Permessi di lavoro, 827 stranieri cercano lavoro (regolare) a Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. 827 richieste di permessi di lavoro inoltrate nel 2011 alla Provincia di Pescara.

113 sono per attività da badante, 301 da colf e 249 per lavoro subordinato. Questo totale è riferito soltanto alle così dette nazionalità privilegiate (quelle cioè che hanno stipulato accordi con l’Italia, funzionali all’attivazione di rapporti di lavoro), alle quali vanno sommate altre 209 domande relative alle altre nazionalità.

Le domande pervenute in Abruzzo sono state in totale 4.175 mentre in tutto il territorio nazionale ne sono state presentate 385.859.

La nazionalità predominante sul pescarese è sicuramente quella ucraina (100 richieste per badanti e colf e 10 di lavoro subordinato), poi seguono Marocco (114 richieste) , Bangladesh (110 richieste), Senegal (68), Albania (54) e Filippine (47).

In Abruzzo sono al momento disponibili 176 quote da assegnare ai richiedenti delle quali 41 per Pescara.

Il numero è naturalmente provvisorio, soltanto per avviare la fase procedurale. Dal 15 febbraio prossimo, invece, sarà disponibile il numero definitivo di quote da assegnare.

In concomitanza con la presentazione delle domande relative al decreto flussi, i funzionari della Direzione Provinciale del Lavoro di Pescara procederanno alle verifiche di competenza in merito.

L’analisi delle domande pervenute permetterà di attivare anche i consueti accertamenti degli ispettori del lavoro e del nucleo carabinieri della Direzione Provinciale del Lavoro di Pescara in merito alla veridicità delle dichiarazioni rese e alla compatibilità delle richieste con la dimensione produttiva e la capacità economica delle aziende o dei singoli datori di lavoro, al fine di contrastare eventuali fenomeni di sfruttamento o di favoreggiamento all’ingresso di cittadini extracomunitari per motivazioni diverse dall’attivazione di un rapporto di lavoro.

E’ proprio di questi giorni una sentenza del tribunale di Pescara che in primo grado ha condannato (uno a sette mesi e l’altro a sei mesi di reclusione) due titolari di imprese locali, per false attestazioni a pubblico ufficiale nelle istanze on line presentate per l’assunzione di 20 cittadini extracomunitari di nazionalità marocchina.

Nel caso specifico i militari del nucleo carabinieri hanno accertato la non veridicità delle attestazioni dei due imprenditori. Da qui la segnalazione alla competente Procura della Repubblica e l’avvio dell’inchiesta che ha portato i due imprenditori sul banco degli imputati e, qualche giorno fa, alla loro condanna.

07/02/2011 12.27