Costringeva coinquilina a prostituirsi e non le dava da mangiare: in manette una donna cinese

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una casa d'appuntamento in via Matese. Arrestata una donna cinese. Denunciato il padrone di casa che secondo gli inquirenti non poteva non sapere.

Ieri pomeriggio i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Pescara, dopo continue segnalazioni da parte di alcuni cittadini, hanno fatto irruzione in un appartamento di via Matese. Lì, secondo quanto raccontato da alcuni vicini, alcune donne di origine cinese si prostituivano.

Nell'appartamento sono state trovate tre donne, tutte di nazionalità cinese e tutte in regola con i documenti. Una di loro, Z.Y , rassicurata dalla presenza dei militari, ha raccontato di trovarsi in quell’abitazione dal mese di agosto, insieme ad un'altra connazionale, Li Xiuying, arrestata ieri per sfruttamento della prostituzione.

Infatti la donna ha raccontato di essere stata costretta a prostituirsi per pagare l'affitto di 400 euro al mese dall'amica. Da ulteriori accertamenti eseguiti è emerso che con il provento della sua prostituzione la donna provvedeva anche al pagamento degli annunci editi su alcuni periodici locali, con i quali venivano attirati i “clienti”.

I militari, coadiuvati da un interprete di lingua cinese, hanno convinto la donna a rivelare le modalità del suo arrivo in Italia e della sua iniziazione all’attività di meretricio.

Così la ragazza ha cominciato il suo racconto e ha spiegato che a fine dicembre scorso aveva chiesto a Li Xiuying di andare via da quella casa per far ritorno nella repubblica cinese. Ma quest’ultima l’avrebbe violentemente picchiata con calci e pugni alla testa causandogli lividi ed ecchimosi nonché un bernoccolo, ancora visibile. La ragazza ha anche raccontato che la sua coinquilina l’aveva costretta a rimanere nell’abitazione senza nemmeno fornirle da mangiare limitandosi a darle un pò di zuppa.

La vittima ha raccontato ai militari di aver temuto anche per la propria incolumità e di avere paura che Li Xiuyng potesse ucciderla. La donna è stata accompagnata al pronto soccorso dove è stata giudicata guaribile in cinque giorni. La terza donna cinese presente nell'abitazione al momento dell'arrivo dei militari secondo gli inquirenti avrebbe fornito dichiarazioni «palesemente mendaci finalizzate ad eludere le indagini svolte nei confronti della sua amica e connazionale». Per questo è stata deferita per favoreggiamento personale.

Al termine delle indagini Li Xiuying è stata tratta in arresto per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e portata nel carcere di Chieti. Il proprietario della casa, che vive nello stesso stabile, è stato deferito in stato di libertà per favoreggiamento della prostituzione in quanto sarebbe stato a conoscenza del fatto che nell'abitazione si esercitava il meretricio. Continuano intanto le indagini per appurare se quanto emerso nella circostanza è un episodio limitato alle persone interessate o se collegato ad altri fenomeni di più rilevante spessore criminale.

15/01/2011 11.49