Recupero Stella Maris, presidio antibivacco di Fn e progetto economico dell'Idv

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Dal 24 gennaio sarà attivato un presidio notturno antibivacco all'esterno dell'edificio da parte di Foza Nuova che non esclude il ricorso a «blitz anche all'interno».

Il movimento di estrema destra decide quindi di prendere la situazione in mano dopo i continui raid all'interno della struttura da parte di vandali e senza fissa dimora.

Il segretario cittadino Marco Forconi spiega che è in costituzione anche un comitato, «politicamente trasversale», contro lo stato di abbandono della struttura, che sarà presentato alla stampa nelle prossime settimane. «Basta con le chiacchiere e con le opportuniste indecisioni della politica e delle istituzioni: i montesilvanesi si riapproprino dei loro spazi e scendano in strada con noi a difesa e tutela della propria storia e del proprio futuro».
Intanto il consigliere provinciale dell'Idv, Attilio Di Mattia propone una soluzione per recuperare la Stella Maris, «senza dover ricorrere a strumenti come il project financing», e rilanciare il mercato immobiliare locale, «senza ricorrere ad interventi edilizi impattanti».

Di Mattia ha già predisposto e strutturato un progetto per reperire risorse finanziarie per il recupero di strutture immobiliari locali, ma anche per le strutture pubbliche in stato di abbandono, come in questo caso specifico. «Con questo strumento, che presenterò in una mozione firmata dal gruppo IdV alla giunta della Provincia, riusciremo a garantire nuova linfa a settori importanti del sistema economico locale».
«L'impianto del progetto è semplice – spiega Di Mattia - e si basa su dati ufficiali, anche se, naturalmente, in questa fase, teorici».

E' prevista la creazione di un fondo sociale di 500 milioni di euro, con i risparmi dei pensionati (in numero di circa 25mila nella provincia) che allocherebbero ognuno in media circa 20mila euro, a fronte di un tasso di interesse vantaggioso (di circa il 2%, 15 volte rispetto ai tassi d’interesse pagati da banche su conti correnti non vincolati). A garanzia del fondo ci sarebbero la Provincia, Comuni, cooperative bancarie e fondazioni, per una copertura cautelativa di 30 milioni di euro.

«In questo modo», spiega Di Mattia, «si darebbe una spinta al mercato locale, con la ristrutturazione di immobili, senza il dominio di uno e due privati, ma con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Il fondo, inoltre, creerebbe un profitto netto per l'ente per i primi sette anni di quasi 30 milioni di euro, calcolando il 2,99 per cento di profitto degli investimenti non speculativi».
Il consigliere provinciale mette a disposizione della giunta provinciale il suo progetto «per affrontare la crisi economica con nuovi e moderni strumenti finanziari, per impedire anche che, messi all'angolo dalla scarsità di risorse economiche, gli enti (in questo caso la Provincia) possano quasi regalare ai privati parti importanti delle nostre città».

La soluzione, prospettata per il recupero della Stella Maris, cioè il ricorso al project financing potrebbe andare secondo Di Mattia, in questa direzione, con un vantaggio sbilanciato nei confronti di un privato.

«Ecco perchè il mio auspicio è che domani Testa valuti positivamente la nostra mozione e si appresti a convocare un tavolo tecnico con la Regione Abruzzo, con questa Amministrazione Provinciale, con i maggiori Enti Municipali della Provincia di Pescara per valutare aspetti di dettaglio del presente progetto in questione».

21/01/2011 9.43