Spadaccini ai domiciliari, piloti Canadair continuano sciopero della fame

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ha ottenuto gli arresti domiciliari l'imprenditore del settore aereo Giuseppe Spadaccini, finito in carcere il 21 ottobre scorso nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pescara su una maxi evasione fiscale internazionale da 90 milioni di euro.

Lo ha deciso il Tribunale del Riesame dell'Aquila, al quale avevano presentato ricorso i suoi legali. Secondo l'accusa, Spadaccini avrebbe promosso e organizzato, attraverso collaboratori italiani, una fitta rete di società italiane e portoghesi che, tra il 1999 e il 2008, avrebbero emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti per 90 milioni di euro. Ritorna a casa dunque quello che viene definito il vertice di una associazione a delinquere anche se l’inchiesta continua e la procura starebbe anche valutando le ulteriori notizie emerse nel frattempo. Si potrebbero aprire nuove verifiche e filoni.

Spadaccini è titolare, tra l'altro, della società Sorem che gestiva una flotta di 19 Canadair della Protezione Civile nazionale. Dopo il suo arresto, l'appalto alla società fu revocato, con conseguente fermo della flotta e blocco del pagamento delle spettanze ai piloti.

In seguito è stata bandita in tutta fretta una nuova gara per assegnare la flotta ma questa è stata annullata per un eccesso di ribasso dell’unica impresa partecipante.

Intanto i piloti dei Canadair che la scorsa settimana avevano annunciato l’inizio di uno sciopero della fame sono stati di parola.

Il comandante Antonio Capaldo, presidente del Gruppo Volo Canadair, continua così quello che definisce «digiuno di dialogo» davanti alla Protezione Civile.

Ormai è giunto al sesto giorno consecutivo di sciopero della fame, ha 63 anni ed è assistito e supportato dai colleghi.

Nei giorni scorsi con un manifesto si era appostato sotto la sede della Protezione civile ma aveva dovuto sgomberare perché la forza pubblica aveva ritenuto di inquadrare la solitaria iniziativa del pilota all’interno dei canoni di una vera e propria manifestazione, e che doveva quindi ottenere la necessaria autorizzazione dalla Questura di Roma.

Nei giorni scorsi il comandante Capaldo ha seguito tutta la trafila per ottenere l’autorizzazione a sostare al di fuori della Protezione Civile, ma tiene a precisare che, dal 5 gennaio scorso, non ha mai interrotto il suo digiuno che dovrebbe favorire «il confronto costruttivo tra il personale di Sorem/SAN e la Protezione Civile, e ad assistere il processo decisionale della commissione giudicatrice della gara di appalto per la gestione della flotta di Canadair maggiore del mondo».

«Siamo qui», ha ribadito oggi, «per sostenere la Commissione che sabato 15 dovrà deliberare l'assegnazione del Servizio Aereo Antincendio Boschivo (Canadair) a Società qualificata e affidabile; per sostenere le Società partecipanti alla Gara con trasparenza e secondo le Regole Vigenti; per dissuadere eventuali furbi e professionisti dei corsi e ricorsi…».

Sono in totale 300 le famiglie legate all'indotto dei canadair: oltre ai piloti vi sono numerosi tecnici.

Intanto i velivoli rimangono abbandonati sulla pista e rischiano di essere inutilizzati per la mancanza di controlli e manutenzione.

10/01/2011 15.50