Nuovo Prg a Popoli, «quando il centro storico crollerà»

Alessandro Biancardi

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IL DOCUMENTO. POPOLI. L’evoluzione urbanistica di Popoli rischia di trasformarsi in un boomerang per il centro cittadino.

La previsione tutt’altro che ottimistica è del consigliere del gruppo misto Artemio Laratta, che interviene sul nuovo Piano regolatore del Comune di Popoli e sul dibattito che sta nascendo in merito.

In particolare, l’amministratore cita come esempio la pubblicazione e pubblicizzazione di un opuscolo – lettera aperta alla cittadinanza, ai politici ed agli amministratori popolesi - a firma dell’architetto Pietro D’Amato, dal titolo emblematico: “Quando il centro storico crollerà”.

Il tema è l’evoluzione urbanistica della città di Popoli, ed oltre ai dati statistici e storici, vi sono alcune riflessioni e domande sull’opportunità e valenza di questa riqualificazione.

Il nocciolo della questione è la stesura dell’approvando nuovo Prg del Comune di Popoli, lo spopolamento del centro storico e l’idea di fondo che sovrintende lo stesso, cioè la realizzazione di nuova edilizia.

«Sono pienamente d’accordo con l’analisi dell’architetto D’Amato – sottolinea Artemio Laratta - soprattutto sugli effetti economici legati alla nuova edificazione, che porterà allo svuotamento del centro storico e comunque a maggiori costi per la collettività popolese».

Sulla questione il Comitato Civico Popolese ha anche organizzato nei giorni scorsi un convegno-dibattito dal titolo “La mobilità per la riqualificazione del centro urbano”, che ha avuto come relatori l’architetto Alfredo D’Ercole (assessore ai Lavori pubblici del Comune di Pescara ed esperto in management delle pubbliche amministrazioni), l’architetto Massimo Palladini (del Comitato direttivo Istituto Nazionale Urbanistica sezione Abruzzo e Molise) e proprio l’avvocato Artemio Laratta.

Fra i temi toccati in quella sede, che vide un intervento proprio da parte dell’architetto D’Amato, anche un’analisi sia economica che urbanistica della cittadina, ponendo alcuni temi di stretta attualità: qual è oggi la dimensione da privilegiare, siamo città o paese, e se dobbiamo attenzionare centro storico o periferia.

«Il nostro futuro investimento – si era dibattuto nel convegno - dovrà privilegiare il centro storico o continuare il trend di spopolamento a favore di altre aree, con costi naturalmente più alti per le nuove urbanizzazioni e servizi e manutenzioni dello storico esistente, tenendo conto che il solo centro storico popolese negli ultimi 35 anni ha perso il 40% degli abitanti?»

«La ricetta – aggiunge ora il consigliere comunale - é ripensare un modello di sviluppo per Popoli, che sta perdendo tutte le sue capacità attrattive e di servizi, con un piano che accolga le riflessione tecniche e di idee presenti sul territorio, da parte di chi ben conosce storia e potenzialità di Popoli».

«Se il centro storico si sta spopolando bisogna inventarsi qualcosa per ripopolarlo – aggiunge l’esponente del Gruppo Misto - divenire da luogo di residenza anche luogo di svago e consumo e di ricettività terzi».

Una soluzione per la mobilità potrebbe essere la creazione di parcheggi di scambio nella zona alta della strada panoramica o nel quartiere Sant’Anna per poi entrare direttamente nell’asse via Castello-via Giordano Bruno-via Mazzini dall’alto.

Per quanto riguarda la parte bassa esiste già il parcheggio di piazza Dante-Case Parcheggio, oltre il parcheggio del lungofiume Giardino. Così De Condre, che è la porta delle Terme di Popoli, già oggetto di un piano di recupero, può divenire un’occasione formidabile di ricettività turistica, con un potenziamento del collegamento con il centro urbano rispetto alla zona di San Rocco e San Lorenzo.

«Il Prg – conclude Laratta - avrebbe meritato a monte un dibattito più ampio e condiviso, e non questa strana scelta del vedo–non vedo. L’invito è a fermarsi un attimo a riflettere e riaprire il dibattito».

04/02/11 11.34