Canadair alla spagnola Inaer, la soddisfazione dei piloti

Alessandro Biancardi

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ROMA. Con l’aggiudicazione della gara al raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla società Inaer Helycopter Italia e dalla Inaer Aviones Anfibios SAU, si è conclusa la crisi della flotta dei Canadair della Protezione Civile.

 

Gli aeromobili antincendio erano a terra da diversi mesi, dopo che, nello scorso ottobre, l’imprenditore proprietario delle aziende Sorem e San Giuseppe Spadaccini era stato arrestato e, pochi giorni dopo, alle sue società era stato revocato il contratto di appalto per la gestione della flotta maggiore al mondo per aeromobili di quel tipo.

Ora si torna a lavorare sul fronte degli accordi per fare in modo che il servizio venga ripristinato nel minor tempo possibile. Per la manutenzione e l’addestramento si aspetta la certificazione da parte di Enac. Nei prossimi giorni si avrà qualche ulteriore notizia anche sul numero esatto di piloti che verranno assunti, in quanto questa prima fase, con l’affitto della Sorem da parte di Inaer, rientrano solo i piloti che al momento sono sotto contratto Sorem e che sono poco più dei due terzi del totale che hanno lavorato l’estate scorsa.

Per gli altri che avevano un contratto a tempo determinato a 4 mesi, che Sorem riproponeva anno dopo anno fino alla stabilizzazione, si sta cercando una soluzione.

«Esprimiamo la nostra soddisfazione per la risoluzione della vicenda Canadair – è il primo commento del presidente del Gruppo Volo Canadair, comandante Antonio Capaldo - La solidità sia economica che tecnica del Gruppo Inaer apre nuove prospettive per il personale, con un incremento delle Operazioni nel bacino del Mediterraneo e non solo, avendo già Inaer basi operative anche in Cile e Australia . Il nostro obiettivo ora è quello di raggiungere un organico stabile, eliminando l’anomalia dei contratti stagionali, conseguenza della particolarità del Servizio che richiede il massimo sforzo solo nei mesi estivi . Operando anche nell’emisfero sud il problema si risolverebbe automaticamente».
«Nostro malgrado», ha continuato Capaldo, «siamo stati costretti ad addentrarci in pratiche non usuali per noi, scoprendo settori di un mondo imprenditoriale cinico, che non esita a mettere alla fame 300 famiglie, utilizzando magistralmente regolamenti e leggi farraginose e prolisse nelle quali noi italiani siamo maestri».
Commentando il felice esito della vicenda, il 63enne presidente dell’Associazione ha tenuto a precisare che per una volta la legge del “dividi et impera” non ha funzionato. «Siamo un piccolo Gruppo, molto qualificato e con caratteristiche specifiche non facilmente reperibili sul mercato, e non sostituibili se non in un tempo molto lungo.
L’Associazione Gruppo Volo Canadair ci ha consentito di esprimerci con unità di intenti e con efficacia, fattore che probabilmente ha contribuito ad allontanare eventuali “corvi” che aleggiavano sui Canadair parcheggiati a Ciampino».
La conclusione di Capaldo è un proponimento denso di entusiasmo: «Ripartiamo con determinazione, pronti a operare al più presto».
Terminata la crisi, l’associazione può ora affrontare attività più strutturate, nelle quali possano essere massimizzate le grandi competenze fin qui accumulate dai nostri piloti antincendio.  

17/01/2011 10.05