Pedaggio asse attrezzato, Ciucci (Anas) insiste: «dal 1° maggio si paga»

Alessandro Biancardi

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Pedaggio asse attrezzato, Ciucci (Anas) insiste: «dal 1° maggio si paga»
PESCARA. Si terrà lunedì prossimo una riunione straordinaria urgente del Consiglio comunale di Pescara sul pagamento del pedaggio dell'asse attrezzato.

Se il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, sostiene che sul pedaggio di alcune tratte autostradali gestite da Anas e' in corso un approfondimento, «tenendo conto anche delle istanze degli enti locali ed in particolare di coloro che utilizzano le autostrade con frequenza» a Pescara va avanti la battaglia per scongiurare il pagamento.

Il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, ha ribadito anche ieri a Napoli (dove ha tenuto una lectio magistralis all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli) che con apposito decreto del presidente del consiglio dei ministri saranno indicate le tratte a pagamento e lì dovrebbero essere indicati «oltre 1.200 chilometri» di strade da sottoporre a pedaggio su un totale di 1.300 chilometri in gestione Anas.

Il provvedimento, ha spiegato Ciucci, dovrebbe scattare dal primo maggio e l'Anas «sta mettendo a punto l'ipotesi di agevolazioni ed esenzioni a favore degli utilizzatori frequenti (pendolari) delle tratte che il decreto stabilirà di mettere a pedaggio. Lo scopo è quello di contenere l'aggravio conseguente».

E si teme da tempo anche per la sorte dell'asse attrezzato Chieti-Pescara che già la scorsa estate era stato 'vittima' del provvedimento, poi congelato dalla sospensiva del Tar.

Così l'opposizione al Comune ha chiesto un incontro pubblico necessario (che si terrà lunedì prossimo) per sollevare ancora una volta il problema e per chiederne la risoluzione ad ogni rappresentante Istituzionale del territorio.  «La tassa potrà costare fino a 50 euro a persona al mese», evidenzia il capogruppo Moreno Di Pietrantonio, «e con questo provvedimento si rischia un grave danno oltre che economico anche in termini di traffico e quindi ambientale e di sicurezza, riportando il traffico sulla Tiburtina».

Una possibile soluzione potrebbe essere, pensano gli esponenti di minoranza, quella della declassificazione dell'asse attrezzato da raccordo autostradale a superstrada.

Anche la consigliera regionale Pd Marinella Sclocco garantisce appoggio all'iniziativa dei colleghi comunali e assicura: «mi farò portavoce delle esigenze del territorio in sede regionale, attraverso un oridne del giorno che spero si possa discutere già al prossimo consiglio regionale. Mi preme ricordare che i friutori dell'asse attrezzato sono per lo più lavoratori e studenti pendolari, la cui tassa di percorrenza sarebbe a dir poco gravosa nel bilancio familiare. In un momento tanto difficile per la nostra regione, la cui economia è maggiormente in crisi rispetto all'intero territorio nazionale, di tutto hanno bisogno i nostri concittadini tranne che dell'ennesimo sopruso e speculazione ai danni di un già precario e difficile equilibrio di vita. La mia protesta sarà rivolta anche ai colleghi consiglieri regionali di maggioranza che inviterò ad adoperarsi affinchè dal prossimo 30 arpile non venga applicata l'ennesima l'ingiusta tassa».

In Consiglio provinciale gli esponenti dell'Idv, Di Lorito, Sborgia, Allegrino e Di Mattia, hanno presentato una mozione sottoscritta da tutti i gruppi, sia di minoranza che di maggioranza, presidente Testa compreso.
Lo scopo della mozione è di far in modo che la Provincia di Pescara, già inizialmente ricorrente contro la gabella, coordini e coinvolga sia quegli enti municipali nel cui territorio sono localizzati svincoli dell’Asse Attrezzato  che quei Comuni il cui territorio insiste sul tracciato dell’Asse Attrezzato, ''affinché  si adottino  formali atti deliberativi che contrastino la volontà manifesta dall’Anas di istituire un pedaggio per il traffico veicolare''. Il presidente Testa ha ricordato che la Provincia si è opposta, con un ricorso al Tar, all'aumento del pedaggio austradale legato proprio al pedaggiamento dell'asse attrezzato. Il Tar ha accolto la sospensiva, bloccando l'aumento che era già scattato la scorsa estate, e lo stesso ha fatto il Consiglio di Stato. Il 26 gennaio, poi, il Tar Lazio entrerà nel merito.

22/01/2011 8.53