Porto Turistico Montesilvano, Brocchi: «Cordoma conta quanto il due di coppe»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. La questione legata alla costruzione del nuovo porto turistico di Montesilvano, il mega progetto da 100 milioni di euro, continua a far discutere.

Se il primo cittadino pensa ad un referendum per testare l'opinione dei cittadini, Leo Brocchi, consigliere comunale di minoranza (Proposta Liberale Europea), chiede di tornare con i piedi per terra. «Un porto, a Montesilvano, esiste già», dice con ironia. «Sì, il “porto delle nebbie” delle parentopoli e poltronopoli sfrenate, degli appalti troppo spesso affidati ad personam, delle spese voluttuarie e dei gemellaggi brucia soldi a go-go, della manutenzione della città tanto trasparente che non si vede affatto».

Poi, tornando serio, affronta la questione da giorni al centro del dibattito e incalza: «nella decisione strategica ed amministrativa l’amministrazione Comunale conta come il classico due di coppe: basterebbe – ai nostri improvvisati amministratori – dare una rapida lettura alla normativa di riferimento per comprendere quali siano i loro poteri al riguardo e quali i limiti, e soprattutto che hanno già inesorabilmente perso il treno del 31 dicembre 2010».

«Non occorre essere dei guru dell’amministrazione pubblica», continua Brocchi, «per comprendere che brandire un progetto privato a mò di spot significa recitare precocemente il suo de profundis. Il vero problema è, oggi, che la claudicante maggioranza minoritaria che amministra la nostra città avverte semplicemente l’esigenza di declinare la sua ansia politica e mediatica anche nei modi promozionali più strampalati, alimentando aspettative che – se il buongiorno si vede dal mattino – sono destinate ad essere immediatamente buttate nella spazzatura (magari quella differenziata)».

Scettico sulla vicenda anche Luigi Beccia, segretario cittadino del Partito Democratico: «dopo le spaccature interne alla maggioranza e le polemiche sull'entusiasmo, la mancanza di idee e grandi opere, si ritira fuori il vecchio progetto del porto turistico.  E' un caso? Qualche dubbio sulla tempistica rimane».

Non ci sono dubbi, però, secondo Beccia sul fatto che questa opera rischia di essere «l'ennesimo regalo fatto da Montesilvano  all'imprenditoria privata ricevendo in contropartita pochi benefici e molti costi ,ambientali e non».

Beccia dice di aspettare con ansia di verificare le analisi di mercato da cui emergerebbe un fabbisogno di posti barca non soddisfatto dai ben 5 porti attivi in solo 100 km di coste regionali a cui si aggiungono altri due in costruzione.

«Ma se anche questo nostro dubbio fosse superato», insiste il segretario cittadino, «è del tutto evidente che l'ubicazione appare inappropriata e, per alcuni versi, irresponsabile. La zona “grandi alberghi” costituisce di fatto l'unica grande industria di Montesilvano tutt'ora in grado di creare ricchezza e, rappresentando circa il 50% dei posti letto della provincia, è un bene distintivo della città».

«Sono ancora troppo poche le informazioni a disposizione per esprimere una valutazione – dichiara invece Mauro De Flaviis, presidente del Movimento cittadino Patto per Montesilvano – vorremmo visionare il progetto di massima ed il business plan per capire in profondità come si articola il progetto, anche in termini economico finanziari. Non sarà da sottovalutare poi l’aspetto ambientale – conclude De Flaviis – il mare è una risorsa importante per l’economia della città, non possiamo comprometterla, servono quindi garanzie frutto di una valutazione seria ed approfondita. Il Comune ci dica di che dati è in possesso».

20/12/2010 16.28