Allargamento Pineta, dubbi bipartisan dopo la votazione bipartisan

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si moltiplicano le riunioni tardive per cercare di capire quali conseguenze porterà la delibera regionale che ha allargato i confini della pineta danunziana.?

La sensazione è quella di chi vuole chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati. Oppure di chi piange sul latte versato.

Il provvedimento bipartisan (votato in consiglio regionale da destra e sinistra) ha di fatto allargato i confini della pineta. Insomma per la prima volta la politica tutta ha sposato una decisione che sembra far piacere a moltissime persone, residenti e cittadini in primis, perché si preserva l’unico polmone verde della città. Uno stop inaspettato e poco pubblicizzato al cemento prima della votazione.

La politica, che riesce sempre a stupire, invece di incassare il plauso di tanti, si produce adesso in imbarazzanti esternazioni che sembrano mettere in luce un pressappochismo cosmico.

Dopo che il consiglio regionale ha approvato l’allargamento dei confini, si sta indugiando. Anzi di più: certa politica (anche qui bipartisan) sembra essersi pentita di tale provvedimento. La sensazione già esternata dall’area di Rifondazione (promotrice dell’iniziativa) è che si stia tentando di mettere su un teatrino poco onorevole per salvaguardare interessi di alcuni costruttori che in quell’area avrebbero “interessi futuri” o promesse che forse così non potranno più essere mantenute.

Sì perché se c’è un fatto certo è che il provvedimento approvato impedirebbe ai privati di edificare. Ma secondo alcune fonti non ci sarebbero progetti avviati che sarebbero stati bloccati, dunque se vi sono reali interessi di imprenditori non sono sulla carta.

«Gli uffici tecnici del Comune di Pescara stanno approfondendo la nuova legge regionale», hanno fatto sapere da palazzo di città, aggiungendo che la nuova normativa non pregiudicherebbe la realizzazione del parcheggio di scambio previsto su Pescara sud, nell’area oggi ricompresa nel parco, «a patto che lo stesso parcheggio venga previsto all’interno del Piano di assetto naturalistico».

Saranno anche approfondite le tematiche inerenti la realizzazione del cavidotto Terna sui quali aveva espresso i proprio dubbi nei giorni scorsi il Pd http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/articolo/article.php?storyid=3393 .

Un approfondimento postumo è però la prova schiacciante delle superficialità al momento del voto. Non si poteva approfondire prima?

Norme che ora rischiano di bloccare la nuova sede Rai pure promessa ai margini della riserva.

«In realtà – ha puntualizzato l’assessore Ricotta – la nuova legge non incide granchè sul parco inteso in senso stretto, ovvero in seguito all’ampliamento della perimetrazione dovremo solo rivisitare qualche documento per il Piano d’assetto naturalistico ormai pronto, è solo una questione di cartografie, dunque la procedura di stesura del Pan non subirà grossi inconvenienti. Dal punto di vista urbanistico è invece necessario fare qualche considerazione in più, a partire dalla prevista realizzazione del parcheggio di scambio su Pescara sud su una superficie oggi ricompresa nell’area della Riserva: i nostri uffici stanno ora verificando la possibilità di confermare comunque tale opera includendo semplicemente il parcheggio all’interno del Pan stesso».

«La Commissione consiliare», ha spiegato l’assessore Marcello Antonelli, «ovviamente nella riunione di oggi (ieri per chi legge) ha sollecitato una veloce adozione del Piano di Assetto naturalistico ed ha espresso serie preoccupazioni circa lo sviluppo dell’intera area, perché è evidente che oggi lo sviluppo della Riserva pieno di vincoli è in palese contrasto con lo sviluppo e il perseguimento degli obiettivi di natura pubblica che l’amministrazione comunale stava portando avanti, e mi riferisco all’individuazione e realizzazione di una nuova sede regionale della Rai, all’azzeramento e demolizione dello svincolo a ‘trombetta’ della circonvallazione su Pescara sud e alla previsione e realizzazione di una nuova viabilità perché le norme di salvaguardia della Riserva impediscono totalmente la realizzazione di nuove strade».

In merito al ‘caso’ del cavidotto di Terna che, secondo le previsioni dovrebbe attraversare l’area della Riserva, «in realtà – ha proseguito l’assessore Antonelli –, sulla base di quanto contemplato nella legge 45 del 2004, nelle aree vincolate la Regione dovrebbe autorizzare il passaggio del cavidotto, ma anche su tale vicenda ci sono degli approfondimenti in corso».

20/01/2011 10.52