Edilizia, Pescara archivia la "Dia" e arriva la "Scia": procedure più snelle

Alessandro Biancardi

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CASA, NUOVE REGOLE PER L'EDILIZIA A PESCARA

CASA, NUOVE REGOLE PER L'EDILIZIA A PESCARA

PESCARA. Procedure più snelle al Comune di Pescara per la realizzazione di piccoli interventi edilizi.

Scomparsa ufficialmente la Dia, la Dichiarazione di inizio attività, è ufficialmente entrata in vigore la Scia, ossia la Segnalazione Certificata di Inizio attività che, d’ora in avanti, consentirà alle imprese di avviare la realizzazione di un progetto subito dopo aver protocollato in Comune la relativa documentazione, senza dover aspettare i canonici 30 giorni in attesa di un eventuale pronunciamento degli uffici tecnici.

«In questo modo», ha annunciato l'assessore allo Sviluppo del Territorio, Marcello Antonelli, «garantiremo tempi più celeri ai costruttori, ma anche controlli più serrati sulla correttezza dei progetti presentati dai professionisti che avranno maggiori responsabilità».

Lo scorso 31 maggio il Governo ha approvato il decreto legge convertito nella legge 122 del 30 luglio che ha introdotto una serie di modifiche per alcune attività degli enti locali, e, nel particolare, ha mutato la legge 241 del ’90 nella parte relativa alle comunicazioni per le attività edilizie e commerciali.

«In sostanza», spiega Antonelli, «la normativa prima prevedeva l’istituto della Dia, ossia la dichiarazione di inizio attività, che non dava titolo all’esecuzione immediata dell’opera, ma l’utente prima di aprire il cantiere doveva attendere trenta giorni. Se entro tale termine il Comune non sollevava rilievi, l’utente poteva avviare l’intervento per effetto di una sorta di silenzio-assenso». L'assessore ha già avuto un incontro con gli Ordini professionali, ossia con l’Ordine degli architetti, degli ingegneri e con l’Albo dei geometri: «si sono dichiarati soddisfatti di tale innovazione», ha assicurato Antonelli, «e tra l’altro il Comune di Pescara è sicuramente il primo nella provincia di Pescara ad essersi attivato in tal senso, probabilmente è anche il primo in Abruzzo e uno dei primi in assoluto in Italia».

Ci saranno dei giorni di adeguamento delle procedure, ad esempio nei giorni di ‘interregno’ per il passaggio da una normativa all’altra sono arrivate 65 richieste di Dia che sono state rigettate, «seppur a malincuore pensando all’utente che dovrà rifare due volte la pratica, anche se ovviamente il Comune non gli chiederà il doppio pagamento dei diritti». Intanto sono state indette due giornate di formazione per il 21 e il 30 settembre, nella sala consiliare del Comune, due giorni in cui i dirigenti e funzionari informeranno gli iscritti agli albi, che avranno maggiori responsabilità.

SCIA E DIA, ECCO LE DIFFERENZE

«La novità introdotta dalla nuova normativa è sostanziale – ha meglio specificato l’ingegner Pasqualini -: la Dia era una dichiarazione di inizio attività che assegnava al Comune 30 giorni di tempo per effettuare gli opportuni controlli prima dell’avvio del cantiere; la Scia è una segnalazione immediata di inizio attività, i cantieri partono subito, ma l’amministrazione comunale ha 60 giorni di tempo per effettuare le proprie verifiche e, se venissero riscontrate anomalie, scatteranno subito le procedure di blocco dei lavori, demolizione e denunce».

La Scia si potrà utilizzare per gli interventi di manutenzione straordinaria semplici e interventi che comportano interventi sulle strutture, aumento delle unità immobiliari e incremento dei parametri urbanistici, e ancora per gli interventi di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia non comportante modifiche dell’edificio.

 

03/09/2010 18.19