Droga, avvocato Polleggioni di nuovo ai domiciliari anche se non risponde al gip

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Gianluca Polleggioni, il legale di 42 anni, originario di Città Sant'Angelo.

L'avvocato è stato arrestato la scorsa settimana dagli agenti della squadra mobile di Chieti, nell'ambito dell'operazione antidroga "Giano New" su un presunto giro di cocaina nell'area metropolitana Pescara-Chieti. Polleggioni, assistito dall'avvocato Vincenzo Di Girolamo, è stato interrogato, nel carcere di San Donato, dal gip del Tribunale di Pescara, Luca De Ninis. Al termine dell'audizione, il giudice ha concesso al legale nuovamente i domiciliari.

A Polleggioni inizialmente lo stesso De Ninis aveva inflitto la misura cautelare dei domiciliari. Qualche giorno dopo, tuttavia, la misura era stata aggravata in via d’urgenza per un tentativo di inquinamento probatorio. Polleggioni, infatti, mentre era ristretto nella sua abitazione avrebbe utilizzato il telefono di un congiunto per avvertire uno degli indagati per istruirlo sulla versione da fornire agli inquirenti per evitare contraddizioni. Sfortunatamente però gli agenti della squadra mobile di Chieti avevano sotto controllo uno dei due telefoni ed hanno potuto ascoltare tutto in diretta.

Un passo falso che nell’immediato è costato qualche giorno di carcere all’avvocato ma che probabilmente peserà molto di più in sede di processo, potendo –secondo l’accusa- questo episodio essere interpretato quasi come una confessione.

Sta di fatto che l’indagine è cominciata da una inchiesta analoga per droga che ha visto coinvolto Antonio Mastramico, considerato uno degli spacciatori più importanti della provincia di Pescara arrestato più volte, ristoratore noto per gli arrosticini. Nell’ambito di uno dei processi al ristoratore-spacciatore gli inquirenti hanno saputo di pressioni verso un testimone che infatti aveva cambiato versione rispetto a quella fornita alla polizia giudiziaria. Indagando sui queste pressioni la squadra mobile di Chieti è arrivata anche a Polleggioni e gli atri indagati in questa inchiesta. Otto in totale le persone coinvolte. Secondo l'accusa, la droga veniva ceduta all'interno dello studio legale di Polleggioni, mentre il rifornimento avveniva davanti al Tribunale di Pescara.

Anche in questo caso agli atti vi sarebbero intercettazioni pesanti che parlerebbero chiaro. Per esempio quelle tra il cartomante pescarese Antonio Luzi di 49 anni e lo stesso Polleggioni. Luzi fermato più volte nei pressi dello studio legale dalla polizia (che gli ha sequestrato la droga) immediatamente avvertiva Polleggioni.

Due le richieste che venivano fatte: richiesta di supporto legale e nuovi quantitativi di droga visto che quella appena comprata era stata sequestrata.

In gergo, per indicare la quantità di droga, Luzi utilizzava parole convenzionali come “Raiuno”, “Raidue” e “Raitre” per indicare rispettivamente 3, 6 e 9 grammi di sostanza.

17/01/2011 17.28