Famiglie in difficoltà, solo in 40 chiedono il contributo al Comune di Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sono appena 40 le domande di accesso al bando emanato dal Comune di Pescara per l’erogazione del contributo una tantum a sostegno del reddito delle famiglie in difficoltà presentate sino a oggi.

roppo poche, secondo l'amministrazione comunale, rispetto alle reali esigenze del territorio. Le domande potranno essere presentate entro le ore 12 del prossimo 28 gennaio 2011, per poi consentire la redazione della relativa graduatoria. Obiettivo dell’iniziativa è quello di dare un aiuto concreto ai cittadini che purtroppo sono stati concretamente colpiti dalla crisi economica che ha investito il paese e che in molti casi si è tradotta in disoccupazione.

«Dopo una lunga gestazione determinata dalla necessità di redigere un regolamento assolutamente trasparente – hanno sottolineato l’assessore Cerolini e il presidente Di Pino – i nostri uffici hanno redatto l’avviso che consentirà al nostro governo cittadino di assegnare un sostegno tangibile a chi non sta attraversando un momento sereno per la perdita del lavoro dipendente o anche per la chiusura di un’impresa autonoma». Complessivamente la somma stanziata a tal fine ammonta a 185mila euro: l’amministrazione erogherà contributi una tantum e gli interventi hanno la natura di contributo economico a carattere straordinario. I destinatari degli interventi sono i nuclei familiari, anche monoparentali, con almeno un figlio a carico, di età non superiore ai 25 anni, che si trovano in situazioni di difficoltà economiche. Al bando potranno accedere esclusivamente nuclei familiari pluriparentali e monoparentali, in possesso di requisiti come l’avere appunto almeno un figlio a carico convivente, di età non superiore ai 25 anni; avere la residenza nel Comune di Pescara da almeno 24 mesi alla data di apertura del bando; un reddito familiare Isee per il 2009 pari o inferiore ai 18mila euro; età dell’unico o di entrambi i genitori non superiore ai 55 anni; perdita del reddito da lavoro o da capitale di uno dei genitori nel biennio 2009-2010 e nel caso di lavoratori autonomi o liberi professionisti vale la data certificata della chiusura della partita Iva. In ogni caso la condizione di non occupazione deve sussistere alla data di presentazione della domanda. E ancora è richiesta la residenza nell’abitazione su cui sia stato contratto un mutuo per acquisto della prima casa o la locazione del valore annuo non inferiore ai 3mila euro. Nel caso di coniugi legalmente separati potrà accedere al contributo solo il coniuge affidatario dei figli in via prevalente ossia con cui i figli convivono. Inoltre i componenti il nucleo familiare, incluso il coniuge separato, non devono essere titolari di proprietà. Nel caso in cui uno o entrambi i genitori siano cittadini stranieri, almeno uno dei due dev’essere titolare di un permesso di soggiorno di lungo periodo”. Già fissato nel bando il metodo di attribuzione dei punteggi: 5 punti per licenziamento, cessazione di contratto o chiusura di partita Iva di entrambi i genitori o dell’unico genitore per le famiglie con un unico reddito di lavoro in assenza di ammortizzatori sociali; 4 punti per licenziamento, cessazione di contratto o chiusura partita Iva di entrambi i genitori o dell’unico genitore per le famiglie con un unico reddito di lavoro, in presenza di ammortizzatori sociali; 3 punti per licenziamento, cessazione di contratto o chiusura partita Iva dell’unico genitore lavoratore nei nuclei familiari monoparentali con unico reddito da lavoro e in assenza di ammortizzatori sociali; 2 punti per licenziamento, cessazione di contratto o chiusura partita Iva dell’unico genitore lavoratore nei nuclei familiari monoparentali con unico reddito da lavoro, in presenza di ammortizzatori sociali; 2 punti per licenziamento, cessazione di contratto o chiusura partita Iva di uno solo dei genitori, entrambi lavoratori, in assenza di ammortizzatori sociali; 1,5 punti per ogni figlio di età pari o inferiore ai 18 anni presente nel nucleo familiare; 1 punto per ogni figlio di età superiore ai 18 anni.

«A parità di punteggio – hanno proseguito l’assessore Cerolini e il presidente Di Pino – si darà precedenza a chi possiede il reddito Isee più basso, a chi ha più figli a carico e a chi ha perso il lavoro da maggior tempo. L’importo del contributo da erogare sarà pari a mille euro per un punteggio complessivo pari o inferiore a 6 punti; 1.500 euro per un punteggio superiore ai 6 punti; la somma residua, se inferiore a mille euro, sarà concessa al soggetto che si è collocato in posizione utile in graduatoria. Se le domande ammesse non esaurissero la graduatoria, la somma residua potrà essere redistribuita tra i beneficiari nel limite di 500 euro in aumento rispetto al contributo assegnato, arrivando dunque sino a 2mila euro. I contributi assegnati ovviamente non saranno cumulabili con altri interventi simili definiti da altri Enti o dai Servizi sociali del Comune superiori all’importo annuo di mille euro».

13/01/2011 11.02