopo di erogare prestazioni di qualità nei confronti dei degenti.

 14/02/2011 10.45