Mare Monti, Sel: «Comune di Penne si costituisca parte civile»

Alessandro Biancardi

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PENNE. Nei giorni scorsi il pm Gennaro Varone ha chiesto il rinvio a giudizio nell'ambito del procedimento della Mare-Monti.

Adesso il circolo di Penne di Sinistra Ecologica e Libertà chiede al Comune di attivarsi, di entrare nel processo, magari come parte civile, e tentare di recuperare i fondi stanziati che non hanno portato però alla realizzazione dell'arteria stradale. «L'amministrazione pubblica», chiede Sel, «non attenda altro tempo e si attivi, in ogni forma giuridicamente consentita, affinché vengano recuperati i soldi che andrebbero destinati sin da subito alla progettazione di un nuovo tracciato della strada e punendo coloro che si sono resi responsabili di questo ulteriore sperpero di denaro pubblico».

Il paesaggio della Riserva Naturale del Lago di Penne, dopo quattro mesi e dieci giorni di lavori prima del sequestro del cantiere da parte del Corpo Forestale dello Stato, è stato toccato dalle ruspe che hanno trasformato il territorio incontaminato. Ma la Sinistra Ecologica sa bene che la necessità di un collegamento viario rapido e sicuro con la costa è un obiettivo fondamentale «che il Comune di Penne deve perseguire insieme con gli altri comuni della zona e con gli enti locali superiori».

«In passato», dicono dalla sinistra, «si è fatto un uso strumentale di quest’opera che già nella denominazione conteneva una finzione. Ora è necessario fare tutto il possibile per recuperare il finanziamento ed impiegarlo per una indispensabile strada di collegamento con la costa che non deturpi l'ambiente ma sia armonica rispetto al paesaggio circostante».

Gli indagati nella vicenda sono in totale 13  e figurano l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, gli imprenditori Carlo, Alfonso e Paolo Toto ma anche il progettista, Carlo Strassil, Fabio De Santis, responsabile del procedimento; Valeria Olivieri, commissario straordinario; Cesare Ramadori, del cda della Toto; Paolo Lalli, direttore dei lavori; Michele Minenna, dirigente Anas; Roberto Lucetti, funzionario Anas; Paolo Cuccioletta, consulente; Angelo Di Ninni, incaricato dalla Provincia di Pescara di valutare l'incidenza ambientale della variante.

I 13 imputati sono accusati, a vario titolo, di corruzione, truffa aggravata, falso ideologico, concussione, violazione delle leggi ambientali.

Per l'accusa l'appalto sarebbe stato stravolto per renderlo vantaggioso per l'impresa Toto.

22/01/2011 11.39

*TUTTO SULLA MARE MONTI