Antenne di San Silvestro, Mascia protesta con il Ministero

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1482

PESCARA. Altro che prove di federalismo. Per le antenne di San Silvestro, che dovevano essere spostate da almeno un decina di anni, siamo in presenza di un centralismo esasperato.

Quello che scrive costa “abbruzzese” e che bypassa il sindaco di Pescara e la Regione e se ne infischia dello studio dell’Università dell’Aquila. E’ di questi giorni, infatti, una comunicazione del direttore generale del Ministero dello sviluppo economico al suo ufficio di Sulmona, senza l’invio per conoscenza a Luigi Albore Mascia o a Gianni Chiodi che pure sull’argomento hanno qualche competenza.

Chiodi commissionò all’ingegner Fabio Graziosi uno studio sulla delocalizzazione delle antenne che ha dimostrato come una delle soluzioni del problema sia la piattaforma a mare, lontana dalla costa, con tutte le antenne radio e tv. E Mascia inserì nel suo programma elettorale proprio la delocalizzazione delle antenne ed ora si è rivolto al ministro Romani per un incontro definitivo sul problema, convocando una conferenza stampa per lunedì mattina insieme al Comitato anti antenne.

«Il Comune di Pescara, nella mia persona, in qualità di massima Autorità sanitaria locale», ha detto il sindaco Mascia, «intende percorrere in maniera decisa l’iter delineato (cioè la delocalizzazione a mare), dando in questo modo una risposta concreta alle esigenze della popolazione interessata che da anni vede nella presenza degli impianti in questione una reale fonte di pericolo per la salute collettiva. Ho incontrato il direttore Francesco Troisi, portandolo a conoscenza dei contenuti dello studio dell’Università e delle decisioni di Regione e Comune su questa ipotesi di delocalizzazione delle antenne radiotelevisive».

 Tutto inutile, a quanto pare. Va infatti registrato che la comunicazione del Ministero si dilunga nella prima parte su argomenti non tecnici, ma di opportunità di far spostare l’orientamento delle antenne.

 Poi, per la nostra «effettiva competenza – continua Troisi – è oggettivamente complicato spostare le antenne su una piattaforma con una torre di 60 metri, perché questo potrebbe impedire a molti di vedere la tv».

 La lettera ha suscitato le ire del Comitato, oltre che del sindaco. Sia perché lo studio dell’Università è molto chiaro e si tratterebbe solo di applicarlo, sia perché se il problema fosse la scarsa altezza della torre, nulla vieterebbe di costruirne un’altra di 100 metri, come quella che ora è a San Silvestro. Ma c’è di più: il Comitato sa bene che il prossimo passaggio al digitale risolverebbe quasi completamente tutti i problemi ed è forse disposto ad aspettare (mese più, mese meno dopo anni e anni non fa molta differenza). Quello i residenti non accettano è l’indifferenza ai problemi della salute.

Sebastiano Calella  12/02/2011 11.38

 * IL MINISTERO DICE NO ALLA PIATTAFORMA A MARE