Arrestati 19 ultras per gli scontri del dopo Pescara-Roma di agosto

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Undici ultras della Roma sono stati arrestati la notte scorsa dalla Digos della Questura di Roma, a conclusione dell'attività investigativa congiunta con la Digos della Questura di Pescara. A guidare la tifoseria pescarese un interista con precedenti (tifoso interista) sceso apposta da Milano.

Al centro delle indagini durate qualche mese sono stati per gli scontri che si erano verificati in occasione della amichevole Pescara-Roma dell'8 agosto scorso.

L'accusa è di violenza e resistenza a pubblico ufficiale in concorso, aggravata dalla circostanza che i fatti sono stati commessi da più di 5 persone armate e travisate. Tutti gli arrestati sono stati perquisiti fino alle prime ore della mattina e sono ora agli arresti domiciliari. L'esame delle immagini registrate dall'impianto di videosorveglianza dello stadio ed i filmati realizzati dalla Polizia scientifica nell'immediatezza dei fatti hanno consentito di ricostruire le fasi degli scontri e di accertare le singole responsabilità.

Il primo contatto fra le tifoserie era avvenuto prima dell'inizio della gara, intorno alle 20, quando un gruppo di tifosi della Roma, non seguendo le indicazioni della Questura di Pescara sui parcheggi scambiatori e sulle modalità di arrivo allo stadio, lasciò in sosta i veicoli in una delle aree frequentate dalla tifoseria locale, per poi dirigersi verso alcuni gruppi di supporters pescaresi armati di bastoni, cinghie e bottiglie. L'intervento delle forze dell'ordine evitò che la situazione potesse degenerare. Un secondo episodio di violenza si verificò però intorno alle 23, dopo la fine dell'incontro: rimasero feriti dei tifosi (2 supporters del Pescara e 1 della Roma) e 5 agenti delle forze dell'ordine. Alcuni arrestati risponderanno anche dei reati di travisamento e possesso di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive.

«Confermata», sottolinea la questura, «la linea della tolleranza zero nei confronti di chiunque si renda autore di illeciti in occasione delle manifestazioni sportive. L'attenzione e la determinazione delle forze dell'ordine a contrastare gli illeciti anche in ambito calcistico rappresentano una priorita' per garantire le migliori condizioni di vivibilita' degli impianti e proseguire nella politica della disponibilita' nei confronti dei veri tifosi che vivono gli stadi come momenti di spettacolo e di divertimento all'insegna della correttezza».

 UN INTERISTA A GUIDARE I “TIFOSI” PESCARESI

  Complessivamente le persone arrestate sono 19, tutte agli arresti domiciliari tranne una.

Si tratta di sette tifosi del Pescara, 11 della Roma e un interista, residente a Milano ma di origine pescarese. Quest'ultimo, un uomo di 41 anni, sarebbe arrivato a Pescara, il giorno della partita, per guidare la tifoseria locale negli scontri contro il giallorossi. Deve rispondere anche di istigazione a delinquere. Lui e' l'unico tifoso ad essere rinchiuso in carcere. Oltre ad essere un interista e' a capo dei Viking ed e' stato gia' al centro di fatti di cronaca negli anni '90.

A disporre gli arresti e' stato il gip del Tribunale di Pescara, Guido Campli, su richiesta del pm Silvia Santoro, mentre ad eseguirli sono stati questa mattina le questure di Pescara, Roma e Milano. Le accuse sono di resistenza a pubblico ufficiale aggravata e in concorso e violazione della legge sugli stadi.
   Il questore di Pescara, Paolo Passamonti, ha ricordato in conferenza stampa che l'8 agosto fu una «serata terribile a causa degli incidenti che si sono verificati lontano dallo stadio, prima e dopo l'amichevole Pescara-Roma, e probabilmente sarebbe stato opportuno non giocare quella partita».

 Passamonti ha ricordato che subito dopo l'incontro di calcio sono stati emessi 22 provvedimenti di Daspo e oggi, anche se a distanza di mesi, e' stato chiuso il cerchio.

06/12/2010 12.49