Attiva, servono più soldi ma per Ranieri nessun aumento della Tarsu

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Mercoledì prossimo, 26 gennaio, la Attiva Spa presenterà in Comune il proprio Piano industriale.

La presentazione avverrà nel corso di una seduta congiunta delle Commissioni consiliari Finanze, Affari Generali e Ambiente, «per garantire la massima trasparenza e partecipazione del Consiglio comunale», ha spiegato il presidente della Commissione consiliare Finanze Renato Ranieri.

La Attiva oggi si ritrova a gestire la pulizia di ben 800 strade cittadine, per 300 chilometri complessivi, smaltendo 80mila quintali di rifiuti l’anno, garantendo la pulizia di 24 spiagge libere, senza considerare gli interventi straordinari per eventi e iniziative e i mercati, su una città che conta circa 122mila residenti, che però nelle ore diurne diventano 300mila per i cosiddetti ‘city users’, ossia utenti pendolari che studiano, lavorano o vivono la città ovviamente producendo anche pattume. Attualmente sono poi ben 70mila i cittadini interessati dalla raccolta differenziata spinta porta a porta, ossia il 27 per cento della popolazione che entro il 2011 potrebbero salire a 85mila, coprendo il 35 per cento della città.

«Parliamo di una mole di lavoro oggi coperta da 120 dipendenti effettivi e 42 interinali», spiega Ranieri.

Paragonando la realtà pescarese con altre città simili, la Attiva ha verificato che attualmente il Comune di Pescara destina ad Attiva una spesa pari a 90 euro per ogni abitante, a fronte dei 132 euro garantiti nelle altre città, quindi c’è un gap di circa 42 euro che, secondo il presidente Lancasteri, produce due problemi, il primo di natura industriale e il secondo di natura economica.

Dal punto di vista industriale oggi la Attiva non sarebbe più in grado di ammodernare la struttura tecnica, dunque i mezzi e le attrezzature, costringendo gli operatori a lavorare con mezzi e furgoni che hanno anche dieci anni di vita sulle spalle e migliaia di chilometri, con relativi problemi, senza parlare del personale che ha bisogno di formazione e qualificazione continua.

Dal punto di vista finanziario la Attiva vanta crediti dal Comune di Pescara non ancora saldati e per compensare tali crediti la società deve rivolgersi agli Istituti di credito con relativi oneri.

A fronte di tali considerazioni la Attiva ha predisposto un Piano industriale chiedendo al Comune di adeguare la spesa pro-capite a 132 euro per abitante, con un aumento del capitale dell’azienda sino a 4milioni di euro per garantire l’adeguamento della struttura tecnica e il versamento del pregresso.

«A questo punto – ha proseguito il presidente Ranieri – è evidente che per giungere a tale risultato non è necessario parlare di aumento della Tarsu, quanto di razionalizzazione della spesa, ossia di rivedere come vengono spesi i proventi stessi della Tarsu». 

21/01/2011 10.07