Vigili urbani armati: la Cgil contesta le modalità seguite dal Comune. «Troppe lacune»

Alessandro Biancardi

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VIGILI URBANI ARMATI

VIGILI URBANI ARMATI

PESCARA. La Cgil chiede conto alla amministrazione Comunale di Pescara della modalità utilizzata per armare il corpo di polizia municipalizzata.

Da alcuni giorni i vigili hanno ormai una pistola dopo aver seguito un breve corso. Dopo polemiche e dibattiti durati mesi l’iter amministrativo si è concluso.

Vi sono tuttavia principi inderogabili che bisogna seguire per la manutezione e detenzione dell’arma. Per questo il sindacato si domanda: che cosa devono fare dell'arma gli operatori quando vanno in ferie o se si ammalano? E gli operatori che non possono detenerla a casa, come devono comportarsi?

Anche il Comandante in una riunione con i sindacati ha convenuto sulla necessità di integrare il regolamento per quanto sopra detto, rimane il fatto che le richieste di incontro in tal senso sono state ignorate, ribadisce oggi la Cgil. Lo stesso sindacato poi chiede pubblicamente copia del verbale di collaudo dei locali denominati “armeria” visto che una precedente richiesta di due mesi fa «è rimasta senza risposta».

I vigili urbani, ricorda ancora il sindacato, sono stati addestrati solo a sparare ad una sagoma e non sono stati addestrati a tecniche operative vere e proprie.

«Quello che sta accadendo», dice Sandra Alberico, della Funzione pubblica provinciale, «è far passare nell'opinione pubblica la percezione dell’esistenza di più poliziotti sulle strade e quindi  più sicurezza, mentre dall'altra parte agli operatori si è fatta passare la dotazione dell'arma come strumento di sicurezza personale. Sicuramente gli operatori non sono tutelati nella loro libertà personale in quanto lo stesso regolamento e  la normativa impone loro che prima e dopo l'orario di lavoro possano percorrere il solo tragitto sino alla residenza per un dovere di custodia dell'arma ed in quanto il porto d'armi senza licenza è possibile solo nelle ore di servizio. Ci sorge inevitabilmente un dubbio: non è che siamo stati  presi tutti in giro? Ma cos'è la sicurezza? E la sicurezza di chi? I servizi del personale non armato quali sono, visto che a tutt’oggi si vedono anche agenti senza l’arma che pattugliano le nostre strade unitamente a quelli armati? Qual è il senso di questa incoerenza? E come si gestisce la “insicurezza” di coloro che non sono armati se quelli armati sono più in “sicurezza”?»

In tempi di magra economica dove anche l'amministrazione di Pescara fa i conti con i tagli alle risorse per garantire il sistema sociale: asili, assistenza ad anziani ed infermi, sarebbe opportuno conoscere –chiede ancora la Cgil- i costi sostenuti e quelli futuri per mantenere in efficienza l'armamento ed addestrati gli operatori perchè nulla è gratis.

 07/12/2010 11.02