Insabbiamento porto Pescara, «tra poche ore parte il dragaggio». Emergenza affidata a Goio

Alessandro Biancardi

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Insabbiamento porto Pescara, «tra poche ore parte il dragaggio». Emergenza affidata a Goio
PESCARA. Il problema è serio, e questo si sa da molto tempo, ma adesso si tenta il tutto per tutto. La Giunta regionale chiederà al Consiglio dei Ministri lo stato di emergenza.

La notizia arriva a poche ore di distanza dall'incidente scampato dalla nave cisterna Tigullio che martedì pomeriggio ha rischiato l'insabbiamento.

Dopo aver ultimato l’ennesimo scarico ridotto di materiale per la mancanza di un adeguato fondale del porto, l'imbarcazione ha dovuto rinviare alle luci del giorno seguente l’uscita dal porto per evitare di restare bloccata tra fanghi e sabbia.

E non è la prima volta che accade. Adesso la gestione della delicata vicenda potrebbe passare nelle mani del commissario Adriano Goio, già responsabile dell'emergenza del Fiume Aterno. Spetterà al Consiglio dei ministri stabilire se si potranno estendere i suoi poteri.

Per l'assessore regionale alle Infrastrutture, Giandonato Morra non dovrebbero esserci problemi perchè la situazione nell'asta fluviale del bacino del fiume presenta «risvolti complessi sia per la salute dell'uomo e sia per l'ambiente, con gravi ripercussione di carattere socio-economico. Non va sottovalutato che le situazioni di maggiori criticità ambientali sono state registrate in prossimità della foce del fiume, sulla quale insiste la zona metropolitana di Chieti-Pescara e negli agglomerati di L'Aquila e Sulmona-Pratola peligna».

Insomma il solito vecchio problema causato da scelte nefaste del passato alle quali si è aggiunta una certa imperizia o difficoltà di tipo amministrativa che ormai da oltre due anni non blocca le operazioni cicliche di dragaggio. Un dragaggio perpetuo a causa di fattori naturali (la foce di un fiume si insabbia naturalmente) e umani (la diga foranea è stata un scelta che ha decretato la fine del porto di Pescara).

E in questo clima di attesa mista alla necessità di fare le cose in tempi rapidi, il Pd chiede di annullare la procedura di gara già espletata anche perchè mostrerebbe «molteplici perplessità di regolarità sulla rimodulazione».

Il Partito Democratico chiede quindi di accantonare i 500.000 euro e conservarli insieme a quel famoso milione e 900 mila euro messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture per programmare un intervento «capace di dare realmente risposta al dramma dell’insabbiamento del porto».

L'opposizione vorrebbe poi una nuova procedura di gara che abbia la capacità di dragare almeno 100.000 metri cubi di materiali che ostacolano le operazioni portuali.

Ma Mascia va avanti per la sua strada e punta tutto sul progetto supplementare di escavazione dei fondali dello scalo già redatto e approvato dal CTA del Provveditorato Interregionale per le Opere pubbliche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (costo 1,9 mln).

Intanto ieri mattina è arrivata sulla banchina di levante del porto canale la vasca necessaria per il trattamento e la decantazione del materiale e dei detriti dragati. E proprio ieri anche i carainieri sono stati visti in Regione per acquisire documenti proprio inerenti questa procedura amministrativa che dà il via libera.

Per il sindaco era questo l’ultimo tassello necessario per l’inizio delle operazioni «che intendiamo assolutamente far cominciare senza ulteriori ritardi», ha garantito.

Ieri l’intera attrezzatura, con le pompe necessarie per garantire l’essiccamento dei fanghi e la separazione dei detriti, è stata sistemata in corrispondenza dell’area solitamente destinata all’approdo della Snav. La struttura è arrivata dal Belgio, con il supporto di una società olandese, e subito sono iniziate le operazioni per il montaggio della vasca.

«A questo punto è solo questione di ore per l’avvio del dragaggio stesso che non riteniamo possa essere ulteriormente bloccato o paradossalmente sospeso o ancora rinviato», ha garantito Mascia.

L'obiettivo dell'amministrazione pubblica, che ribadirà il prossimo primo febbraio al provveditore Donato Carlea, è quello di non fermarsi ai primi duemila metri cubi di sabbia, ma di proseguire sino all’apertura della stagione balneare lavorando quanto più possibile sui fondali per ripristinare le minime condizioni di sicurezza e navigabilità.

Proprio ieri in Comune è arrivata una lettera di Carlea che ha assicurato che il Provveditorato Interregionale alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna «sta ponendo in essere ogni sforzo possibile per risolvere la questione».

Sempre ieri Mascia ha incontrato nel suo ufficio una delegazione degli operatori commerciali aderenti al Forum dell’Economia e dello Sviluppo proprio per parlare della questione.

Presenti il presidente della Camera di Commercio di Pescara Daniele Becci, Bruno Santori, titolare della Sanmar e in rappresentanza della Confesercenti, Francesco Scordella in rappresentanza della marineria e Sabatino Di Properzio, in rappresentanza degli imprenditori commerciali.

A Mascia è stato consegnato il documento unitario sottoscritto da tutte le associazioni di categoria e dai sindacati con il quale si chiede l’attuazione di «misure tempestive e immediate, a breve e medio termine, per risolvere l’emergenza».

27/01/2011 9.46

COSTANTINI (IDV): «L'EMERGENZA? UN CASO “SCOLASTICO”»

«Quello sul dragaggio del porto di Pescara è solo uno degli ormai innumerevoli casi scolastici di costruzione “a tavolino” di una emergenza», commenta Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, sullo stato di emergenza del porto di Pescara, deliberato dalla giunta regionale.

«Anche i bambini delle scuole elementari – aggiunge Costantini - sanno che i porti, in particolare quello di Pescara, hanno periodicamente necessità di dragaggio, per fare in modo che i fondali conservino costantemente una profondità tale da consentire i traffici commerciali e della marineria.

Lo sanno i bambini, ma sembrano non saperlo gli amministratori pubblici dei vari livelli istituzionali che da tempo ormai immemorabile omettono di prevedere nei propri atti di programmazione tempi, modalità e risorse economiche necessari a garantire il periodico dragaggio del porto e la sua piena funzionalità».

«La ciliegina sulla torta è – conclude Costantini - l’affidamento dell’incarico della gestione di questa emergenza al Commissario Goio, un “pluridecorato” delle emergenze in Provincia di Pescara del quale, a distanza di anni, si ignorano provvedimenti risolutivi, a dimostrazione di come le emergenze servono in primo luogo a dare poteri straordinari e soldi da spendere senza regole e controlli e solo in seguito, se e quando avanza qualcosa, a risolvere i problemi dei cittadini».

27/01/11 15.12