Ennesima diffida di Codici contro il commissario unico dell’Ato

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Non si contano più ormai le diffide che Codici ha inviato al commissario unico degli Ato, Pierluigi Caputi.

La collezione si è arricchita di recente perché l’associazione dei consumatori è saltata sulla sedia quando ha scoperto l’avviso pubblico sul sito istituzionale di cui avevamo parlato qualche settimana fa. 

In pratica l’Ato cercava un esperto che potesse fare chiarezza sulle procedure di stabilizzazione dei dipendenti. E questo dopo che le procedure sono state concluse, dopo l'assenso di molteplici organi di controllo che non hanno mai mosso rilievi ma soprattutto dopo l’intervento della magistratura e la chiusura delle indagini. Queste ultime avrebbero provocato non pochi mal di pancia all’interno dell’Ato poiché sarebbero emersi fatti che ora dovranno essere eventualmente confutati nel processo e che riguardano anche la gestione dei dipendenti nell’era di Giorgio D’Ambrosio.

Il collaboratore ricercato dall’Ato dovrebbe chiarire i seguenti misteri: «se e in che maniera possano essere portate a compimento le procedure di stabilizzazione intraprese dall’Ente; se l’attuale posizione del personale sia compatibile con i limiti, i vincoli e i divieti derivanti dal contesto normativo sul pubblico impiego e della speciale disciplina statutaria e regolamentare dell’Ente; se, con quali modalità e con quali conseguenze, è possibile ipotizzare lo scioglimento dei rapporti esistenti».

Codici però fa notare al commissario Caputi che «tutti i dipendenti dell’Ente d’Ambito Pescarese risultano assunti a tempo indeterminato (secondo modalità al vaglio degli inquirenti), quindi esclusi da qualsivoglia procedura di stabilizzazione», di quale procedura di stabilizzazione parla allora l’Ato?

Codici poi ricorda a Caputi anche che «un parere in materia di contratti e assunzioni presso l’ATO è già stato rilasciato dal professor Di Plinio in qualità di Ctu» e che «secondo quanto si evince dall’Avviso all’interno dell’ATO non ci sarebbero professionalità tali da garantire una corretta interpretazione e applicazione del diritto, nonostante che tutti gli atti deliberativi dell’Ente dal 2003 ad oggi siano sempre stati validati e sottoscritti dal Dirigente preposto al controllo della conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti, ovvero dal Segretario generale dott. Fabrizio Bernardini».

Effettivamente questa iniziativa dell’Ato suona molto strano ma è chiaro che c’è paura per le ripercussioni della inchiesta giudiziaria che potrebbe addirittura portare davanti alla Corte dei Conti alcuni responsabili ed in caso di condanna anche al licenziamento delle assunzioni illegittime (e clientelari).

«Secondo questa associazione», scrive il segretario provinciale Domenico Pettinari, «l’eventuale ricorso ad una consulenza legale in materia di assunzioni andava effettuato prima della stipula dei contratti a tempo indeterminato in forma di parere preventivo. Inoltre la richiesta di un parere legale successivo all’adozione degli atti in questione, oltre ad essere anacronistica, costituisce un aggravio di spese per le finanze dell’Ente».

Per queste ragioni Codici diffida per l’ennesima volta il commissario e questa volta a ritirare immediatamente l’avviso pubblico di cui nel frattempo si sono perse le tracce.

In questi giorni infatti scadevano i termini e nulla è stato ancora comunicato circa l’eventuale conclusione della procedura o l’eventuale ritiro secondo quanto richiesto dall’associazione.

15/12/2010 12.09