Commissione Urbanistica Montesilvano: «tre illegalità in un colpo solo»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. «L’ultimo scempio di legalità» si sarebbe verificato, secondo l'associazione Patto per Montesilvano, nel corso della Commissione Urbanistica dello scorso 17 dicembre.

Il presidente del comitato, Mauro De Flavis, si domanda se quanto avvenuto sia legittimo e se non sia il caso di dare qualche spiegazione. Della questione nessuno ne parla ma solo l'associazione insiste perchè si faccia chiarezza.

La Commissione stessa è stata convocata, con all’ordine del giorno la votazione delle osservazioni al piano spiaggia, in contemporanea al Consiglio Comunale, non svolto per mancanza di numero legale.

«Per questo motivo, a torto», spiega De Flavis, «la minoranza non ha ritenuto di prendere parte alla Commissione Urbanistica, la quale, pur non avendoli in ordine del giorno ha votato approvando, senza discutere e votare le singole osservazioni, le delibere riguardanti il PP2 e PP3».
Il presidente della Commissione Biferi, in disaccordo con l’andamento dei lavori, ha abbandonato l’aula ed è stato sostituito nel ruolo, «non dal vice-presidente Bratti, assente», contesta sempre l'esponente di Patto per Montesilvano, «ma dal consigliere De Martinis, neppure membro della commissione stessa».
Il numero legale in commissione è stato garantito dalla presenza dei consiglieri Di Stefano, De Leonardis e Cilli, «forse direttamente interessati al provvedimento», insinua DE Flavis, «poiché ci risulterebbero in possesso di terreni nelle zone interessate dalle delibere e, se ciò corrispondesse al vero, non titolati a votare ma neppure ad essere presenti in Commissione.
Non una, non due, ma tre illegalità in Commissione hanno garantito la approvazione e la trasmissione dei provvedimenti in aula».
L'associazione chiede di sapere «perché ci sia stato tanto interesse a velocizzare l’approvazione delle delibere, perché la minoranza si è fatta imporre lo scacco».

«Senza voler entrare nel merito dei provvedimenti, che comportano l’incremento di cubatura nei PP2 e PP3, siamo certi», chiude l'associazione, «che essi vadano approvati senza il contributo della minoranza? Non sono questi argomenti di portata generale degni di essere discussi ed eviscerati fin nei minimi dettagli? Gli interessi della comunità tutta sono garantiti o gli interessi di alcuni sono prioritari?»

28/12/2010 14.07