La condizione della Ue: il Montenegro e Terna pubblichino l’accordo sul cavo di Pescara

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Anche l’Unione Europea mette gli occhi sulla mastodontica operazione tra l’Italia ed il Montenegro per lo sfruttamento della produzione di energia elettrica.

Gli accordi voluti dai premier Berlusconi e l'ex primo ministro montenegrino Djukanovic per la costruzione di alcune centrali elettriche e la costruzione di un cavo sottomarino da Tivat a Pescara per circa 700 milioni di euro sono ancora segreti e a nulla sono valse le proteste di numerose associazioni montenegrine.

Ieri però la Ue ha dato un segnale chiaro ed ha imposto come “condizione” alla valutazione di una futura entrata nell’Unione dello stesso Montenegro proprio la trasparenza di questo accordo.

La decisione del Consiglio europeo di concedere lo status di candidato ad entrare nell’Ue è stata accolta favorevolmente dalla commissione Affari esteri.

Secondo alcune fonti i negoziati potrebbero iniziare entro la fine di questo mese e non prima della relazione della Commissione.

Il Consiglio europeo tuttavia ha espresso «preoccupazione, in particolare per la corruzione, la criminalità organizzata, le discriminazioni e limitazioni alla libertà dei media in Montenegro».

Per entrare nella Ue il Montenegro però dovrà pubblicare i termini dell'accordo per la costruzione del controverso elettrodotto sotterraneo da 1.000 MW che Terna vuole costruire per portare corrente elettrica in Italia.

 


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La richiesta è stata inserita come emendamento, approvato ieri dalla Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo, alla proposta di risoluzione sul processo di integrazione europea della repubblica balcanica.

Nell'emendamento, presentato dal gruppo dei Verdi, è scritto che si sollecitano «le autorità montenegrine, in particolare il ministro dell'Economia, a pubblicare sul loro sito web il recente accordo per l'istallazione di un cavo sotterraneo per il trasporto di energia fra il Montenegro e l'Italia», inoltre «prende nota della denuncia giudiziaria sporta in Italia da alcuni comuni e Ong in merito a tale progetto, e chiede che siano rese pubbliche tutte le implicazioni dell'accordo, compreso l'impatto ambientale».

L'accordo definitivo per la costruzione dell'elettrodotto, la cui capacità è pari alla metà del fabbisogno di una città come Roma, è stato sottoscritto a Podgorica alla fine di novembre 2010 da Terna con l'operatore montenegrino Cges e con lo Stato del Montenegro (in qualità di controllante), alla presenza del ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani.

Terna investirà nel progetto circa 760 milioni di euro. Il cavo avrà una lunghezza complessiva di 415 km, di cui 390 sottomarini a corrente continua e 25 km di connessioni terrestri interrate (di cui 15 km in Italia, con approdo sulla spiaggia di Pescara, e 10 km in Montenegro).

Il progetto è stato contestato dai consiglieri di opposizione al Comune di Pescara e la procura ha aperto una inchiesta.

Da parte sua la Ue ha accolto con favore i progressi del Montenegro nell’approvare leggi importanti per combattere la corruzione anche se «la corruzione è ancora diffusa in molti settori, soprattutto nell'ambito della privatizzazione di costruzione e appalti del settore pubblico».

11/02/2011 10.35

 * "COLONIALISMO ENERGETICO" E LE DENUNCE DELLE ASSOCIAZIONI (ANCHE CONTRO POLITICI ITALIANI)