Cambio ai vertici della Forestale: Guido Conti in Umbria

Alessandro Biancardi

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Cambio ai vertici della Forestale: Guido Conti in Umbria
PESCARA. Prenderà servizio in Umbria dal prossimo 10 gennaio il comandante provinciale della Forestale uscente, Guido Conti, a Pescara dal 2005.

Oggi in una conferenza stampa ha salutato i giornalisti e stilato un lungo consuntivo delle molteplici operazioni condotte dal corpo per la tutela ambientale sotto la sua direzione.

L’era Conti sarà ricordata per una serie di grandi inchieste che hanno scosso la provincia di Pescara e l'intero Abruzzo, indagini che hanno fatto spesso parlare di scandali anche a livello nazionale. L'inchiesta più importante condotto dalla Forestale è sicuramente quella che ha portato nel 2007 alla scoperta della più grande discarica di veleni nei pressi della stazione di Bussi, a due passi dalla provinciale e dall'autostrada. Una inchiesta importante nata da alcune segnalazioni di cittadini e di associazioni ambientaliste che ha aperto la strada ad un lungo e farraginoso processo che è ancora in fase preliminare e nel quale il colosso della chimica italiano, la Montedison, dovrà difendersi da accuse pesantissime. A causa dell'interramento di migliaia di tonnellate di veleni, le falde acquifere ed i pozzi dell’acquedotto sono stati compromessi e per anni è stata distribuita acqua contaminata. Le indagini hanno scoperto inoltre che gli enti preposti (Ato e Aca) erano a conoscenza dei veleni e dei pericoli forse anche prima del 2004.

Nel suo veloce excursus il comandante Conti ha ricordato le altre operazioni come quella del 2005 che ha riguardato l'esecuzione di diverse decine di verbali di contestazione di tipo ambientale alle quali la Provincia di Pescara non dava seguito. «In quel caso mi ricordo», ha detto Conti, «che mi stupì che il responsabile dell'ufficio della Provincia aveva come titolo di studio la terza media».

Importante anche l'inchiesta che ha fatto luce su un'incompiuta incredibile, quella del potabilizzatore di Chieti, un finanziamento utilizzato a tutti i costi per costruire un'opera che non servirà né ora né mai a causa dell'elevato inquinamento dell'acqua del fiume da potabilizzare. Insomma un potabilizzatore per depurare acqua che non può essere bevuta.

Fece scalpore anche l'inchiesta cosiddetta “fangopoli” che riuscì a documentare come i fanghi che venivano trasportati nella zona di Navelli, dal depuratore di Pescara, venivano pagati con soldi pubblici a peso e per questo non venivano né depuratine né essiccati ma viaggiavano intrisi d'acqua. Connessa a quest'inchiesta anche l'altro gigantesco scandalo del cosiddetto essiccatore dei fanghi o fangodotto, un'altra opera nata alla fine degli anni 90 e finanziata con 30 miliardi di vecchie lire mai messa in funzione né utilizzata con la peculiarità di essere stata collaudata a freddo («cioè con lo sguardo», ha detto Conti).

Tra le inchieste maggiori di sicuro un posto importante quella sull'altra incompiuta, la Mare-Monti, la via di collegamento che passa per Penne ma anche nella riserva del Wwf e da questa violazione partì l’indagine. Grazie al lavoro della Forestale, l’opinione pubblica ha potuto conoscere le ragioni non solo delle lungaggini ed i perché dell'incompiuta ma anche tutti gli interessi occultyi e privati sottesi all’opera pubblica con sospetta corruzione “storica”, cioè sin dall'inizio del progetto agli inizi del 2000. Tra gli indagati eccellenti alcuni esponenti della famiglia Toto e l'ex sindaco di Pescara. Luciano D’Alfonso. L'inchiesta è stata chiusa alcune settimane fa ma uno stralcio definito importante riguarderebbe anche alcune irregolarità sull'affidamento di lavori nella ricostruttore post terremoto dell'Aquila.

Altra inchiesta importante sulla quale il comandante uscente non ha fatto cenno è quella che riguarda presunte irregolarità sull'urbanistica a Spoltore per la quale sarebbero indagati alcuni amministratori di primo piano.

Molte delle inchieste citate hanno avuto anche stralci alla Corte dei Conti per i quali sono state avanzate richieste di responsabilità verso amministratori pubblici, la gran parte dei procedimenti penali non è conclusa o è in fase preliminare. Molte delle contestazioni però non arriveranno ad una sentenza definitiva ma si prescriveranno strada facendo.

Tra le altre operazioni ricordate anche quella denominata “Toxy country” relativa alla produzione di compost destinato alla concimazione di terreni ma altamente tossico e dunque dannoso per gli ortaggi poi venduti al mercato. Di rilievo anche la scoperta di altri veleni nei depuratori tra i quali quello di Montesilvano o di depuratori che non depuravano correttamente e la scoperta di altre discariche segrete per esempio quella di Piano D’Orta per la quale non si parla affatto né di bonifica né di messa in sicurezza. In compenso su parte della sueprfice della discarica di arsenico e zinco sono state costruite villette.

Conti ha ricordato anche l’operazione “Blue River” in collaborazione con le associazioni ambientaliste che ha permesso di monitorare gli alvei del fiume Pescara e di stilare una mappa precisa dei depuratori (che la Provincia non aveva) e degli scarichi diretti.

Sarà ricordata per molto tempo anche l'operazione che ha riguardato i famosi ripetitori di San Silvestro con numerose contestazioni a moltissime emittenti televisive e radiofoniche e che ha permesso di smuovere -ma non ancora risolvere definitivamente- un problema che si trascina da anni, quello delle emissioni di onde elettromagnetiche al di sopra dei limiti di legge. Guido Conti assumerà nei prossimi giorni la carica di comandante regionale reggente dell'Umbria mentre al suo posto, al comando provinciale di Pescara, arriverà Giuseppe Polci, attuale comandante a L’Aquila.

Nel capoluogo di regione invece è stato destinato Gualberto Mancini.

05/01/2011 17.50