Inchiesta Ecoemme, 9 indagati. Cordoma e Sospiri insistono: «noi estranei alla vicenda»

Alessandro Biancardi

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Inchiesta Ecoemme, 9 indagati. Cordoma e Sospiri insistono: «noi estranei alla vicenda»
PESCARA. L'inchiesta sui rifiuti, quel secondo filone che ha investito come un treno il sindaco Pasquale Cordoma e Lorenzo Sospiri e la Ecoemme, è chiuso. 9 indagati in tutto.

Lo scorso 6 ottobre il primo cittadino era andato a colloquio dai magistrati. Aveva assicurato di aver spiegato tutto, che aveva dimostrato la sua estraneità ai fatti contestati. Nei giorni scorsi l'inchiesta è stata chiusa. Sono nove in totale le persone indagate tra le quali anche Cordoma e Sospiri che secondo la tesi accusatoria avrebbero ricevuto 10 mila euro dalla società Deco come finanziamento per le elezioni regionali del dicembre 2008 ma che, secondo gli inquirenti «sono da porre in diretta relazione con la necessità di comprare i favori del sindaco di Montesilvano Cordoma».

Ma i fatti contestati all’interno del corposo faldone aperto più di tre anni fa dal pm Anna Rita Mantini (coadiuvata da Nicola Trifuoggi e Gennaro Varone) sono molti di più ed ancora per molti versi sconosciuti.

Gli altri indagati sono Ettore Ferdinando Di Zio, ex amministratore delegato dell’Ecoemme e il nipote Ettore Paolo di Zio anche lui nel cda della Ecoemme fino a qualche tempo fa. Nell'inchiesta ci sono anche Antonio De Vico, sindaco di Farindola e presidente della comunità Montana Vestina (per il quale è stato già richiesto il rinvio a giudizio nell'ambito dell'operazione 'Vestina'), Paolo Cuculelli, responsabile dell'area tecnica della comunità Montana Vestina, il tecnico Fabio Savini, il presidente della Ambiente Spa, Massimo Sfamurri, l'amministratore della Ecologica Srl e l'amministratore della società Ecologica, Giordano De Luca.

Uno dei punti dell'inchiesta ruota intorno ad una gara europea mai espletata. Il sindaco di Montesilvano sarebbe responsabile, secondo la procura, di aver prorogato l’affidamento del servizio alla Ecoemme nonostante la concessione fosse scaduta il 31 dicembre 2006. 

Cordoma ha sempre sostenuto di essere «pulito» e dopo l'ultimo interrogatorio davanti ai pm aveva ostentato tranquillità. Si era detto certo che sarebbe stata chiesta per lui l'archiviazione. Con la prossima richiesta di rinvio a giudizio si scoprirà se i pm hanno ritenuto il suo ruolo estraneo ai fatti contestati e se il primo cittadino possa non andare a processo. In caso contrario sarebbe l'ennesimo guaio giudiziario per il primo cittadino. A differenza di Cordoma, invece, Sospiri, pure tirato dentro a questa inchiesta, non è mai stato ascoltato dai pubblici ministeri.

«SONO TRANQUILLO»

La stessa serenità Cordoma l'ha ribadita ieri: «sono estraneo alle accuse che mi sono state rivolte nell’ambito della Ecoemme. Non ho mai inteso favorire qualcuno, ma ho operato sempre nel rispetto della legalità. Ho chiarito nei mesi scorsi, durante la mia deposizione dai giudici, la mia posizione e sono certo che l’operato della Magistratura definirà, in tempi stretti, che sono sempre stato dalla parte dei cittadini, per i quali lavoro incessantemente. Personalmente non ho mai intascato un centesimo dai Di Zio e né mai da alcuno. Sugli atti dell’inchiesta infatti non compare affatto ciò di cui mi si accusa. Sulla campagna elettorale posso dire serenamente che, ogni mese, sto ancora pagando di tasca mia un prestito bancario. Continuerò a dormire sonni tranquilli, restando a disposizione delle autorità giudiziarie».
«Sereno» assicura di esserlo anche Sospiri: «nell'ottobre del 2008 la Deco S.p.a. ha effettuato un bonifico bancario sul conto corrente del Coordinamento Provinciale di Alleanza Nazionale di Euro 10.000,00 a titolo di "erogazione liberale". Nella mera qualità di coordinatore provinciale del partito ho, all'epoca, regolarmente quietanzato tale contributo».

L'esponente del Pdl continua a sostenere di essere vittima di una «gratuita campagna mediatica diffamatoria» (non si capisce però che cosa dovrebbero scrivere i gironali se i pm indagano…) e che non vi sarebbe «alcun presupposto per definire tale lecita operazione una "tangente", in quanto la dazione non è stata preceduta, né seguita da alcuna condotta del sottoscritto finalizzata ad agevolare il soggetto elargitore. Sono assolutamente certo», continua, «che tale verità emergerà con chiarezza nell'ambito del processo, del quale attendo gli esiti con assoluta serenità».

Sta di fatto che dopo anni di voci insistenti, cicliche e continue, sull’inchiesta, voci di arresti ben note anche agli stessi protagonisti, si è arrivati ad una definizione molto più sfumata rispetto pure all’altro filone teramano che invece ha portato all’arresto sia Rodolfo Valentino Di Zio che l’assessore alla sanità Lanfranco Venturoni. La squadra mobile di Pescara su mandato del Pm aveva iniziato ad indagare proprio sulla Ecoemme e da qui erano saltate fuori notizie che hanno portato ad una biforcazione dell’inchiesta in direzione Teramo. Da qui ancora altre informazioni che dovrebero portare nelle prossime settimane ad approfondire ulteriormente altri aspetti che in parte hanno già riguardanto il cosiddetto “gruppo Stati” e Abruzzo Engineering. E’ ipotizzabile anche che alcuni stralci vengano inviati alle procure competenti come Teramo e Avezzano.

I GUAI DI CORDOMA

E la stagione dei processi per Cordoma potrebbe presto aprirsi. Nei mesi scorsi il pm ha chiesto per lui, Sospiri e altri esponenti dell'amministrazione il processo nell'ambito dell'inchiesta sui concorsi che l'accusa definisce pilotati. In quel caso non mancarono momenti di paura e tensione dopo le perquisizioni o delusione da parte di chi alla fine vide sfumare gli accordi presi 

Così come è stato già richiesto il rinvio a giudizio per il primo cittadino perchè avrebbero cercato di costringere una psicologa assunta nell'Azienda Speciale a tempo determinato a lasciare il proprio incarico o ad accettare un cambio di mansione. Tutto questo, sempre secondo l'accusa, per fare posto ad un altro psicologo, vicino ai vertici del Comune.

E poi c'è la vicenda Ecoemme.
Quello che è certo è che in tutti i procedimenti l'amministrazione pubblica non si costituirà parte civile.

Così hanno deciso Cordoma e i suoi.  

22/01/2011 9.52