Le associazioni:«salvare il patrimonio architettonico storico di Pescara»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3236

BORGO MARINO

BORGO MARINO

PESCARA. La Pescara vecchia va giù, sale quella dei palazzi nuovi. Ma è proprio necessario demolire edifici storici per far posto a quelli nuovi.

Se lo sono chiesto stamattina le associazioni ambientaliste Italia Nostra - Comitato Abruzzese del Paesaggio - Mila Donnambiente - MareVivo - WWF - Ville e Palazzi Dannunziani - EcoIstituto Abruzzo le quali hanno tenuto una conferenza stampa per esprimere la propria preoccupazione relativamente alle demolizioni in corso, o previste, di palazzi e pezzi di città che rappresentano «elementi di qualità urbana, storia e memoria identitarie di Pescara».

L’attenzione è stata posta su alcune questioni come l’abbattimento, per ricostruzione ex novo, e in cemento, di un elenco sempre più lungo di palazzi d’epoca otto-novecentesca, segni importanti, anche esteticamente, del tessuto urbano o la possibile cancellazione di ogni memoria di Borgo Marino nord, «uno dei luoghi fondativi e identitari di Pescara».

Si è poi parlato delle sorti «troppo aleatorie» del Quartiere Pineta, dove, villino dopo villino, si procede verso «la devastazione dell’architettura di pregio e la banalizzazione dell’ultimo quartiere pescarese di forte qualità urbana».

Su tutto questo aleggia «l’incomprensibile “leggerezza” con cui le Amministrazioni non rispettano vincoli stringenti di Prg, di Piano Paesistico,  Piano dei Vincoli ministeriali, che pur esistono sulle “carte” ufficiali…»

Per questo i sodalizi ambientalisti chiedono al Comune di sapere quante concessioni di abbattimento e ricostruzione o di ristrutturazione radicale  di edifici datati sono state date dall’Amministrazione o sono in discussione attualmente.

«Ci aspettiamo», hanno detto, «un immediato stop alle concessioni per verifiche puntuali sulle autorizzazioni e riscontro dei vincoli operanti; quindi un veloce monitoraggio dello stato dell’arte, pubblicizzazione dei risultati, discussione partecipata sulle soluzioni da adottare, coinvolgendo sovrintendenze,università, associazioni, operatori economici e culturali».

«E’ possibile progettare una sua cancellazione radicale di Borgo Marino?», spiegano le associazioni, «non stiamo proponendo la conservazione dell’attuale degrado esistente, ma un’operazione di riqualificazione degli spazi e del luogo, nel senso della conservazione della memoria e della valorizzazione anche economica di un pezzo della città che ancora conserva la sua anima  …Un borgo rivitalizzato, con attività artigiane e ricettive che faccia da controcanto al centro storico di Porta Nuova (per il quale fino a 20 anni fa in pochissimi sostenevamo la conservazione), esaltandone la vocazione originaria  all’interno delle novità contemporanee».

Stesso discorso vale per i villini della Pineta di dannunziana memoria ma pare che questa volta l’amministrazione comunale del rilancio della figura del Vate non sia interessata allo stesso modo a salvaguardare quei pochissimi scorci ancora rimasti dei primi del Novecento.

Il degrado e la decadenza non riguardano solo gli edifici ma anche proprio l’area verde della pineta ormai con centinaia di esemplari malconci, malati o mai potati che avranno vita breve.

 «Se non ci sarà, a proposito, adeguata risposta da parte dell’amministrazione comunale», hanno avvertito le associazioni, «già da ora ci impegniamo a organizzare , con autorevoli esperti, un momento pubblico di approfondimento e aggiornamento, per meglio conoscere le sfaccettature delle norme e imparare a utilizzare, anche  giudiziariamente, il diritto alla difesa della bellezza, della storia e della memoria della nostra città».

 07/12/2010 16.24