Il dragaggio si insabbia ancora: si "tratta" per dragare solo 2mila metri cubi

Alessandro Biancardi

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Il dragaggio si insabbia ancora: si "tratta" per dragare solo 2mila metri cubi
PESCARA. Carta canta, verrebbe da dire sui lavori di dragaggio del porto canale di Pescara.

Perché dopo mesi di annunci e promesse ora viene fuori che non soltanto non ci sono i fondi ma che, se anche arrivassero, sarebbero comunque insufficienti a coprire l’intero intervento. Così il Partito Democratico tuona contro la maggioranza di governo cittadino:«A questo punto è evidente che il futuro del Porto di Pescara è a rischio e con esso tutte le attività commerciali legate al porto stesso».

La ‘carta’ in questione è una nota del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti inviata alla Regione Abruzzo lo scorso 17 dicembre in cui si prevede una «variazione di programma di fondi del Ministero già assegnati, dell’importo di 1,9milioni  per il dragaggio ed il trattamento di ulteriori 11mila metri cubi di materiale».

 Nella comunicazione del ministero, più precisamente, si sottolinea che è necessaria una rimodulazione che «al fine di non aumentare l’importo dei lavori, prevede una riduzione del materiale da dragare da 9.000 mc a 2.000 mc». Secondo una prima perizia, invece, la previsione di dragaggio era di circa 47mila mc.

Lo stesso investimento, dunque, ma per un intervento ben più limitato. Che non basterebbe, denunciano ora gli esponenti del Pd, a coprire tutti i lavori, con la conseguenza che il dragaggio del porto  canale di Pescara non sarà mai completato. Questo nonostante più e più volte – a partire dalla firma della convenzione tra Regione Abruzzo e ministero dei Trasporti in data settembre 2009 - l’amministrazione comunale di centrodestra ha annunciato l’imminente avvio dei lavori, in alcuni casi stilando anche il cronoprogramma dell’intervento.

«A questo punto è evidente – puntualizzano gli esponenti del Pd - che il dragaggio, in questi termini, non potrebbe neanche più essere considerato un’operazione tampone, ma solo uno sperpero di denaro che, comunque, non risolverebbe i problemi degli operatori del mare. Il Comune di Pescara avrebbe dovuto svolgere un ruolo fondamentale in questa storia, spingendo la Regione e il Governo a risolvere il prima possibile la situazione. Invece, da Palazzo di Città sono arrivate, in questi mesi, solo false rassicurazioni e inutili proclami.  A questo punto, è indispensabile istituire un tavolo tecnico dove confrontarsi e decidere insieme del futuro del porto canale di Pescara».

Sono due le proposte del partito d’opposizione: costituire un’autorità portuale fra il Comune di Pescara e tutti i Comuni limitrofi coinvolti, in grado di acquistare una draga e un impianto di trattamento, in modo da risolvere definitivamente il problema; oppure, seconda ipotesi, portare avanti, con un finanziamento, quantomeno uno stralcio del Piano regolatore portuale che preveda la deviazione della foce del fiume Pescara e l’ormeggio dei pescherecci al di fuori del porto canale. «Questa operazione – conclude il Pd -  renderebbe, di fatto, inutili le operazioni di dragaggio, con un notevole risparmio di fondi da parte della Regione».

 13/01/2011 11.08