Lavoro irregolare, in aumento le infrazioni in provincia di Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il settanta per cento delle aziende ispezionate nel corso dell’anno 2010 a Pescara e provincia è risultato irregolare.

Numeri ancora una volta ‘neri’ quelli relativi, appunto, al lavoro nero e alle assunzioni irregolari nelle aziende della regione – in questo caso della provincia di Pescara - e diffusi dalla direzione provinciale del Lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Non soltanto, dunque, nonostante ispezioni e controlli, non si riesce a debellare la piaga del lavoro nero, ma in alcuni casi le infrazioni sono addirittura in aumento (dati 2010) rispetto all’anno precedente.

E’ il caso, per esempio, del numero di lavoratori irregolari, che nel 2010 sono stati 1.232, di cui ben 494 completamente ‘in nero’ (+146% rispetto al 2009).

Violazioni in calo, invece, nel lavoro minorile - nel corso del 2010 sono state riscontrate 15 violazioni (nell’anno precedente erano state addirittura 21) – mentre sono aumentate quelle relative all’impiego delle gestanti e lavoratrici madre (1 solo caso nel 2009, 12 nel 2010). Infine, sono in aumento i reati di truffa nei confronti degli istituti previdenziali, che sono passati da 23 del 2009 a 83 dell’anno appena concluso.

Le più elevate irregolarità si evidenziano nel settore dell’edilizia, con il 73,85% delle aziende ispezionate non in regola, che hanno portato gli ispettori a registrare, tra le altre, 516 violazioni in materia di sicurezza (+ 200% rispetto al 2009). Non se la passano meglio il settore dal terziario (73,74%), che ha fatto però registrare il maggior numero di lavoratori in nero, 391 sul totale di 494. L’industria, invece, si attesta sul 43,17%, mentre l’agricoltura sul 30,77%.

Complessivamente sono state ispezionate 1.058 aziende e applicate 82 sospensioni dell’attività aziendale (+ 145% rispetto al 2009), quasi esclusivamente nel settore terziario, dove gli ispettori del lavoro hanno evidenziato una forte propensione al lavoro nero (in media un lavoratore in nero per ogni azienda irregolare. L’Ispettorato del lavoro, inoltre, ha eseguito 3 sequestri di cantieri edili e constatato 544 violazioni in materia di prevenzione.

Irregolarità in vista anche nel settore dell’autotrasporto, dove sono stati verificati 5.396 giorni di guida, con 398 violazioni contestate dei limiti di tempi di guida previsti dalla normativa.

Tramite l’istituto della diffida accertativa (il provvedimento dell’ispettorato di accertamento di crediti patrimoniali del lavoratore certi, liquidi ed esigibili avente valore di titolo esecutivo) sono stati recuperati in favore dei lavoratori circa 540.000 euro, di cui 340.000 euro corrisposti dai datori di lavori inadempienti verso i lavoratori, mentre per oltre 202.000 euro sono stati costituiti titoli esecutivi con i quali attivare procedure esecutive senza dover ottenere il riconoscimento giudiziale del decreto ingiuntivo.

Su 286 richieste di intervento, che sono le denunce che vengono presentate direttamente all’ufficio del turno del Servizio ispettivo, sono state attivate anche 96 procedure di conciliazione monocratica, dove è stato possibile trovare un accordo tra azienda e lavoratore dal punto di vista economico, salvaguardando per intero i contributi non versati. Infine, va sottolineata la collaborazione in atto con le forze dell’ordine, gli Istituti previdenziali ed il servizio Prevenzione e Sicurezza ambienti di lavoro della Ausl, oltre che con la locale Procura della Repubblica, con ben 87 pratiche evase su delega dell’Autorità giudiziaria.

 25/01/2011 9.27