Ampliamento riserva. Wwf:«polemiche surreali in una città in cui si muore per l’inquinamento»

Alessandro Biancardi

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Ampliamento riserva. Wwf:«polemiche surreali in una città in cui si muore per l’inquinamento»
PESCARA. «In una città in cui si muore di traffico e non si vive per il rumore l'ampliamento della riserva della Pineta dovrebbe essere festeggiato da tutti».  *ACERBO: «SOLITI GIOCHI PER DIFENDERE I COSTRUTTORI»

Questo l'appello del Wwf rivolto ad amministratori e cittadini. «Il Comune è stato coinvolto nella scelta per una semplice ragione: il Consiglio Regionale ha tutelato in maniera evidente l'interesse comune dei cittadini che vivono a Pescara ed ha attuato scelte programmatiche e di pianificazione varate da decenni».

Per il Wwf le polemiche di questi giorni sono semplicemente «surreali in una città che ha bisogno di verde e in cui tutte le persone e, in particolare bambini e anziani, pagano un prezzo carissimo per la cementificazione ed il traffico». 

Secondo Augusto De Sanctis del Wwf Abruzzo «l'ampliamento della Riserva della Pineta dannunziana e la tutela dei colli erano previsti da anni da tutti gli strumenti di programmazione e ci sorprende che ora amministratori e rappresentanti di forze politiche alzino la voce contro questo provvedimento. Per una volta si attuano scelte già programmate a favore dell'ambiente quando solitamente queste rimangono sulla carta e vanno avanti solo le indicazioni favorevoli a pochi. E' uno di quei casi, ormai sempre più rari, in cui i cittadini possono riconoscersi nella politica».

 Il Wwf promette battaglia in tutte le sedi qualora vi siano «tentativi di sovvertire il voto del Consiglio Regionale».

 In questo «sciagurato caso» chiamerà a raccolta tutti i cittadini che «sono stufi di una politica che non difende a spada tratta l'interesse comune».

 L'associazione ritiene invece che tutte le prerogative dell'Amministrazione comunale possano esplicarsi concretamente nella redazione di un Piano di Assetto naturalistico partecipato dalla cittadinanza e in cui potranno essere previsti tutti quegli interventi necessari per rendere funzionale per la città anche l'ampliamento della Riserva.

Il Piano di assetto è strumento sovraordinato addirittura al Piano regolatore.

Due settimane fa il consiglio regionale ha votato grazie a voti di centrodestra e centrosinistra l’allargamento dei confini della riserva dannunziana. La proposta di Rifondazione è stata accolta e votata con il plauso di cittadini e associazioni che hanno visto nell’allargamento dell’area verde una maggiore tutela contro eventuali speculazioni. Forse proprio per questo all’indomani della votazione -e forse dopo una più attenta lettura del provvedimento- sia il centrodestra che il centrosinistra locali (consiglieri comunali) hanno iniziato a contestare il provvedimento utilizzando varie argomentazioni. Il sospetto che qualche progetto non ancora formalizzato ma già avviato “informalmente” sia stato di fatto bloccato è alto, così come è probabile che alcuni imprenditori siano rimasti col cerino in mano e con un divieto di poter costruire all’interno del perimetro.

 LA STORIA DELLA RISERVA DANNUNZIANA

 L’area protetta viene istituita nel 2000 come Riserva Naturale d’interesse Provinciale. E' stata, quindi, la Provincia di Pescara a predisporre il primo Piano di Assetto Naturalistico della Riserva, atto che fu elaborato anche sulla base delle indicazioni contenute nel Piano Territoriale Provinciale (PTP). Più precisamente, gli elementi descrittivi e strutturali dell’area e le occasioni ed i temi progettuali, contenute nel PTP nella stesura del 1994 si riferivano ad un’area intervento più ampia di quella della Pineta che ricomprendeva anche l’area collinare e il fosso Vallelunga, oggi incluse dal Consiglio Regionale nel perimetro della Riserva. Tra le varie problematiche, quella maggiormente rappresentata era proprio quella dell’interruzione degli originari rapporti naturali della pineta, a sua volta divisa all’epoca in 5 comparti, con il mare e con la collina retrostante. Ciò a causa della presenza di edifici ed infrastrutture viarie di un certo rilievo come lo svincolo della circonvallazione. Conseguentemente, tra i temi progettuali fu inserito proprio quello che prevedeva la ricostruzione del collegamento della pineta con la zona retrostante collinare di S. Silvestro, sia in senso ecologico, tramite il fosso Vallelunga, opportunamente risanato ed attrezzato (anche con un percorso pedonale), che in senso strutturale attraverso la rivalorizzazione ed il ripristino dell’antica strada panoramica che conduce alla parte alta di S. Silvestro e a Colle Renazzo.

L’assoluta necessità di risolvere il problema dell’isolamento della pineta attraverso il reperimento di aree di ampliamento e di riconnessione ecologica è alla base anche della prima variante apportata al Piano di Assetto Naturalistico (nel 2004) dal Comune di Pescara che nel frattempo, dal 2001, a seguito di una modifica alla legge istitutiva era diventato ente gestore della riserva. In questa seconda stesura del PAN, le aree, definite come fasce di rispetto, destinate a svolgere questo importante ruolo ecologico indispensabile per la sopravvivenza stessa della Pineta, sono state addirittura ampliate e maggiormente definite.

 24/01/2011 12.31

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ACERBO: «SOLITI GIOCHI PER DIFENDERE I COSTRUTTORI»

PESCARA. Si terrà oggi una riunione in Comune una riunione tra il sindaco Luigi Albore Mascia e il presidente della Regione Gianni Chiodi.

Bisognerà discutere dell'ampliamento della Pineta dannunziana, provvedimento votato all'unanimità dal Consiglio regionale nei giorni scorsi, tra lo sconcerto dell'amministrazione cittadina che si è sentita 'scavalcata'. La tensione si è registrata in maniera particolare tra l'assessore Marcello Antonelli e il consigliere Sospiri (Pdl) accusato dal rappresentante di giunta di non aver informato il governo cittadino su quello che sarebbe accaduto. I consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, chiederà a Mascia un consiglio straordinario sulla vicenda: «non se ne può più delle polemiche strumentali e delle notizie infondate che si susseguono intorno alla riperimetrazione della Riserva Naturale Pineta Dannunziana.

Non era fondata la storia del cavidotto, lo è ancor meno quella della Rai, è un’autentica panzana quella degli stabilimenti che sono ricompresi da anni nel perimetro della riserva (ma l’assessore Antonelli non lo sapeva)». Da oggi Acerbo raccoglierà le firme per la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio nel corso del quale, ha già annunciato, proporrà un documento di condivisione della riperimetrazione per verificare quale sia la volontà dell’assemblea civica. «Nell’occasione l’assessore Antonelli potrà anche spiegarci quali interessi sta difendendo».

L'esponente di Rc sostiene, infatti, che sull’ ampliamento del perimetro della Riserva  vi sia «qualcuno» che sta creando un polverone «al solo scopo di difendere gli interessi dei costruttori che hanno acquisito negli anni aree che non erano destinate all’edilizia privata. Si tratta di un giochetto che ha caratterizzato la storia di Pescara quello di trovare in Comune amici che rendessero successivamente , magari con il recepimento di una osservazione, di un emendamento o di un accordo di programma tali aree edificabili».

Il consigliere Di Iacovo (Sinistra, Ecologia e Libertà-PdCl), invece, dopo l'ampliamento si spinge oltre e chiede di riaccorpare anche l'ultimo comparto e migliorare la manutenzione.
«Bisogna pensare in prospettiva ad un progetto più ambizioso», sostiene Di Iacovo: «la formazione di un grande parco territoriale che connetta la pineta costiera ai boschi della collina di San Silvestro; un Parco Mediterraneo attrezzato per essere vissuto e goduto da tutti, caratterizzato dalla presenza  del Pino d’Aleppo e da altra importante flora che potrà essere oggetto di percorsi didattici per le scuole abruzzesi».
Intanto le associazioni Ambientaliste chiedono alla Giunta e al Consiglio Comunale una moratoria sui progetti di demolizione e ricostruzione di edifici con aumento di volumetria.

Nei giorni scorsi è stata recintata una carreggiata stradale di via Ravenna per preparare la demolizione di due villini (uno dei  quali perfettamente restaurato, al civico 58) degli inizi  del '900.  Tra lo stupore di passanti e residenti che assistono all'edificazione di un altro palazzo in zona centrale, satura di costruzioni e di abitanti.

«Il quartiere intorno a via Firenze è caratterizzato da un tessuto edilizio di fine '800 fatto di edifici bassi a due, tre piani, e dalla presenza di piccoli spazi verdi, e cortili - come in questo caso», commentano Italia Nostra sezione di Pescara, Wwf Abruzzo, Ville e Palazzi Dannunziani, Mila DonnAmbiente, Ecoistituto Abruzzo, Marevivo Abruzzo, Comitato Abruzzese del Paesaggio.

«Il Comune intende far innalzare il solito palazzone, contribuendo a sconvolgere il tessuto edilizio vivibile, che risale alla Castellamare di cent'anni fa»?

Il cantiere in oggetto è stato già bloccato dalla Soprintendenza per la presenza di una nicchia votiva sulla facciata laterale dell'edificio restaurato, che fu già sede del Partito Liberale e, prima ancora, di un'altra storica sede di partito.

Per questo gli ambientalisti chiedono un  incontro urgente «al fine di poter consultare il progetto dell'intervento edilizio prima della demolizione degli immobili. Infatti, la zona è classificata secondo il vigente P.R.G. come B2 ("Conservazione e recupero")». 

 24/01/2011 9.54