Mascia sacrifica l'assessore D’Ercole per restare in equilibrio

Alessandro Biancardi

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Mascia sacrifica l'assessore D’Ercole per restare in equilibrio
PESCARA. L'assessore ai Lavori Pubblici Alfredo D'Ercole costretto ad alzarsi dalla sua poltrona per far largo ad un nuovo ingresso nella giunta Mascia.

D'Ercole, 55 anni, architetto di professione, il 'tecnico' prestato al sindaco esattamente un anno fa, dopo la crisi con Gianni Teodoro, assicura che non lascia l'assessorato a malincuore.

Sta nell'ordine della politica, ha detto chiaramente stamattina, una politica che lo ha chiamato in un momento di difficoltà e che adesso chiede di far posto ad altri.

Stamattina per ringraziarlo del suo operato il primo cittadino ha radunato tutta la giunta per un saluto in grande stile con premiazione annessa. A D'Ercole è stata consegnata una targa con il logo dannunziano. Un grazie da mettere in bella mostra su qualche mobile.

Proprio il giorno della sua nomina, era il 4 gennaio 2009, esattamente un anno fa, l'ormai ex assessore aveva rimarcato il suo essere «un tecnico, scelto per questa qualifica e non per essere coinvolto nei contrasti politici».

Non erano mancate nei mesi scorsi anche polemiche per presunta incompatibilità, poi rientrate.

E così oggi D'Ercole abbandona la scena, senza isterismi o polemiche ma con pacatezza e stile, caratteristiche che lo hanno sempre contraddistinto. Non un addio ma un arrivederci a presto.

Mascia dovrà invece cercare un valido sostituto per non far sentire la mancanza di un elemento competente e soprattutto si augura che questo 'sacrificio' serva a tenere in piedi la sua maggioranza in affanno praticamente da subito che deve fare i conti con un crescente malcontento dovuto ad una azione di governo scialba ancora poggiata -dopo due anni- sulle recriminazioni relative al suo predecessore.

A breve verrà ufficializzato il nuovo nome che dovrebbe essere espressione dell'Udc.

Ma se si mette una toppa, qualcosa dall'altra parte si sta logorando: è Fli che scalpita (sullo stesso modello di ciò che accade in Regione). Proprio in queste ore la consigliera Adele Caroli attacca Mascia senza mezze misure: «è chiaro ormai che il nostro sindaco, insieme con la sua giunta, ha le idee confuse sul futuro della città e ha in mente un disegno piuttosto astratto della mobilità urbana».

Caroli se la prende con il progetto di pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele, dalla rotonda di via Michelangelo fino a via Teramo che «rischia di congestionare ulteriormente il traffico se non si predispone un diverso tracciato per le migliaia di automobili che giornalmente transitano sul Corso».

E contesta anche il fatto che il sindaco coinvolga troppo poco i consiglieri: «non è ammissibile che un progetto del genere, anche se solo teorico per il momento, non sia stato oggetto della Commissione Grandi Infrastrutture e Mobilità che io presiedo. Auspico che per il nuovo anno il sindaco abbia stilato una lista di buoni propositi, e che tra questi ci sia il confronto democratico con tutte le forze politiche che compongono il consiglio comunale di Pescara».

Sono espressioni esterne di un malessere che mira a quelli che in politica vengono definiti eufemisticamente “equilibri” ma che poi utilizzando una terminologia più brutale si riducono in  “potere”. Ed accontentare tutti è difficile e questo Mascia lo ha capito molto bene in questi mesi.

Critico sul turn over all'assessorato ai Lavori Pubblici anche Moreno Di Pietrantonio, capogruppo del Pd, che ricorda come negli ultimi 18 mesi siano saltati anche l'ex assessore Teodoro, o il dirigente del Settore, prima fuori Di Biase e adesso Taraborrelli.

«Con una situazione del genere determinata soprattutto da una crisi politica e dalla ricerca disperata di numeri, per poter continuare a governare con l’assenza totale di progetti e programmi per la città», commenta Di Pietrantonio, «assistiamo agli annunci roboanti di progetti sulla viabilità di Pescara con improbabili tunnel sotto l’area di risulta, la chiusura di Corso Vittorio Emanuele e la Riviera al traffico, senza nessun progetto di viabilità alternativa. I cittadini non possono essere presi in giro dal duo Masci & Mascia, l’uno contro l’altro, perennemente armati».

«Il caso D’Ercole è emblematico», ha commentato invece il consigliere Enzo Del Vecchio (Pd): «un anno di lavoro alla guida dell’assessorato più strategico e nessun risultato tangibile del proprio passaggio lasciato alla città. Il Comune non è riuscito nemmeno a cantierare il Ponte Nuovo, opera di cui la precedente amministrazione aveva lasciato il progetto esecutivo e finanziamenti pronti per essere attivati e di cui lo stesso D’Ercole aveva annunciato la messa in opera per il mese di maggio 2010! Così come le sue dimissioni spiegano chiaramente l’incapacità del centrodestra guidato da Mascia non solo di una visione strategica sul futuro della città, ma anche sul presente politico dell’amministrazione, travagliato da continue crisi di visibilità degli alleati e da un preoccupante sperpero di risorse pubbliche».

Per il sindaco Mascia invece oggi «è andata in onda la ‘bella politica’, quella fatta di rapporti leali, corretti e signorili, una politica che sa raccontare la verità alla gente».

04/01/2011 16.03