Dragaggio porto Pescara, iniziano i lavori da 4,4 mln di euro

Alessandro Biancardi

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Dragaggio porto Pescara, iniziano i lavori da 4,4 mln di euro
PESCARA. Il porto canale di Pescara verrà dragato sino a quando i fondali torneranno ad avere un’altezza di almeno 5 metri e mezzo nella zona della darsena commerciale e 5 metri e mezzo nella zona destinata alla marineria.

Lo ha garantito martedì mattina il Provveditore alle Opere pubbliche Interregionale Lazio-Abruzzo-Sardegna, l’ingegner Donato Carlea, nel corso del doppio vertice svoltosi a Pescara per affrontare l’emergenza relativa all’insabbiamento del porto stesso.

Prima la riunione tecnica svoltasi presso la sede della Direzione Marittima, poi l’incontro con gli operatori commerciali, presso la Camera di Commercio, sono stati fondamentali per fissare punti fermi di intervento.

«Da un lato», ha spiegato il sindaco Luigi Albore Mascia, «ci occuperemo dell’emergenza, con il primo dragaggio per 2milioni e 400mila euro, ai quali si aggiungeranno altri 2 milioni di euro fondi Fas annunciati stamane dalla Regione Abruzzo».

Nel frattempo dovranno essere recuperate risorse economiche per consentire lavori di recupero e impermeabilizzazione della vasca di colmata che dovrà essere di nuovo utilizzata per depositarvi i materiali dragati.

Ma è stato anche spiegato che «per qualche anno ancora» nei bilanci degli Enti pubblici bisognerà comunque prevedere una somma destinata alla manutenzione costante dei fondali e sarà compito di Comune e Regione attivarsi per programmare e pianificare l’organizzazione del nuovo Porto attraverso il nuovo Piano Regolatore Portuale per chiudere definitivamente l’emergenza su Pescara.

Al vertice con il Provveditore Carlea hanno partecipato l’assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra, il commissario straordinario Adriano Goio affiancato dai dirigenti regionali Carla Mannetti, Antonio Sorgi e Girardini, la consigliera regionale Alessandra Petri, l’assessore comunale all’Ambiente Isabella Del Trecco e il Comandante della Direzione Marittima Pietro Verna.

Il sindaco ha ammesso che oggi la marineria «è in ginocchio» e si è detto preoccupato anche per la balneazione perché l’economia pescarese vive del commercio e della sua spiaggia.

«Il rischio», ha aggiunto Mascia, «è che se le operazioni di escavazione dei fondali dovessero ritardarsi ulteriormente potremmo avere problemi con la balneabilità del nostro litorale».

Ora la Regione ha chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza, per riuscire a incrementare la quantità di sabbia dragata: oltre ai 500mila euro stanziati per il dragaggio di 2mila metri cubi di fanghi, si sono aggiunti 1 milione 900mila euro erogati direttamente dal Provveditorato e la Regione Abruzzo stanzierà altri 2 milioni di fondi Fas, con l’obiettivo di garantire un’azione di escavazione più incisiva rispetto a quella prevista.

Dopo il vertice in Direzione Marittima, il gruppo di lavoro si è spostato presso la Camera di Commercio per l’incontro con una delegazione della marineria, guidata da Francesco Scordella, con Bruno Santori e il vicepresidente dell’Ente Camerale Carmine Salce e con i rappresentanti degli operatori commerciali, tra cui Enrico Marramiero per l’Unione Industriali e Sabatino Di Properzio, ai quali il sindaco Albore Mascia e il Proveditore Carlea, dopo aver ascoltato i timori espressi da pescatori e imprenditori circa l’inagibilità del porto, hanno riferito l’esito della riunione, confermando l’ormai imminente inizio del dragaggio che verrà proseguito «senza soluzione di continuità sino a ripristinare un’idonea profondità dei fondali, avviando contestualmente la pianificazione e programmazione del nuovo porto».

Il Comitato del Forum dell’Economia e dello sviluppo, nato per seguire costantemente gli sviluppi della vicenda dragaggio ha invitato a procedere «verso un approccio strutturato al problema, caratterizzato sia dalla qualità dei fanghi da smaltire che dall’insabbiamento dei fondali, e le cui origini risalgono alla situazione fluviale di Pescara e alle sue correlazioni con l’assetto portuale».

In mattinata la consigliera Marinella Sclocco (Pd) aveva portato la questione anche in Consiglio regionale con una interrogazione all'assessore ai trasporti. La risposta è stata poi giudicata dall'esponente del Pd «non esaustiva». «Il punto – ha spiegato Sclocco- è che registriamo la confusione che regna nella maggioranza e ciò, di conseguenza, comporta un continuo scaricabarile di competenza alle quali alla fine nessuno fornisce mai risposte concrete». Nell'interrogazione, la consigliera chiedeva al Presidente Gianni Chiodi di conoscere quali iniziative il Governo regionale intendesse assumere per procedere all'approvazione e realizzazione del nuovo Piano Regolatore Portuale della città di Pescara. Non solo. Chiedeva, inoltre, di garantire la trasparenza sulla procedura da adottare, un volta ottenuta la dichiarazione di Stato di Emergenza e di esaminare l'opportunità di estendere a tutte le aziende ed a tutti i settori operanti in ambito portuale i previsti strumenti di sostegno al reddito, ritenuti dalla consigliera «indispensabili per rilanciare l'economia portuale».

01/02/2011 19.16

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