Aveva chiesto di lavorare di più: funzionario ignorato, meglio nuove assunzioni

Alessandro Biancardi

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Aveva chiesto di lavorare di più: funzionario ignorato, meglio nuove assunzioni
PESCARA. C’è chi dice no, c’è chi sembra essere una mosca bianca. C’è chi chiede di potersi guadagnare il proprio stipendio lavorando e producendo ma…

Sembra incredibile ma non sempre in un ente pubblico è facile lavorare o sopravvivere se si chiede di meritarsi lo stipendio che si riceve. Luigi Rischitelli, funzionario della Provincia di Pescara, si era fatto notare alcuni anni fa perché aveva denunciato di essere sottoutilizzato ed aveva chiesto nuove mansioni a parità di stipendio e nuovi carichi di lavoro perché diceva di passare molto del suo tempo a girarsi i pollici. L’anno successivo aveva denunciato altre incongruenze ma senza sortire alcun effetto. Insomma è l’altra faccia dello spreco di risorse pubbliche.

Da allora nulla è cambiato e Rischitelli ha scritto una nuova lettera aperta indirizzata al presidente Guerino Testa e al direttore generale, Fabrizio Bernardini. Anche perché si procede a nuove assunzioni che presuppongono la carenza di certe figure nella pianta organica. E’ il caso di funzionari amministrativi in numero di due assunti grazie ad una determina del direttore generale, Fabrizio Bernardini (la n. 3245 del 21 dicembre scorso). Decorrenza quasi immediata (31 dicembre 2010) cioè poche ore prima che entrino in vigore norme restrittive in materia di assunzioni.

«Vorrei chiedere pubblicamente al dottor Bernardini se crede sia legittimo procedere ad assunzioni, presupponendo quindi la carenza delle relative professionalità (richiesta tassativamente dalla legge), quando vi sono nell’ente più funzionari amministrativi assolutamente sottoutilizzati», si domanda il dipendente Rischitelli.

Sta di fatto che anche qualcun altro ha chiesto di poter lavorare di più ed il malcontento sta crescendo all'interno della Provincia e qualcun altro sta trovando il coraggio per denunciare un mal costume che non fa onore alla pubblica amministrazione.

Il problema è che in questo modo l’organizzazione del lavoro risulta poco logica e si ripercuote anche sugli utenti-cittadini.

 Una parte della colpa però sarebbe anche degli organi di “controllo” per esempio dei sindacati «molti dei quali fanno finta di nulla», sostiene il dipendente e non si accorgono del «pessimo impiego delle risorse umane così come lo stesso dirigente Bernardini».

«Sono sicuro», continua Rischitelli, «che Lei, dottor Bernardini, appena informato di tali incresciose situazioni non potrà che porvi riparo. Immediatamente darà disposizione di trasferire il sottoscritto all’ufficio nel quale sarebbero andate i “superflui” funzionari (entro il 30 dicembre ha ricevuto la mia nuova richiesta di trasferimento), poiché sebbene dotato, scusi la presunzione, di discreta professionalità sono utilizzato forse al 20% di quello che potrei e dovrei fare e magari disporrà persino una rilevazione seria sull’utilizzo delle persone nell’ente, archiviando precedenti esperienze burocratiche e di pura facciata. Le posso anticipare che oltre ad avere la laurea giusta, un master giusto, pagato dalla Provincia, di 500 ore, un’esperienza da funzionario D3 di oltre 15 anni, una più che buona conoscenza e sensibilità in materia di tematiche ambientali, amministrative etc. conoscenza più che buona dell’inglese e discreta del francese, computer etc.; tutto questo a parte ho una assoluta determinazione a battermi per la mia, ma anche per la sua, dignità professionale. Sono certo stavolta avrò ascolto e non resterà sordo ed inerte. Del resto questa volta, dottor Bernardini, si è preso addirittura la briga di sostituirsi al dottor Forese, al quale in qualità di dirigente sarebbe spettata l’incombenza di adottare la determinazione citata».

Secondo il dipendente proprio la determinazione di assunzione sarebbe viziata e dunque illegittima per cui ne chiede l’annullamento (scusandosi con gli interessati…)

C’è poi un altro rilievo dello stesso dipendete circa il concorso di cui si utilizza la graduatoria.

«La graduatoria, infatti», aggiunge Rischitelli, «era per funzionario di polizia provinciale, tale concorso prevedeva prove e materie di esame in una certa parte diverse rispetto a quelle di un concorso per funzionario amministrativo e , soprattutto, il limite di età di 45 anni (legittimo per il tipo di concorso); evidentemente attingendo a questa graduatoria si lede il diritto di partecipazione di chi, se si bandisse un nuovo concorso, potrebbe partecipare non avendo in ipotesi potuto partecipare due anni fa. La prego dottor Bernardini ci pensi. Sono sicuro che capirà».

03/01/2011 10.32