La Riserva della pineta Dannunziana diventa più grande

Alessandro Biancardi

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RISERVA DANNUNZIANA

RISERVA DANNUNZIANA

PESCARA. La Riserva Dannunziana si allarga. Nella seduta dello scorso 22 dicembre il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità il progetto di legge proposto da Maurizio Acerbo e da Antonio Saia.

La nuova norma mira a ridisegnare il perimetro della Riserva Naturale Dannunziana, ipotetico polmone verde della città, non senza problemi e asfissiato dal degrado e dall’abbandono. Acerbo (Rc) ne ha dato notizia questa mattina ringraziando i consiglieri di maggioranza e opposizione che hanno fatto immediatamente propria la proposta (Lorenzo Sospiri, Nicoletta Verì, Ricardo Chiavaroli, Federica Chiavaroli, Alessandra Petri, Carlo Costantini) nonché il Presidente del Consiglio Nazario Pagano e l’assessore Carlo Masci. La legge approvata prevede l’ampliamento della Riserva di circa 29 ettari che, sommati ai 56 originari, portano a 85 ettari la superficie complessiva della riserva.

La Riserva Naturale Pineta Dannunziana, così come istituita dalla legge regionale 96/2000, ricade interamente nell’area urbana di Pescara, nella quale appare come una vera e propria oasi verde immersa in un contesto densamente e fittamente urbanizzato.

«Tale singolare circostanza», ha spiegato Acerbo, «mentre conferisce alla nostra Pineta la peculiarità di essere l’unica area protetta urbana dell’intero sistema regionale e, per quanto ci consta, anche di quello nazionale, ne identifica tuttavia anche il principale elemento di criticità ambientale, dato appunto dall’isolamento ecologico pressoché totale in cui essa soggiace. Tale condizione di isolamento assume significato ancor più critico se lo si rapporta alla modesta estensione di questo biotopo».

La Pineta è infatti circondata da edifici e strade cittadine su tutto il suo perimetro, che ne impediscono dunque qualsivoglia collegamento ecologico tanto con il mare quanto con l’entroterra.

Uno dei principali scopi che la pianificazione di questa area protetta doveva (e dovrebbe ancora) perseguire è «quello di individuare le misure atte a ridurre tale deleteria condizione di isolamento mediante il reperimento di idonee aree di ampliamento e di riconnessione ecologica della riserva stessa, compito non certo agevole dato appunto il particolare contesto urbanistico in cui essa insiste».

L’unica area di possibile riconnessione ecologica tra la riserva, il suo entroterra e il mare si individua nelle aree agricole scampate all’urbanizzazione, ubicate a monte di via Pantini, lungo il confine sud-est della riserva stessa, nonché nella contigua asta fluviale del fosso Vallelunga.

Tale area agricola, intersecata dalla ferrovia adriatica e dalla parte terminale della variante alla SS. 16 Adriatica (circonvallazione), offre infatti l’unica possibilità di riconnessione ecologica e paesaggistica tra la  Pineta e il suo diretto entroterra, con particolare riferimento al colle di San Silvestro, cosicché Rifondazione propone la destinazione a Parco agricolo attrezzato; essa peraltro è già classificata dal vigente Piano Regolatore Generale del Comune di Pescara quale Sottozona F10 – Verde di filtro. Tale destinazione non implica alcuna necessità di onerosi espropri.

«Un prezioso corridoio ecologico», aggiunge Acerbo, «potrà essere inoltre realizzato mediante la decementificazione e la rinaturalizzazione del tratto planiziario del fosso Vallelunga, la cui area di foce offre peraltro l’unica possibilità di realizzare la riconnessione ecologica tra la pineta e il mare; tale spiaggia peraltro ben si presta per un intervento di ricostituzione dunale, con il ripristino delle tipiche comunità vegetali alo-igrifile,ormai quasi del tutto scomparse dal litorale abruzzese. In sintesi, tale area di ampliamento e di riconnessione ecologico-paesaggistica tra la  Pineta e il suo territorio confina a sud-est con il fosso Vallelunga e la relativa area golenale; a sud-ovest con via Colle Pineta - via Terra Vergine - via Notturno - via Isoletta; a nord con via Pantini. Tale area di ampliamento potrebbe senz’altro costituire la premessa per la realizzazione del più esteso Parco territoriale di San Silvestro e del fosso Vallelunga».

L’accordo bipartisan per allargare la riserva farebbe ben sperare anche in una maggiore attenzione da parte della politica alla storica pineta tanto cara al Vate. Ma la città che nella amministrazione di centrodestra ha voluto riproporre le nostalgie dell’epoca dannunziana non si è impegnata allo stesso modo nel salvaguardare il patrimonio verde della riserva. Gli alberi mai curati e potati stanno morendo ad uno ad uno e qualcuno ha già preventivato la futura scomparsa della pineta.

 14/01/2011 11.39