Antenne di San Silvestro, il Governo dice no alla piattaforma a mare

Alessandro Biancardi

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IL DOCUMENTO. PESCARA. Le antenne di San Silvestro non saranno spostate perché costa troppo alle emittenti, ci sarebbero disagi per modificare l’orientamento delle antenne dei singoli cittadini, al massimo si sposteranno le antenne radiofoniche.

La risposta del Ministero dello sviluppo economico (sottosegretario Saglia) a tre interrogazioni sulle antenne di San Silvestro, presentate dai senatori Mascitelli e Legnini, giunge inaspettata e presenta dei profili particolari che probabilmente faranno discutere.

C’è nuova carne al fuoco per la pluriventennale telenovela delle antenne contro le quali si scagliano le proteste dei residenti preoccupati per le eventuali ricadute sulla salute. Ma proprio di quest’ultimo aspetto invece non si parla, con grande delusione dei residenti e dei due interroganti che hanno definito «tardiva ed insufficiente» questa risposta.

Insomma una risposta inadeguata per due motivi almeno –sostengono gli interroganti-: c’è una legge regionale del 2000 sulla delocalizzazione che impone la richiesta di autorizzazione per le antenne (richiesta che non c’è), la seconda è che c’è una legge che proteggere dalle onde elettromagnetiche ma non ci sono i decreti attuativi (e dunque è come se non ci fosse).

 E allora quella del ministero sembra una risposta che lascia troppi spazi e lacune.

Tra l’altro sembrerebbe dalla risposta del sottosegretario che gli interessi a non spostare le antenne delle tv siano quasi prevalenti rispetto invece a quelli della salute per i cittadini.

Inoltre lo stesso ministero attribuisce maggiore peso ad una riunione (e non ad un documento come possa essere una delibera ufficiale) tenutasi copn il Comune di Pescara, Commissione permanente Sanità, che ad uno studio scientifico dell’Università dell’Aquila che aveva dimostrato la possibilità dello spostamento a mare delle antenne.

Infatti lo studio commissionato dalla Regione  al professor Fabio Graziosi dice con chiarezza alcune cose fondamentali che però il ministero sembra non conoscere perché non ne fa cenno alcuno.

E cioè –scrive Graziosi- la delocalizzazione a mare non fa perdere segnale alla città di Pescara, al massimo possono risentirne le zone nel cono d’ombra di San Silvestro (come San Giovanni Teatino). Ma si può rimediare con altri ripetitori dalla montagna. Dice poi lo studio che con la delocalizzazione si risolve alla radice il problema dell’elettromagnetismo, spostando le emissioni a qualche km dalla costa.

Quanto alle possibili interferenze da parte delle emittenti della ex Jugoslavia, questo sarebbe un falso problema. Con il passaggio al digitale, le frequenze nazionali sono tutte su un canale e questo canale è protetto da un accordo trans adriatico per coordinare le frequenze. Per le tv private esistono tavoli tecnici regionali per risolvere qualsiasi problema. L’unico ostacolo sarebbero i costi per queste emittenti locali. Di questo forse si preoccupa il governo.

Sebastiano Calella  11/02/2011 12.37