Con cane e sacco a pelo dorme in Comune Pescara. Cerolini: «non si fa aiutare»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sacco a pelo, valigie e cane al seguito si è presentato ieri all'alba nei locali d'ingresso del Comune di Pescara e subito dopo si è addormentato.

M.Z., fino a lunedì viveva tramite un sussidio del Comune in un albergo cittadino. Finiti i soldi per l'assistenza e sfrattato da casa per morosità, si è presentato in municipio.

Più volte a Palazzo di Città aveva chiesto aiuto, un lavoro e una casa. In una circostanza aveva minacciato di darsi fuoco, dopo essersi cosparso di alcol. In un'altra occasione era salito sul tetto, minacciando di lanciarsi nel vuoto. L'anno scorso si era invece barricato in casa, prima dell'intervento degli agenti di polizia.

Ieri, i dipendenti di Palazzo di Città hanno chiamato i vigili urbani che sono intervenuti, senza però prendere provvedimenti nei suoi confronti. Il consigliere Fli Massimilano Pignoli (che aveva ricevuto la richiesta d'aiuto del quarantenne) più volte in passato era intervenuto per cercare una soluzione, almeno provvisoria, come quella dell'alloggio in un albergo. Ieri sera alla chiusura delle porte del Comune, l'uomo ha comunque dovuto lasciare i locali.

«L'uomo», racconta l'assessore alle Politiche sociali Guido Cerolini, «ha rifiutato per mesi di aderire a un Progetto personalizzato di reinserimento sociale, predisposto dai nostri uffici che, a fronte dell’ospitalità, lo obbligava a operare come volontario presso il canile municipale di via Raiale per otto ore e mezza a settimana. A questo punto, dopo oltre un anno e mezzo di assistenza, l’amministrazione comunale non dispone di ulteriori strumenti di supporto per lui che è venuto subito meno a tutti gli impegni assunti e sottoscritti. Nel canile si è recato una sola volta, il 22 dicembre 2010, per poi sparire senza neanche avvisare la responsabile della struttura. E benché più volte sollecitato ha sempre rifiutato di riprendere il servizio. A questo punto il settore dei Servizi sociali si è trovato nella condizione di dover annullare il Progetto, facendo venir meno il beneficio dell’ospitalità alberghiera a carico di Comune e Caritas. Comprendiamo il suo disagio, ma i progetti predisposti dall’amministrazione puntano alla qualificazione umana degli utenti assistiti, offrendo loro un’occasione a fronte di un’assistenza completa».

L'uomo non si arrende e ha annunciato la propria intenzione di continuare a dormire all’interno del Comune fin quando non gli verrà riassegnato l’alloggio dell’Ater da cui è stato sfrattato per morosità.

«E' una richiesta impossibile da attuare», chiude Cerolini. «Nelle prossime ore informeremo della situazione le Forze dell’Ordine per valutare le azioni da assumere».

02/02/2011 10.04